COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Bisaccia del mendicante (14)

La bisaccia del mendicante
di Enzo Bianchi.

Francesco ferrari, Il mendicance cieco, 1842 circa,

Si sta preparando la seconda tappa sinodale sul tema della famiglia, un tema che ha acceso gli animi, un tema bruciante sul quale – lo abbiamo osservato con tristezza –porzioni di chiesa si accusano reciprocamente senza che vi sia la volontà di ascoltare l’altro, le sue ricerche, le sue esperienze e le “ragioni cristiane” che lo motivano a una lettura della famiglia diversa da un’altra.

È fisiologico che ci siano stati e ci siano ancora conflitti, nel sinodo come nella vita della chiesa, perché l’unanimità non è data ma va perseguita con fatica e carità, e soprattutto non sarà mai piena né perfetta. Ci dimentichiamo che espressioni sovente utilizzate sono inadeguate e presuntuose: “la comunione piena”, “l’unità perfetta”, “la vita irreprensibile” e simili, possono alludere solo a realtà che saranno tali solo nel regno di Dio, al di là della morte, quando il Signore porterà lui a termine la sua opera in noi (cf. Fil 1,6) e ci farà santi, figli nel Figlio suo, nello spazio della vita divina.

Ma altra cosa sono i conflitti, le opposizioni, che il Nuovo Testamento non ha paura di far emergere negli scritti apostolici, altra cosa sono le delegittimazioni, le esclusioni, le condanne dell’altro solo perché non condivide la nostra posizione. Nella chiesa, anzi nelle chiese, sono molti, e sono presenze efficaci, quelli che invocano la tradizione come se in essa ci fosse stato sempre lo stesso sentire, che dimenticano le opposizioni tra san Basilio e il vescovo di Roma, tra san Girolamo e sant’Agostino… Per costoro l’adesione a una tradizione, da essi immaginata, richiede il rifiuto di tutto ciò che può venire dal tempo presente, tempo in cui lo Spirito parla ancora alle chiese (cf. Ap 2,7.11.17.29; 3,6.13.22). Non si rendono conto di aderire – e di pretendere che gli altri aderiscano servilmente – a espressioni di fede fossilizzate, a riti che sono il frutto di un mutamento rispetto a un’epoca precedente, di atteggiamenti pastorali che erano anche debitori dell’ideologia dominante.

Papa Francesco, con atteggiamento pastorale autentico, ha compreso che c’è bisogno di conversione; proprio come papa Giovanni all’inizio del suo pontificato e come solennemente dichiarò all’apertura del concilio, l’11 ottobre 1962. Occorre una conversione per essere strumenti docili del Vangelo, per andare a incontrare gli uomini e le donne là dove sono, nella miseria e nella fatica, nel peccato e nell’emarginazione, nella salute e nella vita buona. Il Vangelo è bella notizia per tutti, non è riservato ad alcuni, e ogni uomo ha il diritto di ascoltarlo e, soprattutto, di vederlo vissuto da chi al Vangelo ha aderito. Occorre dunque uno sguardo capace di makrothymía, di vedere e sentire in grande, per leggere l’uomo, le sue storie personali, di amore e di fatica, con l’occhio di Dio, in particolare con la sua misericordia e compassione.

La dottrina non cambia, e sul vincolo del matrimonio le parole di Gesù sono chiare e definitive (cf. Mc 10,1-9; Mt 19,1-9). Stiamo però attenti a non fare proprio delle parole di Gesù comandi validi solo per alcuni, quelli sulle spalle dei quali carichiamo facilmente pesi che non vogliamo portare (cf. Mt 23,4; Lc 11,46). La fedeltà di Dio, lo Sposo, alla sua sposa, al suo popolo, è profezia che vale per tutti, è metafora che apre orizzonti di senso, ma non se ne facciano applicazioni perentorie e legaliste! L’amore di Dio per il suo popolo è indissolubile ma quante volte – testimonia la Bibbia – si è registrata da parte di quest’ultimo la rottura, l’infedeltà, l’abbandono… E ciò che è avvenuto in relazione a Dio avviene anche nella storia d’amore tra un uomo e una donna, storia nella quale nonostante il peccato vince sempre la misericordia di Dio.

Questa profezia della nuzialità tra Dio e il suo popolo non riguarda solo la famiglia, ma ogni vicenda cristiana. Perché allora non si usa misericordia verso il matrimonio andato in frantumi, mentre non fa alcun problema se un religioso, monaco o frate, abbandona la sua comunità e contraddice i suoi voti? La rottura del legame matrimoniale è impossibile, mentre l’abbandono della vita religiosa sembra non turbare, e se il religioso è laico, la dimissione è concessa subito, senza alcun problema. Ma le due vocazioni, quella matrimoniale e quella religiosa, comunitaria, non sono simili in riferimento all’amore fedele di Cristo per la chiesa (cf. Ef 5,25)?

Sì, purtroppo si usano due pesi e due misure, mentre dovrebbe sempre regnare la misericordia per tutti. È triste però che di questo nessuno parli.

Bisaccia del mendicante Aprile 2015

Pubblicato su: Jesus

 

 

Un commento su “Bisaccia del mendicante (14)

  1. Luca Zacchi
    08/04/2015

    L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazionee ha commentato:
    Enzo Bianchi, prendendo spunto dal Sinodo sulla Famiglia, riflette sul bisogno di conversione e di misericordia.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 07/04/2015 da in Fede e Spiritualità, ITALIANO con tag , , .

  • 535.864 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Unisciti ad altri 928 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
My interests: missionary themes, spirituality (I was in charge of formation) and biblical themes (I studied biblical theology at the PUG in Rome)

Manuel João Pereira Correia combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: