COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Nella laica America, Satana vale i Dieci Comandamenti.

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Via il monumento alle Tavole della Legge da una piazza pubblica, per non offendere i satanisti: è la decisione dei giudici di Oklahoma City. Di Federico Cenci (ZENIT.org)

Una lunga fila di persone, per lo più giovani, lo scorso 25 luglio si è radunata all’ingresso di un bigio capannone di Detroit. Piercing e tatuaggi, barbe folte e curate, borchie e anfibi, smalti alle unghie, rimmel, rossetti e abiti tutti rigorosamente neri. Poteva sembrare un sabato sera come tanti, con ragazzi assuefatti dai modelli finti alternativi proposti da Mtv che attendevano di entrare nel locale scelto per passare qualche ora in compagnia, tra musica e alcol.

E invece, era l’anticamera di una cerimonia d’inaugurazione di una statua dedicata a Bafometto, idolo pagano associato all’immagine del diavolo. Un evento pubblico, organizzato dai membri di un presunto Tempio di Satana, con tanto di annuncio sui giornali e di inevitabili polemiche a far da corollario.

Il monumento è imponente. Alto quasi tre metri, mezza tonnellata di peso, costato 28mila dollari, rappresenta una figura con corpo d’uomo e testa di capra in posizione seduta, con il braccio destro alzato in segno di comando. Ai suoi fianchi, in piedi, due bambini (un maschio e una femmina) prostrati e con espressioni tra l’allegro e l’inebetito. Di sfondo, sul trono su cui è seduto il mostro, un pentacolo rovesciato, simbolo satanico. La statua è realizzata in modo tale che si possa anche mettersi seduti “in grembo a Satana”.

Le cronache locali raccontano che nel momento in cui la scultura è stata svelata, le voci dei presenti si sono unite in un coro di bislacchi saluti al “padre della menzogna” (Gv, 8-44). A Detroit le polemiche per un simile avvenimento non si sono ancora placate, che già il contagio rischia di estendersi anche in altre località degli Stati Uniti. In Arkansas, nella fattispecie, dove i promotori dell’iniziativa intendono spostare la statua caprina.

La scelta del luogo non è casuale. Di recente, infatti, il governatore dell’Arkansas ha approvato la costruzione di un monumento sui Dieci Comandamenti davanti al Congresso locale. Evidente l’intento degli adoratori di Satana: chiedere e non ottenere l’erezione della loro statua al fine però di ottenere che venga impedita la messa in posa della rappresentazione delle Tavole della Legge. Un modo astuto di sventolare i principi d’uguaglianza a proprio vantaggio, costringendo i giudici a mettere sullo stesso piano, sulla scia del relativismo, religioni millenarie e stravaganti credenze.

Del resto, la giurisprudenza sembra loro sorridere. In Oklahoma nel 2012 fu installato un monumento dedicato ai Dieci Comandamenti. Appena un anno dopo, alcuni appartenenti a una sedicente chiesa satanista chiesero di poter erigere una propria statua nello stesso piazzale. La Commissione dapprima accordò la richiesta, salvo poi tornare sui suoi passi. Tuttavia, a seguito di un ricorso presentato dai richiedenti, pochi giorni fa la Corte suprema di Oklahoma City ha ordinato – per non commettere discriminazioni – di togliere la statua delle Tavole della Legge, la cui presenza violerebbe il divieto statale di utilizzo del suolo pubblico “per motivi religiosi”.

È questa la declinazione di laicità nell’Occidente secolarizzato, dove la bulimia spirituale viene colmata da astratti prodotti commerciali, parodie del sacro di macabra natura. Adorare Satana è considerato un esercizio religioso alla stessa stregua del contributo storico, spirituale, culturale e sociale che cristianesimo ed ebraismo hanno offerto all’umanità.

In un simile contesto, che suggerisce ai giudici di far rimuovere un monumento ai Dieci Comandamenti per non far sentire discriminati i fautori di una statua di Bafometto, ai cristiani non resta che appellarsi alla preghiera. Lo suggeriva un anno fa mons. Paul Coakely, arcivescovo di Oklahoma City, durante le proteste seguite alla scelta del Comune di affidare una propria sala a un gruppo di satanisti per una “messa nera”. “Dovremo prendere in considerazione altre soluzioni pacifiche, di preghiera, per dimostrare la nostra opposizione a questo atto sacrilego pubblicamente sostenuto”, disse il presule con energia, benché scoraggiato dinanzi ai cedimenti delle Istituzioni.

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
Pereira Manuel João (MJ)
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