COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Commento al Vangelo della V Settimana di Quaresima

V Settimana di Quaresima

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Domenica 22 Marzo > (Viola) V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B)
Ger 31,31-34   Sal 50   Eb 5,7-9   Gv 12,20-33:
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
Lunedì 23 Marzo > (Viola) Lunedì della V settimana di Quaresima
Dn 13,1-9.15-17.19-30.33-62   Sal 22   Gv 8,1-11:
Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.
Martedì 24 Marzo > (Viola) Martedì della V settimana di Quaresima
Nm 21,4-9   Sal 101   Gv 8,21-30:
Avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono.
Mercoledì 25 Marzo > (Bianco) ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE (SOLENNITA’)
Is 7,10-14; 8,10   Sal 39   Eb 10,4-10   Lc 1,26-38:
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
Giovedì 26 Marzo > (Viola) Giovedì della V settimana di Quaresima
Gen 17,3-9   Sal 104   Gv 8,51-59:
Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno.
Venerdì 27 Marzo > (Viola) Venerdì della V settimana di Quaresima
Ger 20,10-13   Sal 17   Gv 10,31-42:
Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Sabato 28 Marzo > (Viola) Sabato della V settimana di Quaresima
Ez 37,21-28   Ger 31,10-13   Gv 11,45-56:
Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.
Domenica 29 Marzo > (Rosso) DOMENICA DELLE PALME (ANNO B)
Is 50,4-7   Sal 21   Fil 2,6-11   Mc 14,1-15,47:
La passione del Signore

Commento sul Vangelo di Paolo Curtaz

Lunedì della V settimana di Quaresima (Anno B)

Dn 13,1-9.15-17.19-30.33-62   Sal 22   Gv 8,1-11: Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei.

A Gesù viene intessuta una trappola straordinaria, ammettiamolo. Una donna è colta in flagrante adulterio. È il Sinedrio che l’ha condannata a morte, quando la pena di morte è riservata ai romani. Gesù si schiererà con l’oppressore? O riconoscerà il giudizio illegittimo del Sinedrio? È Mosè che ha prescritto la condanna a morte: oserà contraddire una legge divina l’anarchico falegname? La condannerà, come dice Mosè, e il padre misericordioso si ritirerà in buon ordine per lasciar spazio al Dio giudice? Una trappola splendida, non c’è che dire. Gesù si china e riflette. Fa ciò che loro non vogliono fare, compie ciò che ogni legge, ogni giudizio (anche religioso) deve fare: chinarsi, cioè piegarsi nell’umiltà e riflettere. Scrive, ora, il Nazareno. Scrive sul selciato del Tempio, sulla pietra. La legge scritta nella pietra con le parole stesse di Dio, incise a fuoco e consegnata a Mosè è stata tradita, svilita, asservita a costumi e tradizioni solo umane, piccine e meschine. Sì, questa donna ha tradito il marito. Ma il popolo di Israele ha tradito lo spirito autentico della Legge. Richiama all’essenziale, il figlio di Dio, riscrive sulla pietra la legge che gli uomini hanno adattato e stravolto.

Martedì della V settimana di Quaresima

Nm 21,4-9   Sal 101   Gv 8,21-30: Avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono.

Chi è veramente Gesù? Questa domanda è cresciuta nel tempo del ministero di Gesù, fino a raggiungere la consapevolezza, da parte dei contemporanei di Gesù della pretesa messianica di Gesù. La crescente tensione che Gesù subisce è ben documentata dal vangelo di Giovanni che stiamo leggendo in questa fine di quaresima. Anche noi, come l’uditorio del Nazareno, ci chiediamo: chi è veramente quest’uomo? Nel brano di oggi Gesù vola alto, ci provoca, ci scuote: per diverse volte, riferito a se stesso, usa il nome di Dio “Io sono”. Il solo pronunciare il nome di Dio era un gravissimo reato, un abominio, un orribile peccato! Era impensabile che qualcuno, sano di mente, si attribuisse questo nome! E Gesù, per provare la sua identità profonda, chiede a chi lo ascolta di guardare le sue opere, di individuare nel suo comportamento l’opera di Dio. In questi giorni di deserto anche noi vogliamo individuare le opere del Padre nella nostra vita, vedere la sua presenza nascosta nelle pieghe della quotidianità. Se sapremo riconoscere in Gesù il vero rivelatore di Dio, con lui faremo esperienza della presenza del Padre.

