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Expo, la Turchia invita il Papa

Expo, la Turchia invita il Papa: “Venga nel nostro padiglione”. Il sì del Vaticano.

Le parole di Bergoglio che aveva definito “genocidio” lo sterminio di un milione e mezzo di cristiani armeni tra 1915 e 1916, avevano suscitato una reazione durissima da parte del governo turco. Che ora allunga la mano alla Santa Sede che accetta l’invito.

padiglione Santa Sede all'Expo,

Dopo la grave crisi scoppiata attorno alla questione armena, scatta l’ora della distensione tra Turchia e Vaticano grazie al terreno comune offerto dall’Expo di Milano. All’esposizione universale che si aprirà il Primo Maggio sia la Turchia, sia la Santa Sede sono presenti con propri padiglioni. Così, presentando quello turco, il viceministro dell’Economia, Adnan Yildirim, ha colto la palla al balzo per tendere la mano al Vaticano e lanciare un invito al Papa a visitare gli spazi di Ankara all’Expo.

Gesto subito raccolto dal plenipotenziario vaticano alla rassegna milanese, il cardinale Gianfranco Ravasi, che oltre ad accettare l’invito a nome della Santa Sede lo ha ricambiato invitando a sua volta una delegazione turca. Quella che si potrebbe già definire la ‘diplomazia dell’Expo’ promette quindi di far superare la più grave crisi attraversata nei rapporti internazionali dal pontificato di Francesco.

Dopo le forti contestazioni rivolte da Ankara sia da parte politica che religiosa alle parole di papa Bergoglio, che in una messa commemorativa in Vaticano ha definito il massacro armeno compiuto dall’Impero Ottomano un secolo fa il “primo genocidio del XX secolo”, il rappresentante del governo turco ha usato toni che hanno aperto al disgelo. “Saremo lieti – ha detto Adnan Yildirim, viceministro dell’Economia – di dare il benvenuto al Santo Padre se volesse visitare il padiglione della Turchia a Expo e se non potesse saremo lieti di ospitare una delegazione del Vaticano, perché possa apprezzare i valori della civiltà storica della Turchia”.

“Sul genocidio armeno, papa Francesco – ha aggiunto ribadendo la posizione di Ankara – ha detto parole che la Turchia non si aspettava assolutamente e forse neanche il Vaticano”. Tuttavia, ha fatto sapere, “la Turchia è sempre stata a disposizione di tutti gli storici del mondo aprendo i suoi archivi internazionali e militari. Pensiamo – ha quindi sottolineato – che tutte le relazioni torneranno come prima e la Turchia sarà sempre a disposizione”.

Un’apertura raccolta a stretto giro dal ‘ministro’ della Cultura vaticano e commissario del padiglione targato Santa Sede all’Expo, il cardinale Ravasi, che non solo ha accettato “con piacere” l’invito ma lo ha immediatamente ricambiato. “Ho letto con interesse le parole di invito pronunciate dal viceministro turco – ha affermato – La delegazione vaticana, presente durante i vari eventi che si svolgeranno nel mesi dell’Expo, dopo l’inaugurazione, potrà accoglierlo con piacere così come rivolge ora l’invito ai rappresentanti turchi ad essere ospiti del Padiglione vaticano”. Tanto più, ha aggiunto Ravasi, che questo è dedicato “a temi che potranno essere condivisi anche dal mondo musulmano, come la fame sia fisica sia spirituale, la carità fraterna, il digiuno, l’ascolto della parola divina perché”, ha concluso ricordando il motto del padiglione vaticano, “non di solo pane vive l’uomo”.

27 aprile 2015

http://milano.repubblica.it/

 

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Questa voce è stata pubblicata il 27/04/2015 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , , , .

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