COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Gutierrez e i poveri al centro.

Gustavo Gutierrez:
In un breve saggio spiega l’opzione preferenziale.

Gustavo Gutierrez

«Non dovremmo impegnarci con i poveri perché loro sono buoni, ma perché Dio è buono. La ragione ultima del nostro impegno è teocentrica». L’amore di Dio è gratuito e raggiunge tutti, non solo i poveri «buoni», che noi riteniamo degni della nostra compassione.

L’ha spiegato anche alla recente Assemblea generale di Caritas internationalis  (un intervento rilanciato dalle maggiori agenzie del mondo) Gustavo Gutierrez, il domenicano di origine peruviana considerato l’ideatore della Teologia della liberazione.

«Una teologia sempre attuale perché Dio preferisce i poveri» è la tesi contenuta in un breve saggio fresco di stampa per i tipi dell’Editrice Missionaria.

La Bibbia è piena di esempi del rapporto tra Dio e i poveri: di qui quella «opzione preferenziale per i poveri» scaturita dalla riflessione delle comunità dell’America Latina e fatta propria dalla Conferenza generale di Puebla nel 1979 e poi da quella di Aparecida del 2007. Una prospettiva che, non senza difficoltà di comprensione, soprattutto in Occidente, ma non solo, ha caratterizzato il cammino di numerosi cristiani che si sono posti al fianco  degli ultimi della terra dando vita a quello che chiamiamo il «martirologio latinoamericano».

Già Benedetto XVI nel discorso inaugurale di Aparecida disse: «L’opzione preferenziale per i poveri è implicita nella fede cristologica in quel Dio che si è fatto povero per noi». Fedele alla sua origine ed esperienza pastorale, papa Francesco nella Evangelii Gaudium insiste sull’importanza della solidarietà con i poveri, nessuno escluso. «L’imperativo di ascoltare il grido dei poveri si fa carne in noi quando ci commuoviamo nel più intimo di fronte al dolore altrui» (EG 193).

L’opzione si è fatta universale, afferma così Gutierrez. E la preferenza non esclude affatto quanti poveri non sono, ma è importante mettere in relazione i due aspetti che il messaggio evangelico ci propone: l’amore incondizionato per tutti e la priorità dei poveri all’interno della comunità.

In questo papa Bergoglio mostra con chiarezza che se appare chiaro il comandamento di «non uccidere» questo comporta un deciso «no ad un’economia dell’esclusione» invocando a 360° la collaborazione per risolvere le cause strutturali della povertà.

Diverse sono le caratteristiche della povertà oggi: le principali sono costituite dalla sua globalità e ingiustizia. I poveri li abbiamo vicini a casa, ma soprattutto lontani e la povertà non è certo un destino, perché ha cause storiche e responsabilità ben precise.

Quando i primi missionari giungevano in America Latina nel XVI secolo dicevano: «Gli indigeni muoiono prima che sia giunta la loro ora», ma questo si ripete anche oggi in ogni villaggio del mondo impoverito, scrive Gutierrez perché la povertà è morte, fisica, ma anche culturale. I poveri che debbono lottare per sopravvivere nella loro terra si sentono «insignificanti» e indifesi.

Opzione per i poveri non significa allora diventare poveri, ma camminare con loro, adoperarsi per una ridistribuzione del nostro tempo e soprattutto dei nostri beni materiali. In ultima analisi è un modo di annunciare il Vangelo oggi: non proclamare idee o belle parole, bensì l’unica verità fondamentale, che è l’amore di Dio per l’umanità. Un amore gratuito, fonte di gioia per tutti.

Gustavo Gutierrez, Perché Dio preferisce i poveri. La teologia della Liberazione è sempre attuale, EMI 2015 pp. 64, euro 5,00.

MARIA TERESA PONTARA PEDERIVA

http://vaticaninsider.lastampa.it/

26/05/2015 

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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