COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Prepararsi alla domenica

Prepararsi alla domenica (delle Palme)

A qualsiasi costo.

Domenica delle PalmeA qualsiasi costo. È un’esperienza di tradimento a fare da retroterra e da sfondo a quella che per noi rimarrà la più alta espressione d’amore: “Quanto mi volete dare perché io ve lo consegni?”

Quando a tradirti è uno dei tuoi, ogni accredito personale acquisito svanisce nel nulla. Per che cosa ti sei dato da fare? Il tradimento è lì a dire la distanza incolmabile tra te e il tuo amico. Logica vorrebbe che si debba almeno correre ai ripari, trovare qualche escamotage. E invece no. Gesù lascia tutto accadere senza tirarsi indietro. A qualsiasi costo.

Noi al massimo riusciremmo ad ammettere che valga la pena morire per una persona dabbene ma sprecare la propria esistenza per persone e ambienti in cui regna solo indifferenza, calcolo e incomprensione che senso può mai avere? Per giunta, nella versione di Mt, non c’è nulla che riscatti anche solo minimamente la plausibilità di quel dono. Mt, a differenza di Mc ad esempio, non racconta di quella donna che a Betania unse i piedi di Gesù. Nessun profumo accompagna il gesto della consegna di Gesù. Nessun affetto per il maestro di Nazaret. Signore, perché ti ostini a proseguire?

A dire il vero, c’è una profferta di Pietro: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”, a cui fa eco quella di tutti gli altri, cristiani doc. Di lì a poco Pietro vanterà addirittura una fedeltà superiore a quella di tutti gli altri: anche se tutti si scandalizzassero di te, io… Parole dettate più da un entusiasmo emotivo, più da fanatismo che dalla consapevolezza della posta in gioco. Questa esplosione di lucida generosità, infatti, non li preserverà da tradimenti e compromessi. Pietro e Giuda guidano il gruppo, certo, ma gli altri non sono da meno: “Tutti… lo abbandonarono e fuggirono”.

Il clima resta comunque ostile, diffidente, freddo, anche se un uomo sarà costretto a portare la croce per un tratto di strada. Nulla lascia presagire che almeno qualcuno – le donne, almeno loro – sarà in grado di leggere e accogliere quel gesto. C’è solo il tentativo della moglie di Pilato di far sì che gli eventi prendano un altro corso ma esso non è neppure preso in considerazione: vaneggiamenti di donne! Poi si tratta di un sogno! E di una pagana per giunta!

A cosa è servita, allora, la condivisione di vita con lui da parte dei suoi discepoli se poi al dunque sono i primi a non reggere? Lc narra addirittura che proprio durante la cena, l’ultima, quella nella quale il Signore si donava a loro, “sorse una discussione su chi di loro poteva essere considerato il più grande” (22,24). Signore, il tuo dono è davvero sprecato! E tu con quel gesto a ribadire: a qualsiasi costo.

A cosa è servito essere passato in mezzo alla gente sanando e beneficando quelli che erano prigionieri del male se poi, chiamato a scegliere tra il suo Salvatore e un omicida come Barabba, il popolo non ha dubbi: sceglierà senz’altro un assassino? Signore, il tuo gesto, il tuo dono è davvero sprecato!

Anche lui, il Signore, aveva avuto bisogno di sentire qualcuno vicino. Per questo aveva preso Pietro e i due figli di Zebedeo perché gli facessero compagnia mentr’egli pregava. Ma essi non sono in grado di comprendere e perciò di sopportare più il loro Maestro. Il sonno tradisce perfettamente la loro incomprensione: “Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivanotornato di nuovo trovò i suoi che dormivano”. E quando si svegliano fanno subito la cosa sbagliata: “uno di quelli che erano con Gesù… colpì il servo del sommo sacerdote…”. Inutile. Fino alla fine incapaci di mostrare che qualcosa dovevano pur aver appreso. Eppure proprio davanti a loro si era trasfigurato. Doveva pur essere servito a qualcosa quell’averli portati sul monte quel giorno! E invece no. Neanche loro. Signore, il tuo dono è davvero sprecato!

Se si potesse aggiungere una sorta di ritornello alle varie scene che compongono la passione di Gesù lette dalla parte dell’uomo non esiterei a mettere: Signore, il tuo dono è davvero sprecato, se è vero che quando la Vita si consegna nelle mani dell’uomo, gli uomini la mettono a morte. Un vero e proprio fallimento. Quelle medesime scene, tuttavia, lette dalla parte di Gesù hanno tutt’altro ritornello: a qualsiasi costo. Accada quel che deve accadere, egli non esita a consegnarsi ancora proprio a uomini come Giuda, Pietro, me, te, ciascuno di noi. A qualsiasi costo.

Ecco ciò che riscatta le nostre contraddizioni, i nostri tradimenti, i nostri facili entusiasmi che non reggono alla prova dei fatti. Non già la nostra capacità di essere – almeno una volta nella vita – capaci di mantenere la parola data ma il suo gesto di amore che si invera proprio “mentre” (non “a prescindere”) noi non siamo in grado neppure di riconoscerlo. È importante quel mentre. Noi siamo lì. In quel mentre. Dio, infatti, non si lascia mai condizionare dall’umore mutevole dei suoi discepoli e continua a esporsi correndo fino in fondo il rischio di volerci bene. A qualsiasi costo.

Antonio Savone
http://acasadicornelio.wordpress.com/

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Questa voce è stata pubblicata il 12/04/2014 da in Domenica - commento, Fede e Spiritualità, ITALIANO con tag , .

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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