COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

Blog di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA – Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa MISSIONARY ONGOING FORMATION – A missionary look on the life of the world and the church

Arte e architettura specchio della nostra frammentazione?

Quella frammentazione di cui anche arte e architettura sono specchio.

Continua la riflessione dell’autore del «Manifesto del cuore divino e umano di Gesù»: perché non poche persone avvertono che in modo così particolare tante chiese romaniche o del primo gotico avvicinano profondamente alla preghiera e aiutano a percepire la presenza di Dio?

 Arte e architettura specchio della nostra frammentazione

Continuo con le mie domande, che cerco di porre sulla vissuta via del cuore divino e umano di Cristo. Partirei qui dal chiedermi, dal chiedere, come mai non poche persone avvertono che in modo così particolare tante chiese romaniche o del primo gotico avvicinano profondamente alla preghiera, aiutano a percepire la presenza di Dio. È vero tutto ciò? Se lo è a cosa può essere dovuto? Tante sono le risposte che possono aiutare a intuire varie possibili sfaccettature di tale questione.

Qui vorrei osservare che forse non a caso il romanico e il gotico si sviluppano, potremmo dire, al termine di circa un millennio di fede cristiana quando tale spiritualità aveva pervaso, sotto non pochi aspetti e in non pochi casi, la vita di tante popolazioni. Ogni cosa, dalla più profonda meditazione spirituale e culturale al più semplice lavoro manuale veniva tendenzialmente vissuta da tanti comunque in uno sguardo, in una mentalità di fondo, di fede cristiana.

Naturalmente in questa spiritualità tante problematiche stavano maturando, per esempio nella direzione del bisogno confuso di un raccordo più profondo ed equilibrato tra il cielo e la terra, tra Dio e il cammino autentico, non forzato etc., dell’uomo. Lo slanciarsi verso l’alto del gotico può forse venire letto anche, proprio, come l’estremo tentativo di appoggiarsi a Dio in un mondo che esprime sempre nuove perplessità nei riguardi della fede…

Ecco allora che vediamo che l’arte più profonda e coinvolgente forse non può nascere facilmente da una persona isolata ma più facilmente in ogni suo aspetto riflette il sentire di un popolo, di una comunità viva, in dialogo, la fondamentale, vissuta, visione di ogni cosa alla luce di un nucleo unitario di valori vitali. Successivamente alle epoche citate la crisi della cristianità e anche le problematiche all’interno della comunità rimasta credente si sono accentuate, per esempio col rispondere con forme di razionalismo alle sollecitazioni delle scoperte scientifiche (ma anche in precedenza con tante domande sull’uomo, etc., che andavano emergendo).

Forse nel tardo gotico e poi ancor più, per esempio, nel barocco si può intravedere questo progressivo appesantirsi, ripiegarsi, dell’uomo su se stesso, anche sul suo ragionare a tavolino. Emerge talora, nel tempo, un intellettualismo, un tecnicismo specialistico, variamente disgiunto da un tutto vitale, vissuto. Non può accadere di sperimentare la sensazione che alcune chiese moderne non fanno che riflettere questa devitalizzazione, questa frammentazione, questo tecnicismo, che si riscontrano forse talora, per esempio, nel vario giustapporsi di tecnici specializzati, l’architetto, l’ingegnere, il liturgista, etc.? L’arte sembra rivelarsi un campo in cui quasi naturalmente, anche dunque in varia misura inconsapevolmente, si riflette la reale situazione esistenziale, delle singole persone, della comunità, nella realtà storica, spirituale, umana, culturale.

Forse anche a tal proposito ci stiamo gradualmente avviando a sbloccare le possibili occlusioni, frammentazioni, del cuore, spiritualiste, intellettualiste, pragmatiste. Nella comunità cristiana imparando ad affidarci sempre più a Cristo. Su questa via anche sempre più imparando a cercare di apprendere da tutti in Cristo stesso. Nella condivisione, nella vicinanza, etc., con ogni uomo, comunità… Il cuore divino e umano di Cristo rivela, aiuta a leggere, l’arte di Dio stesso e dell’uomo in Lui.

Forse in molti modi e per molte vie il cuore divino e umano di Cristo si potrà rivelare sempre più la chiave di ogni cosa.

Giampaolo Centofanti
sacerdote romano, autore del «Manifesto del cuore divino e umano di Gesù»

1/07/2015

http://vaticaninsider.lastampa.it

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Questa voce è stata pubblicata il 01/07/2015 da in Arte e fede, Fede e Spiritualità, ITALIANO con tag , .

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Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
Il sottotitolo Spiritualità e Missione vuole precisare l’obiettivo del blog: promuovere una spiritualità missionaria.

Combonianum was an internal publication of sharing on Comboni’s charism. By assigning this name to the blog, I wanted to revive this title, rich in history and charismatic heritage.
The subtitle
Spirituality and Mission wants to specify the goal of the blog: to promote a missionary spirituality.

Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
I miei interessi: tematiche missionarie, spiritualità (ho lavorato nella formazione) e temi biblici (ho fatto teologia biblica alla PUG di Roma)

I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
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