COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Il celebre Cern di Ginevra riparte

Riattivato il più grande e potente acceleratore di particelle del pianeta:
I test consentiranno lo studio di fenomeni sconosciuti.

L’acceleratore di particelle del Cern, il più grande al mondo

Al Cern inizia la rivoluzione della fisica.

Era rimasto inattivo per un po’ di tempo. Un periodo necessario per rivedere e potenziare tutti i suoi principali esperimenti. Il celebre Cern di Ginevra, che ha celebrato lo scorso ottobre i suoi primi sessant’anni, ha però riattivato i suoi grandi apparati. Come prima, più di prima. Già da alcune settimane il centro che si trova alla periferia di Ginevra, e che ospita il più grande e potente acceleratore di particelle del pianeta, era stato completamente riattivato, e ora arrivano anche i primi, importanti risultati scientifici. La nuova campagna di potenziamento dell’acceleratore durerà almeno tre anni e porterà informazioni importanti sulla natura della materia oscura e sulla fisica oltre il cosiddetto “Modello Standard”, come promettono i fisici di molte nazionalità.

Tra loro, vi sono 1.500 italiani, compresi coloro che guidano alcuni tra i principali esperimenti al CERN, compresa la ricercatrice Fabiola Gianotti, che già fu protagonista nel team che scoprì il bosone di Higgs, e che guiderà il CERN dal prossimo 1 gennaio. Lungo l’anello di 27 chilometri del Large Hadron Collider (LHC), il superacceleratore del CERN di Ginevra, i quattro principali apparati ATLAS, CMS, ALICE e LHCb, cominciano a raccogliere stabilmente i dati prodotti nelle collisioni tra protoni accelerati all’energia record di 13.000 miliardi di elettronvolt, quasi il doppio di quella che ha permesso, nel 2012, d’imbrigliare il bosone di Higgs. Un’energia mai raggiunta prima in laboratorio, alla quale da ora l’acceleratore e i rivelatori lavoreranno a regime per i prossimi tre anni di attività.

Per Fabiola Gianotti è «un passo storico per la fisica e la tecnologia, un passo – ha aggiunto – reso possibile anche dall’importante contributo dell’Italia». Per Gianotti le prime collisioni record costituiscono «un passo in avanti senza precedenti, reso possibile anche dall’importante contributo da parte dell’Italia, con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e con l’Ansaldo, che ha costruito oltre un terzo dei magneti superconduttori dell’acceleratore».

«Dopo il lungo stop, LHC inizia oggi a produrre stabilmente collisioni protone-protone alla più alta energia mai raggiunta, e gli esperimenti hanno appena completato un lungo lavoro di miglioramento degli apparati per affrontare la nuova energia e le elevate intensità previste nel RUN2» commenta Francesco Forti, a capo dell’LHC Committee (LHCC), il comitato di controllo e indirizzo del programma scientifico dell’intero progetto LHC. Nella “pista magnetica” a 100 metri di profondità al confine tra Francia e Svizzera, “treni” di pacchetti di protoni corrono quasi alla velocità della luce (quindi, prossimi ai 300mila chilometri al secondo) circolando in direzioni opposte, guidate da potenti magneti superconduttori, e scontrandosi in corrispondenza degli esperimenti.

Grazie ai dati che saranno raccolti nei prossimi tre anni, si aprirà una nuova finestra sull’universo subnucleare. «È davvero con grande soddisfazione che assistiamo all’inizio del RUN2, una nuova avventura per LHC: l’impegno che gli Stati membri del CERN e la comunità scientifica internazionale hanno dedicato per decenni all’impresa è ora coronato da questa nuova conquista scientifica e tecnologica di LHC, in cui l’Italia ricopre un ruolo di primo piano», commenta Fernando Ferroni, presidente dell’INFN. «Gli scienziati sono abituati a lavorare ai confini della conoscenza, i fisici lo sanno bene, soprattutto dopo aver messo le mani, alla fine di una caccia durata mezzo secolo, sull’ormai famoso bosone di Higgs: una scoperta che, lungi dal rappresentare un punto di arrivo per la fisica moderna, è piuttosto uno stargate, un vero e proprio portale verso la Nuova Fisica, oltre il cosiddetto Modello Standard».

«Questa è una nuova giornata storica, non solo per il CERN, ma per la fisica delle particelle in generale, e soprattutto rappresenta il coronamento del duro lavoro di tante persone che, durante i due anni appena trascorsi, si è impegnata intensamente per migliorare questa macchina», sottolinea Mirko Pojer, fra i responsabili delle operazione di LHC.

«È un momento emozionante, che arriva dopo due anni di lavoro intensissimo» spiega lo scienziato torinese Paolo Giubellino, ricercatore INFN che coordina l’intera collaborazione dell’esperimento ALICE «Per tutto il periodo di arresto di LHC le zone sperimentali sembravano alveari dove si lavorava in ogni luogo: in ALICE abbiamo installato nuovi rivelatori, completato altri che erano stati installati solo parzialmente, sostituito completamente i sistemi che registrano i dati e controllano l’esperimento, raddoppiato la velocità di lettura e compiuto una miriade di riparazioni e nuove messe a punto. Il rivelatore si presenta al RUN2 molto migliorato, e soprattutto capace di gestire l’aumento di energia e di luminosità di LHC».

Antonio Lo Campo

http://www.lastampa.it 03/06/2015

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 03/06/2015 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , , , .

  • 510.581 visite
Follow COMBONIANUM – Spiritualità e Missione on WordPress.com

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Unisciti ad altri 915 follower

San Daniele Comboni (1831-1881)

COMBONIANUM

Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
combonianum@gmail.com

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d’autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all’immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: