COMBONIANUM – Formazione e Missione

— Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA — Uno sguardo missionario sulla Vita, il Mondo e la Chiesa — Blog of MISSIONARY ONGOING FORMATION — A missionary look on the life of the world and the church

Se nell’esperimento etico vengono salvati i nonni.

Chiamate in attesa (3)
di Tolentino Mendonça.

nonni-green

​Mi hanno raccontato di un gioco piuttosto elementare in uso nelle scuole quando si vuole introdurre la questione delle scelte etiche. C’è una nave che sta per affondare e che trasporta dieci uomini d’equipaggio. C’è anche una scialuppa di salvataggio pronta, ma con il posto solo per sette. È quindi urgente determinare chi possa entrare nella scialuppa. Scelta ben complicata! I dieci marinai formano un assortimento di varia umanità: giovani e anziani, parenti e estranei, simpatici e antipatici, importanti e anonimi, istruiti e non. Con quali criteri prenderemmo noi la decisione se ci trovassimo in una situazione simile?

È vero che il gioco ha il suo lato rocambolesco, ma gli scambi che stimola tra i partecipanti finiscono per farne, il più delle volte, un punto di partenza interessante. Mi ha colpito un dato che i ricercatori hanno rilevato. Quanto più giovani sono gli alunni cui si propone il gioco, tanto più prevedibile diventa la scelta delle priorità: se nell’equipaggio ci sono dei nonni, sono loro i primi a dover essere salvati. Non importa che siano anche avanzati nell’età o di salute debilitata. I nonni sono i primi della lista. E allora si domanda ai ragazzi: perché i nonni? Che cos’è una nonna o un nonno nel percorso di una vita, quando, come sementi, ci infiliamo nel lungo processo di germinazione oppure siamo alle prese con gli insegnamenti fondamentali? Qual è mai il loro contributo indispensabile? Perché sentiamo che devono essere salvati a tutti costi?

I nonni sono maestri di un’arte splendida e rara, l’arte di essere, e di essere sempre di più. Con cosine da niente, i nonni sanno trasformare un normale incontro quotidiano in un’appetitosa celebrazione. Sanno guardare, e guardarci senza fretta, vedendoci speranzosamente già più grandi. Non pensano mai che restando con noi perdono tempo, anzi. Sanno che l’amore si sposa bene con questa condivisione gratuita. I nonni sono dolcemente silenziosi, anche se molto chiacchieroni. I nonni sembrano distratti, ed è bene così. I nonni camminano al nostro fianco senza fretta. Hanno un non so che di distante come pure di vicino, nella linea del tempo. Hanno una saggezza che si esprime con storie vive, non attraverso concetti. Hanno una memoria che ci pare inesauribile, piena di avventure, di sciocchezze e piccoli dettagli per divertire. Hanno armadi pieni di oggetti (a volte incomprensibili) che ci fanno sognare. Ci propongono gusti e sapori che poi identifichiamo con loro. I nonni sono già stati molte volte nei luoghi dove ci portano per la prima volta. Ci fanno notare cose incalcolabili come la forma di una nuvola o il colore diverso di cui si tingono le foglie. Ci insegnano con serenità, mettendosi al nostro fianco. Non trovano mai esagerata la fantasia, né le paure né le coccole. Hanno il senso delle piccole cose e abbracci in cui entrano quelle grandi. Non separano, come il resto delle persone, quello che è utile da ciò che è inutile. Ci fanno sentire che è così, che ci sono già passati e che esiste una soluzione che ci riveleranno, a noi soli, come un grande segreto. Danno riparo ai nostri squilibri con il corrimano invisibile e sicuro del loro affetto, disponibili un passo dopo l’altro. Indovinano quello che noi non diciamo e non si confondono con la nostra confusione. Quando non sono con noi, pensano a noi, ripetono agli amici le frasi che diciamo, sono orgogliosi di cose stupide, come il modo in cui sorridiamo o respiriamo. Penso che se avvertiamo così intensamente che dobbiamo salvarli è perché intuiamo, fin da presto, che siamo salvati da loro. Non è così?

Avvenire 17/09/2015

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  1. La Experiencia de la Vida!

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Questa voce è stata pubblicata il 17/09/2015 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , , .

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