Mercoledì 25 Marzo (Solennità) Annunciazione del Signore

Is 7,10-14; 8,10   Sal 39   Eb 10,4-10   Lc 1,26-38: Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

A nove mesi dal Natale la liturgia apre una parentesi gioiosa nell’austero cammino di quaresima. Celebrando la festa dell’annunciazione mettiamo insieme i diversi misteri che stiamo per celebrare. Il Gesù che sta per essere consegnato, quel Gesù che, consapevole di essere un chicco di frumento, è disposto a morire pur di rivelare all’umanità confusa il vero volto di Dio, è il Verbo di Dio che ha scelto di diventare uomo per rendere accessibile l’immensità di Dio. L’uomo fatica ad immaginare Dio e, quando lo fa’, spesso se lo immagina come la somma delle proprie paure inconsce, un essere supremo indifferente al nostro destino da tenere buono con i riti e le preghiere… Anche l’esperienza di Israele, pur avendo cambiato radicalmente questa idea, ha confuso la rivelazione genuina con visioni approssimative di Dio, contribuendo a crearne un’immagine misteriosa e scostante. Nemmeno i profeti sono riusciti a cambiare questa ambiguità che permane nel cuore degli uomini. No, l’uomo non è capace ad avere una corretta rappresentazione di Dio e, perciò, Dio ha deciso di incarnarsi, di diventare uomo per diventare accessibile. In questa giornata in cui facciamo memoria dell’istante dell’incarnazione, già vediamo e celebriamo la volontà di un Dio disposto a tutto pur di farsi riconoscere…

Giovedì della V settimana di Quaresima

Gen 17,3-9   Sal 104   Gv 8,51-59: Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno.

La misura è ormai colma, la sentenza di morte è scritta. Gesù si prende per Dio, attribuisce a se stesso l’impronunciabile nome scoperto da Mosè sull’Oreb. Se Dio è io sono colui che è, o meglio potremmo tradurre io sono colui che è presente, allora davvero Gesù è la manifestazione piena e definitiva di questa presenza misteriosa, il volto di Dio, Dio diventato uomo per raccontarsi. Il cammino di Quaresima ci porta fino a questo punto, fino all’essenziale della fede: Gesù pretende di essere il vero volto di Dio. Possiamo accogliere questa novità sconcertante, sapendo che la manifestazione definitiva di Gesù sarà la sua morte in croce, vera e propria ostensione del Padre, oppure prendere le pietre per lapidarlo, come ancora molti fanno, oggi. Il Padre rivela la sua gloria nei gesti di tenerezza e di benevolenza del figlio, stupiamocene ancora, nella concretezza del quotidiano. Meditando la sua Parola, vedendo i segni della sua presenza nei fratelli che ci stanno intorno, camminando per strada e odorando la primavera, facendo memoria delle tante cose che abbiamo scoperto grazie al vangelo, diamo gloria al Padre per mezzo di Gesù…

Venerdì della V settimana di Quaresima

Ger 20,10-13   Sal 17   Gv 10,31-42: Cercavano di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.

