COMBONIANUM – Formazione Permanente

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Il mantello di Bartimeo

FP Italiano 3/2013 (2)


IL MANTELLO DI BARTIMEO

José H. Prado Flores

 

Appena fuori delle mura della città di Gerico incontriamo un caso di “rinuncia evangelica” personificata nel figlio di Timeo (Mc 10,46-52). Bartimeo, cieco e mendicante, sedeva lungo la strada, avvolto in un vecchio mantello che qualcuno gli aveva regalato perché non lo utilizzava più. Era stanco di una vita senza futuro, e si accontentava dell’elemosina dei pellegrini che uscivano dalla città delle palme e delle briciole che cadevano dal tavolo dei visitatori.

Ma in un disperato e freddo giorno d’inverno, Gesù gli passò accanto. Era accompagnato da due gruppi: la moltitudine ed i discepoli da Lui scelti. Aveva fretta, doveva arrivare a Gerusalemme prima di Pasqua, perché stava per realizzare la cosa più importante della storia: la Redenzione di tutti gli uomini. Non poteva fermarsi per nessun motivo. Neppure il suo amico Pietro riuscì ad impedirgli quel viaggio tanto importante quanto rischioso.

Non sappiamo se era la prima volta che incrociava il suo cammino, certamente era l’ultima possibilità per Bartimeo d’incontrare Gesù. Le sue grida, sempre più disperate, manifestano che il Messaggero della Buona Novella si stava allontanando, perdendosi alla sua vista, verso la strada che, attraverso le montagne della giudea sale a Gerusalemme. Il cieco non si perse d’animo e continuò a gridare fino ad ottenere che Gesù si fermasse. Ma Lui, invece di ritornare sui suoi passi per dar retta al mendicante seduto lungo la strada, lo fece chiamare. Lo stanco figlio di Timeo, prima di iniziare a camminare, o forse, proprio per alzarsi più velocemente, lasciò il suo mantello, che cadde vicino alla palma che gli aveva tenuto compagnia per lungo tempo.

In mezzo alla moltitudine, Gesù decide di dedicare il suo tempo in modo speciale ad una persona. Bartimeo sa che questa opportunità è unica e non può farsela scappare visto che Gesù aveva fretta. La passività o la calma gli avrebbero fatto perdere questa opportunità, quindi si alzò senza pensarci due volte e gettò il suo mantello di fianco alla palma.

Il mantello

Generalmente tessuto di pelle di capra o di cammello, pesava fino a quindici chili. Serviva per proteggersi dalle tormente di sabbia e coprirsi di notte dal freddo del deserto che penetra le ossa. Questo mantello stinto dal sole e la spoglia palma dove appoggiava il suo bastone erano i suoi unici fedeli compagni.

Normalmente la predicazione insiste sul fatto che dobbiamo rinunciare ai nostri mantelli che rappresentano la nostra vecchia vita, per poter andare al Signore. Ma questa visione è molto miope, perché pretende far dipendere da noi stessi quello che prima di tutto è Grazia.

Quella mattina il cieco, stanco e seduto lungo la via, era uno degli anonimi nell’immensa moltitudine. Il Predicatore di Galilea indubbiamente lo percepì quando gli passò accanto, e nonostante questo, il cieco si fece notare gridando; per non perdere tempo gettò per sempre il suo mantello ingombrante che gli rendeva difficile il cammino. Per Bartimeo non è sufficiente solo andare da Gesù, ma anche arrivarci velocemente, perché c’era poco tempo e non poteva lasciarsi scappare quella strabiliante opportunità. Quel mantello pesante ed ingombrante gli avrebbe potuto far perdere secondi importanti e determinanti…

Questo passaggio ci dimostra che ci sono due modi per seguire il Signore: come moltitudine o come discepoli. La frontiera che separa queste due possibilità è il pesante mantello che ci impedisce di correre all’incontro.

Il modo di fare di Bartimeo è solo per coloro che vogliono uscire dalla moltitudine anonima per essere ascoltati in forma speciale dal Salvatore del mondo e sono disposti a farlo subito subito e senza ripensamenti; per quelli che sono stanchi di essere stanchi. Se sei contento di come ti trovi nel mondo non lasciarlo. Ma se hai bisogno di attenzioni personali, non di gruppo né di moltitudine, allora devi prendere delle decisioni. Se hai fretta o urgenza, se hai il desiderio o la necessità di incontrarti immediatamente con il Figlio di Davide capace di dare una ragione alla tua vita e aprirti al futuro, allora è necessario liberarti dei pesi che ostacolano il tuo obbiettivo.

Se il mantello è quel peso che, pur permettendoci di camminare, ci impedisce di correre verso Gesù, allora dobbiamo in primo luogo chiederci se vogliamo essere uno fra i tanti che seguono il Maestro o se invece abbiamo bisogno di un incontro personale per il quale siamo disposti a lasciare qualsiasi cosa che ci impedisca di andare velocemente.

Il tuo mantello potrebbe essere rappresentato dai tuoi rancori, così come dalle tue paure ed insicurezze, angosce e pressioni, dal vuoto o dalla mancanza di significato della vita, dalle amarezze e dai dubbi, dalla mancanza di fiducia, dalle ferite, dai mascheramenti, dalle bugie ed inganni. O ancora da idee stereotipate come: “Dio non mi ama, non lo merito perché sono un povero mendicante; il Signore è molto occupato ed ha fretta; ce ne sono tanti che lo cercano e lo trovano, per me non ha tempo”.

