COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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«Non cedete all’Alzheimer spirituale».

«Gratuità e memoria sono le colonne della vita religiosa»

santuario mariano di “El Quinche”,

Nel santuario mariano di “El Quinche”, Francesco mette da parte il discorso scritto e parla a braccio di fronte al clero dell’Ecuador prima di partire per la Bolivia. «Non cedete all’Alzheimer spirituale» (Mauro Pianta, vaticaninsider, 8/07/2015)

La gratuità e la memoria. La gratuità con cui Dio ci ha scelti e ci dona ogni cosa, la memoria del “niente” da cui ci ha tratto. Sono queste le due colonne della vita religiosa secondo papa Francesco che ha parlato a braccio a migliaia di religiosi e religiose riunite nel piazzale del Santuario della Vergine del Quinche, a Quito, ultima tappa della sua visita in Ecuador prima della partenza per la Bolivia.

Il santuario  di “El Quinche” è stato costruito nel 1928 e proclamato santuario mariano nazionale trent’anni fa. Qui si venera una statua della Vergine Bambina, alta sessanta centimetri e scolpita nel 1586 da don Diego de Robles, artista della scuola di Quito, su commissione degli indios Lumbici. Non riuscendo questi ultimi a pagare lo scultore, egli la cedette agli indios Oyacachi, che la vollero perché identica in tutto e per tutto alla Madonna apparsa loro ripetutamente.

Bergoglio, nel santuario, ha messo da parte il testo scritto. “Non ho voglia di leggere”, ha detto. «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date»: è la  raccomandazione di Gesù ai suoi discepoli che Bergoglio ha voluto rammentare al clero ecuadoriano. «Non dimenticatelo per favore, non coprite la grazia della gratuità, è un regalo di Gesù, il più bello della nostra vita sacerdotale e religiosa», ha chiesto loro sottolineando che «gratuità e servizio» sono le due principali indicazioni del Vangelo.

Bergoglio ha dunque messo in un guardia da un grande pericolo, quella malattia pericolosa che lui chiama Alzheimer spirituale: la perdita della memoria delle proprie radici. «Non perdiamo la memoria di quello che abbiamo avuto, di quello che eravamo, dei luoghi da dove proveniamo», ha esortato il Papa. «Non sentitevi superiori – ha chiesto ai consacrati dell’Ecuador – alla fede che avete ricevuto dalla vostra mamma e dal vostro papà». «Pensate – ha suggerito  – a quelli che dopo essere entrati in seminario non vogliono più parlare nella loro lingua, nella lingua dei loro genitori… Succede. Il desiderio di crescere è umano, ma il servizio è quello a cui siamo chiamati». «La gratuità è una grazia, quando un sacerdote entra `in carriera´ si ferma il suo cammino spirituale».

«Tutti i giorni siamo oggetto della gratuita di Dio, non dimentichiamolo e ogni giorno dobbiamo tornare alla gratuità con cui Dio ci ha scelti. Voi non avete pagato il biglietto per entrare in seminario, vero?» ha scherzato. «Non avete pagato l’ingresso per entrare nella vita religiosa. Non ve lo siete meritato. Se qualche religioso crede di esserselo meritato, alzi la mano. È tutto gratuito». Il Papa dispensa ai religiosi un «consiglio da fratello: tutti i giorni, la sera forse è il momento migliore, prima di andare a dormire, uno sguardo a Gesù per dirgli: tutto mi hai dato gratis. Tutte le sere ricollocatevi nella gratuità». «La gratuità è una grazia che non può convivere con la promozione».

Chi vive quotidianamente le due dimensioni (gratuità e memoria), ha spiegato Francesco, lo dimostra in due atteggiamenti. Il primo è il servizio. «Dio ci ha scelto per servire anche quando siamo stanchi, quando magari in tv c’è una bella telenovela, lo dico alle suore eh?, o quando la gente ci disturba. Ma chi serve deve lasciarsi disturbare, perché quel servizio non ci appartiene». Il secondo atteggiamento è la gioia. «Chi vive memoria e gratuità ottiene il dono della gioia, del sapersi gustare le cose».

«Pregate per me – ha concluso – perché anch’io sento la tentazione di dimenticarmi la gratuità e da dove mi hanno tolto».

 

 

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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