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L’Europa riparte così

Famiglia al centro:
l’Europa riparte così

CEChe Parlamento sarà quello che si insedia il prima luglio? Sarà in grado di invertire la tendenza, dall’Europa dei banchieri e dei burocrati, all’Europa di valori, che sostiene la ripresa?-Intanto, con le due famiglie tradizionali dell’Unione (Ppe e Pse) solo tre punti oltre la maggioranza assoluta (28,23 e 24,77: 53 per cento in due) la logica dei blocchi non regge più. Al di là degli equilibri di vertice tutti da rinegoziare, ci si chiede che effetti potrà produrre sulle politiche che riguardano la vita concreta dei cittadini europei, dai sostegni alle famiglie alle politiche per la natalità, le grandi emergenze del Continente che fatica a trovare le energie per uscire dalla crisi, con evidenti ricadute sulla fiducia dei cittadini verso l’euro e il futuro stesso dell’Unione.

La campagna Vote for family portata avanti dal Forum delle famiglie d’intesa con la Fafce, (Federazione europea delle associazioni familiari) vede eletti in Italia 11 degli oltre 70 candidati che avevano sottoscritto il documento. Ora, a conti fatti, con gli euroscettici che guadagnano terreno, ma non sfondano, quegli impegni a sostenere la conciliazione lavoro-famiglia, a ridare centralità alle politiche familiari, a sostenere il diritto alla vita fin dal concepimento trovano maggiore o minore spazio? Il superamento della logica dei blocchi, con l’obbligo delle due famiglie europeiste a dialogare è un pericolo o un’opportunità? «Sono convinto che potrà rivelarsi un’opportunità», spiega il presidente del Forum Francesco Belletti. «Ci sono essenzialmente tre grandi sfide per l’Unione. Il tema della denatalità, la crescita della popolazione anziana e la conciliazione lavoro-famiglia. Mi aspetto che su questi temi possa nascere un grande patto per salvare l’Europa, con un impiego di risorse che sia family oriented. Al di là degli equilibri politici da trovare nella Commissione, mi pare che ripartire dalla famiglia sia una grande opportunità che chi crede nell’Europa dovrà cogliere».

Non è facile però affermare in Europa una centralità della famiglia in presenza di pronunciamenti che autorizzano, anzi promuovono la confusione fra modelli. Dopo il fallito attacco con il rapporto Estrela, che parlava fra l’altro di aborto come «diritto umano», è passato invece lo scorso febbraio il rapporto Lunacek che spinge per uniformare i tutti i Paesi dell’Unione alla ‘dottrina’ dei matrimoni gay. Vengono usati due grimaldelli: quello della necessità di far valere in tutto il territorio della Ue i matrimoni contratti negli Stati membri e quello del divieto di discriminazione contro una parte della popolazione che chiede di poter accedere all’istituzione matrimonio. «C’è da vigilare – spiega Belletti – ma il principio di sussidiarietà lascia su temi come questi piena titolarità alla sovranità degli Stati membri».

Dunque sulla famiglia gli spazi per lavorare ci sono, ma è soprattutto sul fronte del diritto alla vita che si rischiano nuove fughe in avanti. La sentenza della Corte di Giustizia Europea dell’ottobre del 2011, che vieta la brevettabilità del commercio di embrioni, ha sancito un importante principio a favore del diritto alla vita fin dal concepimento. La campagna ‘Uno di noi’, promossa dal Movimento per la Vita, è arrivata poi a raccogliere due milioni di firme in tutta l’Unione a sostegno dei diritti dell’embrione. Ma la Commissione ha fatto orecchie da mercante di fronte alla richiesta popolare di interrompere i finanziamenti alle attività che implicano la distruzione di embrioni umani. Si è detto «stupefatto» per questo il responsabile europeo della campagna, Gregor Puppinck, direttore del Centro europeo per la legge e la giustizia a Strasburgo, chiedendo che la questione venga riproposta in Parlamento europeo. «Sulla ricerca scientifica – spiega ancora Belletti – si gioca una partita più difficile, i rischi di far west, soprattutto con il progetto Horizon che riguarda le staminali embrionali, presenta rischi molto gravi, e anche su questo i parlamentari sono chiamati ad agire mettendo in gioco la loro responsabilità. Ma questo necessario superamento degli schemi ideologici contrapposti favorirà la libertà del singolo deputato. Contro le lobby che vogliono snaturare i principi da cui è nato il progetto europeo».

Angelo Picariello
Avvenire 18 giugno 2014

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Questa voce è stata pubblicata il 18/06/2014 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , .

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