COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Ribellarsi facendo la passata.

Pomodoro: da simbolo di sopraffazione a segno di speranza.

Possiamo promuovere un’agricoltura e una piccola distribuzione senza partire dal denaro? Domanda difficile: qualche risposta adeguata può nascere soltanto dalla terra. Così, nell’agosto del 2014 ci si incontra per la prima volta in un campo della Basilicata a raccogliere pomodori e poi caricare cassette: due gruppi, uniti dall’idea di cercare di costruire una piccola e sperimentale filiera alternativa del pomodoro.

Ribellarsi facendo la passata.

“A gennaio ci siamo incontrati di nuovo a mente fresca in una bella assemblea a Bari, ospitati dal collettivo Solidaria – racconta Giovanni del collettivo Osservatorio migranti Basilicata-Fuori dal Ghetto – dove abbiamo messo in comune l’idea di realizzare una filiera pulita del pomodoro dalla semina alla trasformazione”.

Intanto, una nuova compagna di viaggio decide di unirsi per il 2015, ancora pugliese di nascita ma globale nello spirito, Diritti a Sud di Nardò, impegnata, tra le altre cose, in una scuola di italiano che accoglie chiunque voglia partecipare e nel progetto Casa Musse, un rifugio interamente restaurato e arredato grazie alla collaborazione tra migranti e cittadini.

Così tre gruppi attivi in territori e contesti diversi, in Basilicata e Puglia, si mettono insieme con un obiettivo concreto, ambizioso e fortemente simbolico: produrre bottiglie di passata di pomodoro di alta qualità, senza sfruttamento del lavoro.

“Speriamo che l’oro rosso, da simbolo di sopraffazione e caporalato nelle campagne di Puglia e Basilicata, diventi simbolo di emancipazione, riscatto e speranza di un futuro diverso”, sottolinea ancora Giovanni.

SfruttaZero è il nome di questo progetto comune, ispirato a principi cooperativi e mutualistici che vede direttamente protagonisti migranti, contadini, giovani precari e disoccupati, che vogliono avviare o continuare un’attività lavorativa attraverso la produzione di prodotti locali e conserve per costruire sul territorio relazioni ed economie solidali. Come dire, per mettere in discussione il dominio delle cose sulle persone bastano qualche pomodoro e un po’ di basilico.

Ribellarsi facendo la passata.2

L’esperienza comune assieme ai migranti e rifugiati politici, che intreccia i gruppi di questa avventura, fa da principio guida nella rivendicazione della libertà di circolare senza dover subire espulsioni e respingimenti, senza dover sottostare a continui ricatti, per valorizzare le diversità che siano di colore della pelle, di genere o di orientamento sessuale, per una casa ed un lavoro dignitoso.

SfruttaZero vuole unire progettualità le une con le altre, affinché queste pratiche diventino sostenibili e replicabili, contribuendo ad incidere sulle filiere agro-alimentari, oggi nelle mani dell’agro-business e delle mafie. Per provare a cambiare le relazioni non solo tra datore di lavoro e dipendente ma anche tra produttori e consumatori, tra campagna e città.

Da qui è nata l’idea di una raccolta fondi collettiva, un crowdfunding già lanciato sulla piattaforma di Produzioni dal Basso, i cui proventi sosterranno i costi iniziali dell’intera filiera produttiva: materie prime e attrezzature per le fasi di coltivazione e trasformazione di pomodoro, garantendo che i lavoratori e le lavoratrici, contadini e braccianti, migranti e non, siano retribuiti dignitosamente.

Le bottiglie prodotte verranno poi distribuite in autogestione dai tre gruppi, all’interno dei Gruppi di acquisto solidale, in mercati locali, presso ristoranti e mense popolari, negli spazi sociali, all’interno della rete di Genuino Clandestino.

 Ribellarsi facendo la passata.1

Verrà sperimentata anche una forma di autocertificazione partecipata, volta a garantire a chi sosterrà il progetto SfruttaZero che nella produzione e trasformazione non vi saranno sopraffazione e subalternità, non vi sarà alienazione, non vi sarà spazio per sfruttatori e caporali.

“Ispirandoci alle pratiche di autocertificazione partecipata costruite da varie realtà contadine in tutta Italia e volte a garantire ad esempio il non utilizzo di prodotti chimici, intendiamo costruire un percorso di reciproco monitoraggio sui temi della qualità del lavoro – spiega bene Mimmo di Fuori dal Ghetto, uno degli ispiratori di questa parte di progetto – Tutto questo sarà realizzato attraverso visite reciproche tra le tre realtà della rete, aperte anche ai consumatori che vorranno parteciparvi”.

Aggiunge Pier di Solidaria: “Vorremmo che attraverso il crowdfunding, come avvenuto lo scorso anno per la salsa Netzanet, che abbiamo prodotto a Bari all’ex liceo Socrate da noi di Solidaria, tante e tanti si sentano partecipi di questo progetto con una raccolta fondi dal basso e popolare, per condividere un’attività produttiva direttamente con i consumatori e con chi vuole sostenere pratiche di cooperazione”.

Infine, un’altra pratica esemplare: consapevoli dell’importanza del sostegno reciproco, il 15 per cento del finanziamento in crowdfunding alimenterà una Cassa di mutuo soccorso che sosterrà concretamente le rivendicazioni e i percorsi di autodeterminazione dei migranti nei loro territori.

Nelle campagne della Puglia e della Basilicata non sanno ancora se è possibile promuovere un’agricoltura e una piccola distribuzione senza partire dal denaro. Sanno però che è possibile mettere in comune idee bizzarre, sanno che l’antirazzismo è una questione di persone comuni. E sanno che il rifiuto della dittatura del profitto si nutre prima di tutto di relazioni sociali diverse.

Per altre informazioni: http://www.facebook.com/sfruttazero

di Gruppo progetto SfruttaZero2015

http://comune-info.net/

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2 commenti su “Ribellarsi facendo la passata.

  1. Todo es posible cuando hay buena voluntad.

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  2. Riccardo Franchini
    04/06/2015

    L’ha ribloggato su Food Wine Worlde ha commentato:
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Questa voce è stata pubblicata il 01/06/2015 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , , .

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