COMBONIANUM – Formazione e Missione

— Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA — Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa — Blog of MISSIONARY ONGOING FORMATION — A missionary look on the life of the world and the church

Un’eresia vera e propria!

Un’eresia vera e propria!

 La violenza in nome di Dio.

Chi vuole affogare il proprio cane, l’accusa di avere la rabbia, dice un proverbio francese. Le religioni sono rabbiose? Quanti desiderano escluderle dalla vita pubblica per relegarle nella sfera strettamente privata vorrebbero farlo credere. Così, prendendo a pretesto la dimensione in apparenza religiosa dei conflitti che insanguinano il pianeta, fomentano il pregiudizio secondo il quale le religioni, e specialmente quelle monoteistiche, sarebbero per natura fattori di divisione tra gli uomini. Per porre fine alle violenze e garantire la pace universale, ci sarebbe una sola soluzione: la secolarizzazione a oltranza.

Questa argomentazione è una delle forme che assume oggi il pensiero antireligioso. Essendosi diffuso il pregiudizio che il relativismo è la sola filosofia in sintonia con le esigenze della democrazia liberale, ogni comportamento che si riferisce a una verità trascendente, universale e assoluta, viene percepito come una minaccia per la pace civile. La fede religiosa è denunciata come una patologia sociale.

Questa strategia di demonizzazione di tutto ciò che è religioso non è di ieri. Lo Stato moderno, religiosamente neutrale e politicamente onnipotente, non si è forse imposto autoproclamandosi unico rimedio di fronte alle guerre di religione? La denuncia si è poi concentrata sulle fedi monoteistiche perché si pensa che generino una mentalità intollerante nei loro credenti in quanto questi pensano di possedere una verità universale e assoluta.

persecuzione-cristiani-copti

In questo contesto la Commissione teologica internazionale si è occupata del problema. Una sottocommissione, presieduta da padre Philippe Vallin, ha lavorato per cinque anni sul tema, in uno scambio costante con l’intera commissione. Ne è scaturito un testo, intitolato Dio Trinità, unità degli uomini. Il monoteismo cristiano contro la violenza, approvato dalla Commissione teologica internazionale lo scorso 6 dicembre. Il documento – pubblicato come di consueto sulla Civiltà Cattolica e accessibile sui siti internet della rivista e della Commissione – si presenta non come un trattato esaustivo di teologia ma come «argomentata testimonianza».

La sua tesi è inequivocabile: per quanto riguarda la fede cristiana, la violenza in nome di Dio è un’eresia pura e semplice. Qui non c’è alcuna concessione allo spirito del tempo, ma una convinzione che nasce dal cuore stesso del Vangelo. La violenza non si giustifica dunque né per rivendicare i diritti di Dio né per salvare gli uomini loro malgrado, poiché «la verità non si impone che per la forza della verità stessa» (Dignitatis humanae, n. 1). È questo il paradosso del cristianesimo: il rispetto scrupoloso della libertà religiosa non è motivato da una forma di relativismo ma deriva da quanto vi è di più dogmatico nell’idea che la fede cristiana offre di Dio.

Pretendere così che il rifiuto di ogni violenza in nome di Dio sia iscritto nel cuore stesso della fede cristiana rende necessaria un’autocritica della prassi storica dei cristiani. Nel corso dei secoli, infatti, il popolo di Dio non è sempre stato all’altezza di questa convinzione. Il documento s’impegna a sciogliere i legami occasionali che si sono potuti tessere nella storia tra cristianesimo e violenza religiosa e a interpretare correttamente le pagine della Bibbia che sembrano legittimare la violenza religiosa.

Nel dibattito su monoteismo e violenza, il documento ha voluto evitare due soluzioni facili. La prima sarebbe consistita nel dissociare il cristianesimo dal monoteismo: sì, concediamo che il monoteismo sia fattore di violenza, ma precisiamo subito che il cristianesimo sfugge a questa accusa perché annuncia il mistero di un Dio Trinità, che in sé è comunione nella differenza. Al contrario, il documento sottolinea che il mistero trinitario non si afferma assolutamente a detrimento del monoteismo.

Una seconda facile soluzione apologetica sarebbe stata quella di dissociare la fede cristiana dalla religione: sì, concediamo che la religione sia fattore di violenza, ma precisiamo subito che il cristianesimo non deriva dalla religione ma dalla fede. Al contrario, il documento insiste sul valore intrinseco dell’esperienza religiosa in quanto tale. Come la grazia non distrugge la natura ma la guarisce e la porta al suo compimento, così la fede cristiana assume la dimensione religiosa della condizione umana e la purifica riconducendola alla sua essenza autentica, che unisce inseparabilmente amore di Dio e amore del prossimo. Ogni violenza in nome di Dio è insomma «una corruzione dell’esperienza religiosa».

Questo punto è fondamentale per il dialogo tra le religioni. I teologi cattolici che hanno redatto questo documento non hanno voluto parlare a nome dei credenti delle altre religioni monoteiste, ma li invitano a intraprendere un analogo percorso di purificazione all’interno delle proprie tradizioni. Nella misura in cui queste sono espressione di una religione autentica, non possono che rifiutare la violenza religiosa. Lungi dall’essere fattore di divisione, le religioni, quando sono fedeli alla loro essenza e senza rinnegare nulla del loro senso dell’assoluto, sono fermenti di pace. Ecco perché sarebbe un suicidio tenerle separate dalla vita sociale e politica.

di Serge-Thomas Bonino, Domenicano, segretario generale della Commissione teologica internazionale.

Vedi anche:

Chiesa sotto processo. La parola alla difesa

Le si imputa di essere intollerante e violenta, in nome di Dio. Ma un documento della commissione teologica internazionale ribalta l’accusa. È la dittatura del relativismo a voler bandire la fede dal consorzio civile…
di Sandro Magister.

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350701

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 24/01/2014 da in Attualità ecclesiale, Attualità sociale, Dialogo Interreligioso, ITALIANO con tag , , , .

San Daniele Comboni (1831-1881)

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 421 follower

Follow COMBONIANUM – Formazione e Missione on WordPress.com
gennaio: 2014
L M M G V S D
« Dic   Feb »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  

  • 222.061 visite

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: