COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Commento al Vangelo della I Settimana di Quaresima

I Settimana di Quaresima

Commento al Vangelo di Paolo Curtaz.

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Domenica 22 Febbraio

I DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

Gen 9,8-15   Sal 24   1Pt 3,18-22   Mc 1,12-15:
Gesù, tentato da satana, è servito dagli angeli

Lunedì 23 Febbraio

Lunedì della I settimana di Quaresima
Lv 19,1-2.11-18   Sal 18   Mt 25,31-46:
Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

Martedì 24 Febbraio

Martedì della I settimana di Quaresima
Is 55,10-11   Sal 33   Mt 6,7-15:
Voi dunque pregate così.
Mercoledì 25 Febbraio

Mercoledì della I settimana di Quaresima Gio 3,1-10   Sal 50   Lc 11,29-32:
A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.

Giovedì 26 Febbraio

Giovedì della I settimana di Quaresima Est 4,17   Sal 137   Mt 7,7-12:
Chiunque chiede, riceve.
Venerdì 27 Febbraio

Venerdì della I settimana di Quaresima Ez 18,21-28   Sal 129   Mt 5,20-26:
Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello.

Sabato 28 Febbraio

Sabato della I settimana di Quaresima
Dt 26,16-19   Sal 118   Mt 5,43-48:
Siate perfetti come il Padre vostro celeste.
Domenica 1 Marzo >

II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)
Gen 22,1-2.9.10-13.15-18   Sal 115   Rm 8,31-34   Mc 9,2-10:
Questi è il Figlio mio, l’amato.

 Lunedì 23 Febbraio della I settimana di Quaresima

Lv 19,1-2.11-18   Sal 18   Mt 25,31-46: Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.

Commento su Matteo 25,31-46

Siamo entrati nel deserto per diventare uomini e donne più autentici, più veri, più liberi. Abbiamo seguito il Signore perché ci fidiamo di lui, perché nel deserto scopriamo le nostre immense fragilità, ma siamo anche sostenuti dalla sua amicizia e dalla sua grazia. Il mondo fugge il deserto, teme il silenzio. Noi lo accogliamo come fonte di serenità e di pace, come luogo dove possiamo incontrare la presenza di Dio, l’immenso. Gesù, nel deserto, vuole capire come fare il Messia, come annunciare il Regno. Noi, in questi quaranta giorni che ci sono dati, vogliamo lasciarci illuminare dalle profondità infinite di Dio per capire che cosa siamo diventati. Alla fine di questo percorso si staglia la collina del Golgota, il luogo della prova finale, il Calvario. E la scoperta che Dio si identifica con ogni uomo che quotidianamente incontriamo sulla nostra strada. La densa e inquietante pagina di oggi ci ricorda che la gloria di Dio è l’uomo che vive e che saremo giudicati dalla nostra capacità di riconoscere il suo volto nel povero e nel debole. Il deserto ci permette di ritrovare noi stessi e di vedere il volto del Dio di Gesù riflesso sul volto delle persone che incontreremo.

Martedì 24 Febbraio della I settimana di Quaresima

Is 55,10-11   Sal 33   Mt 6,7-15: Voi dunque pregate così.

Commento su Matteo 6,7-15

Nel deserto riscopriamo il valore e il dono della preghiera. Quella preghiera che, giorno per giorno, feconda i nostri giorni e cambia il nostro modo di vedere la vita. Facciamo fatica a pregare, tutti, anche dopo molti anni di tentativi e di esperienza, anche se siamo dei discepoli navigati. Alla fine del percorso non ci resta che arrenderci all’evidenza, ammettere la nostra incapacità e chiedere al Signore di insegnarci lui a pregare. La preghiera che ci consegna, l’unica che egli ci ha donato, è colma della sua interiorità, del suo slancio verso il Padre, della sua ricerca intima di Dio. Un Dio che è Padre/madre, che ci invita a riconoscerci parte di un tutto, che ci chiede di elemosinare ciò che riempie il quotidiano restando capaci di guardare all’essenziale e all’altrove. Riscopriamo questa preghiera, in queste settimane, facciamola nostra, gustiamola, ripetiamola spesso durante lo scorrere dei giorni. È la preghiera che meglio parla di Dio, e di noi. Siamo figli di un padre straordinario, siamo discepoli di un Dio che ci fa crescere e ci conduce verso la pienezza. E ancora chiediamo che ogni uomo scopra o riscopra il volto del Padre…

Mercoledì 25 Febbraio della I settimana di Quaresima

Gio 3,1-10   Sal 50   Lc 11,29-32: A questa generazione non sarà dato che il segno di Giona.

