COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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“Metz Yeghern”, il “Grande Male”.

Papa: su armeni verità, giustizia e riconciliazione.

Domenica prossima, il Papa presiederà l’Eucaristia in Piazza San Pietro per commemorare il massacro del popolo armeno avvenuto 100 ani fa.

massacro del popolo armeno

Solo con “gesti concreti di riconciliazione e di pace” sarà possibile avere una “lettura” condivisa del massacro del popolo armeno avvenuto 100 ani fa. È la considerazione principale del discorso che Papa Francesco rivolto al Sinodo patriarcale della Chiesa Armeno-Cattolica, a tre giorni dalla Messa che domenica prossima, in Piazza San Pietro, il Papa presiederà per commemorare quella drammatica pagina di storia.

“Metz Yeghern”, il “Grande Male”: è scarno il nome attribuito a un dolore devastante, piantato esattamente da 100 anni nel cuore di un popolo antichissimo, quello armeno. È l’epoca dell’Impero Ottomano quando la storia registra il massacro di un milione e mezzo di cristiani armeni, che si rifiutano di rinnegare la propria fede. Un dolore che Francesco intende condividere con i vescovi della Chiesa armeno-cattolica, un anticipo del momento più ampio e pubblico che vedrà il Papa sull’altare di Piazza San Pietro domenica prossima: “Invocheremo la Divina Misericordia perché ci aiuti tutti, nell’amore per la verità e la giustizia, a risanare ogni ferita e ad affrettare gesti concreti di riconciliazione e di pace tra le Nazioni che ancora non riescono a giungere ad un ragionevole consenso sulla lettura di tali tristi vicende”.

“Metz Yeghern”, il “Grande Male”.

La strage di un secolo fa innesca l’esodo e la diaspora di una Chiesa e di una popolazione oggi sparsa dagli Stati Uniti, alla Russia, dal Sudamerica all’Ucraina, passando per l’Europa. E le conseguenze del passato per la popolazione armena, specie nella “Madrepatria”, sono acuite oggi, riconosce Francesco, dai rivolgimenti che stanno modificando gli assetti mediorientali: “Penso con tristezza in particolare a quelle zone, come quella di Aleppo – il vescovo mi ha detto ‘la città martire’ – che cento anni fa furono approdo sicuro per i pochi sopravvissuti. Tali regioni, in questo ultimo periodo, hanno visto messa in pericolo la permanenza dei cristiani e non solo armeni”.

Lo sguardo del Papa si appunta poi sulla sanguinosa pagina della storia armena. “È importante – afferma – chiedere a Dio il dono della sapienza del cuore: la commemorazione delle vittime di cento anni fa ci pone infatti dinanzi alle tenebre del ‘mysterium iniquitatis’. Non si capisce se non con questo”: “Come dice il Vangelo, dall’intimo del cuore dell’uomo possono scatenarsi le forze più oscure, capaci di giungere a programmare sistematicamente l’annientamento del fratello, a considerarlo un nemico, un avversario, o addirittura individuo privo della stessa dignità umana. Ma per i credenti la domanda sul male compiuto dall’uomo introduce anche al mistero della partecipazione alla Passione redentrice”.

Francesco ricorda i martiri di 100 anni fa e lega la solidità della loro fede anzitutto alla storia bimillenaria degli armeni, i primi a convertirsi al cristianesimo nel 301. “Le pagine sofferte della storia del vostro popolo continuano, in certo senso, la passione di Gesù, ma in ciascuna di esse – sottolinea il Papa – è posto il germoglio della sua Resurrezione”: “Non venga meno in voi Pastori l’impegno di educare i fedeli laici a saper leggere la realtà con occhi nuovi, per giungere a dire ogni giorno: il mio popolo non è soltanto quello dei sofferenti per Cristo, ma soprattutto dei risorti in Lui. Per questo è importante fare memoria del passato, ma per attingere da esso linfa nuova per alimentare il presente con l’annuncio gioioso del Vangelo e con la testimonianza della carità”.

4  Armenian genocide

Fu Benedetto XV a intervenire “presso il Sultano Mehmet V per far cessare i massacri degli armeni” e lo stesso Pontefice, rammenta ancora Francesco, volle iscrivere Sant’Efrem il Siro tra i Dottori della Chiesa Universale. Domenica prossima Francesco compirà un gesto analogo con San Gregorio di Narek e questa decisione “inaspettata” è stata salutata con gratitudine dal Cathlicos armeno, Nerses Bedros XIX. “Ve ne siamo immensamente riconoscenti”, ha detto. Gregorio di Narek, vissuto mille anni fa, è “il Santo armeno più amato e più letto”, il cui “Libro delle Lamentazioni” ha affermato il Patriarca degli armeni, era al “capezzale di ogni famiglia armena accanto al Santo Vangelo”.

Avvenire 9 aprile 2015

 

 

 

 

3 commenti su ““Metz Yeghern”, il “Grande Male”.

  1. Armando
    10/04/2015

    É preciso relembrar o passado e principalmente prevenir o futuro, pois por mais que pensemos que estamos num mundo civilizado o monstro que habita camuflado no ser humano está sempre atento à sua oportunidade de se mostrar.
    Por mais que nos custe ver e acreditar nestes horrores é preciso estar atento e preparado.
    Obrigado irmão pelo teu trabalho, espero que consigas continuá-lo por muito mais tempo com a graça de Deus, pois só Ele sabe o esforço e sacrifício que fazes para continuares a dar-nos os teus artigos.

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  2. Luca Zacchi
    10/04/2015

    L’ha ribloggato su Luca Zacchi, energia in relazione.

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  3. giuma56
    13/04/2015

    L’ha ribloggato su noncerosasenzaspine.

    "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il 10/04/2015 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , , .

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Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
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