Approfittare dell’unica opportunità.

Forse il Maestro della buona novella non passerà più così vicino nella tua vita. Approfitta di questa opportunità, forse irripetibile, per non rimpiangere come Sant’Agostino che, con una certa nostalgia esclamava: “Temo Dio che passa e non torna” , o per non rischiare che si dissolva nella penombra della notte come il fidanzato del Cantico dei Cantici. Il bellissimo libro del Cantico dei Cantici racconta che il fidanzato bussò alla porta, ma la fidanzata, come brava ragazza lo lasciò pregare ma non gli aprì. Dopo un certo tempo di denso silenzio, ella uscì; però non c’era più nessuno. Quindi, angustiata, chiese da tutte le parti se avevano visto passare il suo amore.

In verità noi ci carichiamo non di un mantello di pelle di cammello, ma molte volte del cammello completo sulle nostre spalle con pesi e catene che ci impediscono di volare, pertanto, lasciare il mantello non è una rinuncia è alleggerirsi: “è liberazione”.

Se vuoi incontrarti rapidamente con Gesù alleggerisciti. Se non ce la fai più a portare i pesi in famiglia, con te stesso, con la gente, alleggerisciti. Se stai seduto o vinto dalla zavorra del tuo cuore, della tua mente o dei tuoi affetti, il Vangelo ti offre la Buona Novella: alleggerisciti da quell’ingombro che potrebbe farti perdere l’opportunità di incontrarti con la Luce del mondo, con Colui che è venuto tanto a dar la vista ai ciechi quanto a liberare gli oppressi.

Se non hai fretta di essere guarito dalla tua infermità continua a stare avvolto nel tuo mantello pesante e rimani seduto davanti al cammino che mai percorrerai. Se non ti sei abituato a mendicare briciole e ad accontentarti degli avanzi, non lasciare il mantello perché è l’unica cosa che hai. Se le tue sicurezze ti bastano, copriti bene col tuo mantello e proteggiti così dagli sguardi e dai commenti degli altri. Se ancora non sei stanco di essere stanco, rimani avvolto nel tuo mantello.

Se invece hai fretta, alleggerisciti perché tu possa camminare veloce. Se preferisci la solitudine dello stare ai margini del cammino, nasconditi dietro questo stretto mantello; ma se hai bisogno di un’attenzione personale, alleggerisciti. Se hai bisogno di una cura integrale, se vuoi approfittare di questa opportunità unica ed irripetibile, se porti un gran peso nel tuo cuore, nella tua mente o nei tuoi affetti, se vuoi ricuperare il tempo perso, alleggerisciti. Se desideri continuare come un anonimo dentro la moltitudine, non lasciare il mantello; ma se vuoi essere un discepolo, gettalo!

Lasciare il mantello non è una rinuncia, ma significa alleggerirsi. Non è uno spogliarsi ma un disfarsi di quanto ci è superfluo, da ciò che ci ostacola e ci reca danno, da ciò che ci copre fino al punto di nascondere quello che veramente siamo. Perché vuoi continuare a caricare un morto?

Liberati dei pesi che ti impediscono di correre.

Quando Bartimeo si incontrò con Gesù, il Maestro gli fece una domanda che era come firmare un assegno in bianco: “che vuoi che io ti faccia?” Bartimeo riconobbe il Signore come il suo unico maestro, dichiarando il suo amore e chiamandolo: “Rabbuni” .

Nel Vangelo si racconta, che una volta curato dalla sua cecità, Bartimeo seguì Gesù verso Gerusalemme. Senza dubbio, egli non ritornò a prendere il suo mantello gettato all’ombra della palma, lo aveva lasciato e abbandonato definitivamente. Ora anche Bartimeo come Gesù ha fretta d’arrivare a Gerusalemme.

Bartimeo approfittò dell’ultima opportunità della sua vita per uscire dalla sua prostrazione. Per essere ascoltato da Gesù che andava di fretta a Gerusalemme, gettò il suo mantello ingombrante.

Fra la città coloniale e storica di Morelia e la città del Messico, esistono due strade: una a pagamento che è più sicura e rapida, e l’altra gratuita che è più stretta e lenta. Ognuno sceglie quella che vuole prendere. Chi preferisce la rapidità e sicurezza deve pagare un pedaggio. Così anche Bartimeo pagò il prezzo di abbandonare il peso del suo mantello per potere incontrarsi immediatamente con il Figlio di Davide.

Oggi Gesù sta passando davanti a te. E’ un’opportunità unica e forse irripetibile. Potrebbe essere l’ultima occasione. Il Maestro ha fretta. Non può perdere tempo per la tua indecisione. Ora o mai! Non farlo aspettare perché se ne va! Il tempo è decisivo. O ti liberi del peso del tuo mantello o potresti perdere l’ultima possibilità della tua vita. Certamente non si tratta di una rinuncia che ti lacera il cuore, se non dell’opportunità che ti viene offerta per liberarti di tutto quel peso che ti impedisce di correre sapendo che quando si lascia non si può tornare indietro.

 

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Questa voce è stata pubblicata il 13/02/2013 da in Articolo mensile, ITALIANO con tag .

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