Commento su Luca 11,29-32

Per convertirci non abbiamo bisogno di segni prodigiosi o di eventi traumatici nella nostra vita. Abbiamo accanto a noi l’essenziale: la Parola, la testimonianza, la gioiosa esperienza della Chiesa. Abbiamo accanto a noi profeti come Giona che, nonostante la loro incoerenza e la loro pavidezza, annunciano nella Ninive in cui viviamo il primato di Dio. Abbiamo accanto a noi, nella Chiesa, persone sagge come Salomone che riescono a non farsi prendere dal delirio di onnipotenza e si fanno carico degli altri con prudenza. Comportiamoci come gli abitanti di Ninive che si vestirono di sacco e fecero penitenza e come la regina di Saba, disposta a venire da lontano per poter ascoltare la rara saggezza di Salomone! Non come i contemporanei di Gesù, talmente assuefatti all’annuncio di Dio da non riuscire a smuoversi dalle loro presunte certezze, anche dalle certezze di fede. Ben più di Giona c’è qui, ben più di una rara saggezza! Possiamo accedere a Dio sotto i segni sacramentali della sua presenza, senza paura. Il Signore Gesù si è donato totalmente e ci rende possibile l’accesso al Padre: è questo il tempo della conversione!

Giovedì 26 Febbraio della I settimana di Quaresima

Est 4,17   Sal 137   Mt 7,7-12: Chiunque chiede, riceve.

Commento su Matteo 7,7-12

La quaresima, tempo di deserto, ci aiuta a riprendere in mano la nostra vita, a ricalibrare la nostra strada verso il Signore, a verificare il nostro discepolato. E una delle caratteristiche del discepolo è la qualità della preghiera cristiana che, ci ricorda con insistenza il Signore, non è rivolta ad un despota da convincere ma ad un padre che conosce bene le nostre necessità. Ma, proprio perché è un padre/madre, il Signore vede cose che noi non vediamo. Anche mio figlio chiede continuamente di comprargli dei giochi ma me ne guardo bene dal farlo! Così il Signore fa con noi: magari siamo insistenti (anche troppo) con lui per cercare di ottenere delle cose che ci sembrano essenziali e il Signore tarda a risponderci, forse perché ciò che chiediamo non è il nostro bene o forse perché dobbiamo prima crescere nel desiderio. E oggi il Signore ci ricorda il legame della preghiera con la vita: come possiamo chiedere una cosa buona al padre se noi per primi non sappiamo compiere cose buone per chi sta intorno? La nostra preghiera è credibile solo se diventa parte di un percorso più ampio che converte ogni nostro atteggiamento, se parte dal cuore di un discepolo che sa mettersi in discussione.

Venerdì 27 Febbraio della I settimana di Quaresima

Ez 18,21-28   Sal 129   Mt 5,20-26: Va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello.

Commento su Matteo 5,20-26

Gesù ha molto a cuore la coerenza fra la vita e la fede: non riesce ad immaginare come un discepolo del Padre riesca a rivolgersi a Dio in un modo, a pregarlo, senza convertire in contemporanea la propria vita. Certo: poi magari ci vuole del tempo e molta pazienza, ma fare il contrario di quello che si dice e si prega non rientra nelle possibilità del Signore. Purtroppo anche noi cristiani, troppo sovente, commettiamo lo stesso errore: creiamo una profonda distonia fra le nostre parole e la nostra vita. La fede, intendiamoci, non si riduce ad un generico buonismo ma se non produce l’effetto di una vita orientata alle parole che pronunciamo, è solo vuota retorica religiosa. Gesù giunge a chiedere al suo discepolo di anteporre la riconciliazione del fratello che ce l’ha con noi (e non viceversa!) alla celebrazione del rito liturgico. Quanto stonano i nostri atteggiamenti di indifferenza, di litigi all’interno della comunità cristiana per ragioni spesso ridicole con queste severe parole del Signore! Che la quaresima ci aiuti ad andare all’essenziale, a riportare un briciolo di coerenza fra le parole che pronunciamo e i comportamenti che viviamo…

