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Tesi rivoluziona la storia della civiltà

SE ULISSE NAVIGÒ I MARI DEL NORD…
Una tesi che rivoluziona la storia della civiltà!

Secondo una recente tesi rivoluzionaria, i greci e la loro antica civiltà discendono dalle genti del Baltico e della Scandinavia. Per cui la culla della civiltà sarebbe da spostare dalla Asia medio-orientale al nord dell’Europa! Una scoperta clamorosa che rivoluzionerebbe i vecchi paradigmi dei nostri libri scolastici e confermerebbe l’identità plurimillenaria del vecchio continente europeo. (Vedi articolo di Antonio Socci, 31 marzo 2014).

ulisseAdesso che perfino Umberto Eco nel suo libro “Storia delle terre e dei luoghi leggendari” ha “consacrato” la tesi di Felice Vinci, che colloca nel Baltico, in Scandinavia e nel Mare del Nord le vicende dell’Iliade e dell’Odissea, possiamo davvero dire che sta per essere rivoluzionata la storia della civiltà europea.

Non credevo che sarebbe accaduto così velocemente, tredici anni fa, quando lessi (e commentai) il libro di Vinci “Omero nel Baltico” (Palombi), un volume di quasi 500 pagine, pieno di sorprese, che lanciava quella tesi nuova e affascinante.

In sostanza Vinci sostiene che quelle saghe nordiche, fiorite con l’età del bronzo nel II millennio a.C., poi fissate in potente poesia da Omero, a causa di un grande cambiamento climatico furono portate a Sud dall’emigrazione di “biondi navigatori” che si stabilirono sull’Egeo e lì – dando vita alla civiltà micenea – ricostruirono il loro mondo con i relativi toponimi.

La tesi sembrava a prima vista pazzesca, ma Vinci accumulava, nel suo libro, una tale quantità di prove che era impossibile non prenderlo sul serio. Anche perché risolveva una serie di storiche incongruenze contenute nella versione tradizionale. (…)

Naturalmente la Scandinavia e la Grecia si sono dimostrate molto interessate alla nuova tesi. Infatti nel 2007 nella finlandese Toija (avete capito bene: il paese che sorge dove anticamente – per Vinci – sorgeva Troia) si è tenuto un importante simposio scientifico sulle tesi di Vinci. E un altro è stato realizzato nella stessa località il 23 e 24 luglio 2011. (…)

Addirittura entusiastico appare poi il consenso di un altro importante critico letterario come Edoardo Sanguineti che, in un articolo di qualche anno fa, dopo aver passato in rassegna le ragioni di Vinci, concludeva:

“Non Omero, ma tutta la civiltà greca delle origini, e tutti i miti classici, ci sono arrivati di là, tra Circolo Polare Artico e Mare del Nord, da Helsinki e dintorni. L’archeologia avrà l’ultima parola, ma, per intanto, non intendo taciteggiare, astenendomi dal ‘confirmare’ come dal ‘refellere’. Non refello niente, e scommetto che il Vinci può vincere”.

Ora poi è uscito anche un volumone, la prestigiosa rivista di filologia classica fondata da Ettore Paratore – “Rivista di cultura classica e medievale” – la quale ha dedicato un numero monografico al tema “La Scandinavia e i poemi omerici”. Ovvero alla tesi di Vinci.

Che ne esce potentemente arricchita di ragioni. Infatti ci si rende conto, ormai in diverse discipline, che è da buttare il vecchio paradigma per cui la culla della civiltà sarebbe stata l’area che va dalla Mesopotamia, all’Egitto e all’Egeo.

Sir Colin Renfrew, professore a Cambridge, ha scritto: “Molti di noi erano convinti che le piramidi d’Egitto fossero i più antichi monumenti del mondo costruiti in pietra, e che i primi templi fossero stati innalzati dall’uomo nel Vicino Oriente, nella fertile regione mesopotamica. Si riteneva anche che là, nella culla delle più antiche civiltà, fosse stata inventata la metallurgia e che, successivamente, le tecnologie per la lavorazione del rame e del bronzo, dell’architettura monumentale e di altre ancora, fossero state acquisite dalle popolazioni più arretrate (…) per diffondersi poi a gran parte dell’Europa e al resto del mondo antico. Fu quindi un’enorme sorpresa” sottolinea Sir Renfrew “quando ci si rese conto che tutta questa costruzione era errata. Le tombe a camera megalitiche dell’Europa occidentale sono ora considerate più antiche delle piramidi (…). Sembra inoltre che in Inghilterra Stonehenge fosse completato e la ricca età del Bronzo locale fosse ben attestata, prima che in Grecia avesse inizio la civiltà micenea. In effetti Stonehenge, struttura straordinaria ed enigmatica, può a ben diritto essere considerato il più antico osservatorio astronomico del mondo. E così ogni assunto della visione tradizionale della preistoria viene contraddetto”.

Lo studioso inglese conclude: “Le nuove datazioni ci rivelano quanto abbiamo sottovalutato quei creativi ‘barbari’ dell’Europa preistorica, i quali, in realtà, innalzavano monumenti in pietra, fondevano il rame, creavano osservatori solari e facevano altre cose ingegnose, senza alcun aiuto dal Mediterraneo orientale”.

Che i greci e la loro antica civiltà, come afferma Vinci, discendano dalle genti del Baltico e della Scandinavia oggi è scoperta doppiamente clamorosa.

Perché svela pure quanto il Nord e il Sud dell’Europa siano legati e frammisti e quanto sia forte e plurimillenaria l’identità culturale unitaria di questo continente, sebbene le varie tecnocrazie europee attuali si diano da fare per demolirla.

Torniamo dunque a rileggere le vicende di Troia per dimenticare la Troika, ossia quel triunvirato senza memoria e senza identità che ha imposto il suo diktat alla Grecia e a tutta l’Europa, riuscendo a far montare nel vecchio continente l’onda dell’antieuropeismo.

La grande storia dell’Europa prevarrà sulla meschina cronaca. In modo singolare è così confermata l’intuizione di Charles Péguy secondo cui “Omero è nuovo stamattina e niente è così vecchio come il giornale di oggi”.

Antonio Socci
http://www.antoniosocci.com/2014/03/se-ulisse-navigo-i-mari-del-nord-una-tesi-che-rivoluziona-la-storia-della-civilta/

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Questa voce è stata pubblicata il 31/03/2014 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag .

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