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A Roma con l’asino: «La meta? San Pietro»

A Roma con l'asino

«Sto andando a piedi da Innsbruck a Roma per fare un selfie insieme a Papa Francesco e al mio amico Horstl». Il giovane 24enne Armin Arbeiter di Innsbruck è un pellegrino particolare. Studente alla Scuola di giornalismo diVienna e collaboratore del giornale Tiroler Tageszeitung, Armin si è concesso una «breve vacanza» di 55 giorni per percorrere a piedi 1.200 chilometri da Innsbruck a Roma, in compagnia del suo amico Horstl, un simpaticissimo asino maschio di 9 anni, con un bel manto tappezzato di banco e nero. Il protagonista del pellegrinaggio a piedi sull’antica via europea dei Romei, quando ha raggiunto la Romagna, ha imboccato il Cammino d’Assisi, sulle orme di S. Francesco e di S. Antonio da Padova, che porta alla città del Poverello per proseguire poi per la città santa.

Racconta Armin durante una pausa a Portico di Romagna: «Camminando sulle orme di migliaia di pellegrini medievali mi sento veramente un giovane felice, un europeo convinto, un cristiano che ringrazia Dio per sorella madre terra e tutto ciò che essa contiene ». Armin racconta le imprese dei due pellegrini «asini» anche su un suo blog. Spiega: «L’asino è un grande amico, anzi, il migliore compagnone della mia vita, di sicuro del mio pellegrinaggio a Roma sulla tomba dei santi Pietro e Paolo. Su un asino Gesù fuggì in Egitto, su un asino entrò trionfante in Gerusalemme, per molti artisti e registi l’asino diventa simbolo di Cristo paziente e che porta i pesi della redenzione».

Attraversando tutta l’Italia, Armin trova che sia «il più bel paese del mondo» e che «gli italiani sono stupendi e molto accoglienti». Racconta: «Cammino insieme a Horstl, perché l’asino è un amico che cammina lentamente, è il vero compagno “slow”, paziente e affettuoso». Armin viaggia con la tenda per sé e un telo-capanna per l’asino, in caso di pioggia, e un secchio come abbeveratoio. Nella soma, l’asino trasporta anche la biada e le carote per acquistare energia, mentre ogni tanto si ferma per strada a brucare l’erba. I due compagni d’avventura arriveranno a Roma l’11 settembre per il selfie con Papa Francesco, la preghiera sulla tomba dei santi Pietro e Paolo e il rientro a Innsbruck in camioncino con un amico e il caravan per l’asino. A Rovigo una moto si è agganciata nel sacco dei viveri dell’asino, provocando un piccolo incidente, «con tanti curiosi attorno, preoccupati più del panico e delle piccole ferite dell’asino che del motociclista».

Poi tutto si è risolto con tante carezze a Horstl e la visita gratuita di un veterinario di passaggio che ha sentenziato in tedesco: «Schnafte» («Tutto bene»). Armin è un pellegrino francescano convinto: «Lungo la strada guardo e contemplo le bellezze della natura, ascolto il canto degli uccelli, parlo con la gente che incontro e con Horstl, col quale mi capisco al volo, canto e prego con la bocca, col cuore e con la mente».

Infatti, quando termina l’intervista volante, Armin saluta calorosamente e incomincia a cantare un canto liturgico in tedesco, mentre l’asino si gira indietro con la testa, ragliando rumorosamente. Il giovane pellegrino commenta: «Horstl ringrazia così il Signore e sono sicuro che questa preghiera piacerà anche a Papa Francesco».

Avvenire
Quinto Cappelli
30 agosto 2015

Un commento su “A Roma con l’asino: «La meta? San Pietro»

  1. Todo sirve para llagar a Roma.

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Questa voce è stata pubblicata il 01/09/2015 da in Attualità ecclesiale, ITALIANO con tag , , , .

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