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La Madonna nell’arte (20)

La Madonna di Fiesole.

La splendida terracotta degli inizi del Quattrocento è stata scoperta nel vescovado di Fiesole (Firenze) ed è stata attribuita a Filippo Brunelleschi, il grande architetto. Il committente era importante: forse apparteneva alla famiglia de’ Medici.

La Madonna di Fiesole.

Sono stati alcuni restauratori dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, uno dei laboratori di restauro di opere d’arte più prestigioso d’Italia, a scoprire nel vescovado di Fiesole (Firenze) questa splendida terracotta degli inizi del Quattrocento.

Ancor più singolare è che per l’attribuzione si è chiamato in causa Filippo Brunelleschi, il grande architetto che ha costruito la cupola della cattedrale di Firenze e il portico dell’Ospedale degli Innocenti, su piazza dell’Annunziata.

Se Brunelleschi è conosciuto come uno dei più grandi architetti di tutti i tempi, pochi sanno che da giovane fu anche valente scultore, al punto di rivaleggiare con Donatello. Famosa è la formella con il “Sacrificio di Isacco”, preparata nel 1401 per il concorso di una porta del battistero di Firenze e un Crocifisso per la chiesa domenicana di Santa Maria Novella.

Filippo era nato nel 1377 e svolse il suo apprendistato nella bottega di un orafo. In quel contesto approntò alcuni particolari dell’altare di Sant’Jacopo per la cattedrale di Pistoia. Nel 1418, dopo importanti prove come scultore, cambiò indirizzo e si dedicò all’architettura. Il suo primo rilevante impegno fu la costruzione della cupola della cattedrale fiorentina, Santa Maria del Fiore, e singolare è il fatto che realizzò l’imponente opera senza l’aiuto di ponteggi.

In cerca di sicurezza tra le braccia della Mamma

Successivamente, tra il 1421 e il 1424, progetto la Loggia per l’Ospedale degli Innocenti, esempio innovativo di chiarezza e linearità e, a seguire, nel 1423, la chiesa di San Lorenzo con la sacrestia. Alcuni anni dopo, tra il 1430 e il 1444, Brunelleschi realizzò per la famiglia Pazzi la cappella aperta sul chiostro di Santa Croce.

Grazie a queste importanti realizzazioni, la sua attività di scultore rimase sempre in ombra. Ora, per merito di questa splendida opera, che misura cm 60x17x88,5 e che è stata denominata Madonna di Fiesole dal luogo dove è stata ritrovata, la sua maestria è ancor più riconosciuta.

Gli storici dell’arte la datano ai primissimi anni del Quattrocento: Brunelleschi aveva circa venticinque anni e dopo aver realizzato la formella del “Sacrificio di Isacco”, eccolo creare questo miracolo di arte e di umanità.

L’opera rappresenta una giovanissima Madonna, con lo sguardo fisso, forse un po’ perso nel vuoto, ma che lascia intendere la tristezza dei pensieri che si affollano nella sua mente. E’ tradizione nell’iconografia cristiana che Maria assuma atteggiamenti che preludono la morte tragica del Bambino che stringe tra le braccia. Il Piccolo Gesù cerca sicurezza tra le braccia della mamma e si stringe a lei, facendo quasi tutt’uno con il corpo di Maria.

“O mater Dei memento mei”, invocava il ricco committente

Le mani della Vergine sorreggono con delicatezza il piccolo corpo e con un bellissimo gioco pieno di umanità, gli trattengono le gambe, l’una tesa e l’altra piegata a mostrare il piede. Umanità e tenerezza raggiungono i vertici della loro espressione in questo capolavoro della scultura del primo Rinascimento. Il gruppo poggia su una base rettangolare, decorata con archetti intrecciati di gusto gotico, con la scritta “O mater Dei memento mei”, Madre di Dio ricordati di me.

Che fosse una scultura destinata ad un committente importante – forse un membro della potente famiglia fiorentina de’ Medici – lo dichiara non soltanto la decorazione raffinata dei panni, ma soprattutto l’uso di materiali preziosi come l’oro per il manto e i capelli sia della Vergine, sia del piccolo Gesù, e poi l’azzurrite e la lacca rossa nella veste. Il corpo del Piccolo e in parte avvolto dallo scialle della mamma, ma il suo abitino e prezioso, decorato con bolli d’oro punzonati. Maria aveva in testa una corona che ha perso le punte, forse a causa della loro fragilità.

Gli angoli della base un tempo avevano degli stemmi, certo per rendere esplicita la committenza, ma sono scomparsi, forse cancellati di proposito al momento della caduta in disgrazia del loro nobile referente.

I restauri hanno appurato che la Madonna di Fiesole e un prototipo originale, modellato direttamente in creta, da cui e stata tratta una matrice per realizzare numerose repliche in terracotta e in stucco, repliche che attualmente si conservano nei piu prestigiosi musei del mondo.

Natale Maffioli

http://www.donbosco-torino.it/

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Questa voce è stata pubblicata il 27/05/2015 da in Arte, ITALIANO, La Madonna nell’arte, Vergine Maria.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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