Non bastano le parole, siamo d’accordo. Tutti possiamo raccontare un sacco di belle cose, fare un sacco di grandi teorie, d’accordo. Ci vogliono i fatti. Quante volte incontriamo delle persone che, alla prova dei fatti, cadono clamorosamente. Quante persone si allontanano dalla fede a causa dell’incoerenza di noi discepoli che non riusciamo a vivere le cose che diciamo! Gesù, invece, indica le proprie opere per confermare le sue parole. E la folla gli crede, senza paura, senza ulteriori obiezioni, come invece fanno i sapienti, i religiosi, i dottori della legge. Non parliamo dei miracoli, ovviamente, pochi e tenuti perlopiù nascosti alla folla. Parliamo del grande miracolo della presenza di Dio nella vita quotidiana del maestro di Nazareth, nel suo modo di avvicinare le persone, di condurle verso il Padre, di interpretare la Legge, di condividere i suoi sogni con la comunità dei discepoli. Tutto è in sintonia, tutto è proporzionato alle sue parole. E un ultimo gesto, assurdo, folle, esagerato, la sua morte in croce, rivelerà a tutti gli uomini la verità della sua predicazione. La croce sarà il grande evento che mostrerà ad ogni uomo la verità della sua predicazione.

Sabato della V settimana di Quaresima

Ez 37,21-28   Ger 31,10-13   Gv 11,45-56: Per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi.

Il segno della resurrezione di Lazzaro è insostenibile. In tutta Gerusalemme non si parla d’altro: Lazzaro passeggia per le strade, tutti lo hanno visto irrigidito nella morsa della morte. Com’è possibile continuare in questo modo? Il Sinedrio decreta la morte di Gesù (e di Lazzaro), il problema va risolto alla radice, senza indugiare ulteriormente! E Caifa’, il temuto sommo sacerdote, fa un’affermazione sconcertante: se Gesù continua con la sua predicazione, certamente verranno i romani a sedare le sommosse. Ora che il tempio funziona non bisogna scomodare Roma, e risolvere le cose fra ebrei. Gesù è pericoloso, suscita attese, smuove le folle, bisogna eliminarlo. Il ragionamento non fa un grinza, ed è perentorio: è meglio che un uomo solo muoia per tutti. E, senza saperlo, Caifa dice il vero: davvero Gesù morirà per tutto il popolo. Giovanni afferma che Caifa’, senza saperlo, sta profetizzando. È una persona squallida, un violento arrivista, un uomo spregiudicato e folle. Eppure dice il vero. Come se l’evangelista dicesse che il ruolo del Sommo sacerdote travalica la sua piccineria. Il sacerdote profetizza con verità, nonostante Caifa.

Domenica 29 Marzo – Domenica delle Palme (B)

Is 50,4-7   Sal 21   Fil 2,6-11   Mc 14,1-15,47: La passione del Signore

In una stessa domenica la liturgia ci invita a fare memoria dell’ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme e delle ultime ore della sua vita. Entriamo nella grande settimana che segna la nostra fede, la settimana santa. È felice la folla, applaude, strappa i rami dagli ulivi che circondano Gerusalemme e dalle palme, stende i propri mantelli davanti al piccolo ciuchino spaventato che trotterella portando il Maestro Gesù che sorride. Piccola gloria prima della grande sconfitta, ingresso di un Messia riconosciuto tale dai piccoli e misconosciuto dai sacerdoti e dai potenti, re della beffa’ che non entra solennemente a cavallo di un focoso destriero purosangue. Eccolo, ora, che scende nella ripida discesa di Betfage. Gli apostoli, divertiti, lo attorniano e lo sostengono, i bambini gridano giocando e correndogli avanti. Osanna, rabbì, osanna, Messia da strapazzo, osanna, agnello da macello. Osanna: goditi questo ultimo spiraglio di normalità, di festa, goditi questo momento di pace interiore, ora che ancora puoi. Sorride, il Padre, vedendo questo scampolo di umanità sognare, osare, cantare. Dall’alto delle mura i sacerdoti osservano con diffidenza e disgusto la scena che considerano ridicola mentre già pensano a come far sparire l’ennesimo, delirante falso profeta. Ma ora è il momento della festa, Signore. Osanna a te, Signore che ci hai cambiato la vita per sempre.

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 22/03/2015 da in ITALIANO, Liturgia, Settimana - commento.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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