Sabato 28 Febbraio della I settimana di Quaresima

Dt 26,16-19   Sal 118   Mt 5,43-48: Siate perfetti come il Padre vostro celeste.

Commento su Matteo 5,43-48

Il discorso della montagna presente in Matteo è destabilizzante per i contemporanei di Gesù e per noi oggi. Per i farisei, in particolare, che reputavano Legge inviolabile gli oltre seicento precetti della tradizione orale che nulla avevano a che fare con Mosè e che Gesù si permette di correggere liberamente con grande scandalo dei devoti. Ma anche per noi, per la forza semplice ed immediata del suo ragionamento. Amare chi ci ama è molto semplice, osserva il Signore, non c’è nulla di virtuoso in questo, è del tutto naturale comportarsi in questo modo. Amare chi ci fa del male, il nemico, invece, è straordinariamente difficile, supera l’istinto e il buon senso, ci rende simili a Dio che fa sorgere il sole e fa piovere su giusti ed ingiusti. Al discepolo è chiesto di superare la connaturale simpatia o antipatia per andare alla radice di ogni rapporto umano fondato sulla giustizia divina. Proprio perché siamo oggetto dell’amore di Dio diventiamo capaci di amare, di quello stesso amore, le persone che ci sono moleste…In questa quaresima, perciò, lasciamoci amare con maggiore intensità dal Padre perché ci aiuti a vincere ogni resistenza ed amare gli altri dell’amore con cui siamo stati amati.

Domenica 1 Marzo – II DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)

Gen 22,1-2.9.10-13.15-18   Sal 115   Rm 8,31-34   Mc 9,2-10: Questi è il Figlio mio, l’amato.

Commento su Marco 9,2-10

Iniziamo la quaresima guardando al Tabor. Iniziamo la purificazione dei nostri cuori guardando a questa piccola collina poco distante da Nazareth. Gesù porta con sé, per una bella passeggiata, i suoi amici più stretti. E lì, sul monte battuto dal vento, accade.

Per la prima volta gli apostoli vedono Gesù nella sua bellezza, vanno oltre, scoprono, affascinati, lo splendore di Dio. Qualche padre della Chiesa ci suggerisce che volle portarli con sé per dar loro la capacità di affrontare un altro monte, il Golgota. Una cosa è certa: se non incontriamo la bellezza di Dio, non riusciremo mai a consegnarci a lui, definitivamente. Ad alcuni accade come Abramo e come agli apostoli: prima vivono la gloria e la bellezza, poi affrontano la croce. Altri, come Simeone, vivono tutta la vita sulla croce per poi incrociare lo sguardo della bellezza di Dio. La nostra quaresima è anche questo: attesa. Senza bellezza non possiamo vivere. Lo sappiamo. Bellezza della natura, bellezza dell’arte, bellezza dei gesti e dell’affetto degli amici. Bellezza che ci porta, in qualche modo verso Dio. La conversione alla bellezza è improvvisa. A noi di guardarci intorno e scoprire la bellezza di Dio per giungere anche noi, infine, a vedere solo più Gesù nella nostra vita, e noi assieme con lui. La bellezza convertirà il mondo. E noi, suoi fragili discepoli, siamo spinti a vivere nella bellezza della relazione e della verità, della compagnia agli uomini e della Parola, per dire e dare ai nostri fratelli uomini la speranza di una Presenza che ancora si deve svelare nella sua totalità.

 

 

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Un commento su “Commento al Vangelo della I Settimana di Quaresima

  1. giuma56
    22/02/2015

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Questa voce è stata pubblicata il 22/02/2015 da in ITALIANO, Settimana - commento.

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