COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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I protestanti americani e il Papa

M. L. King era un pastore battista

Positivo riscontro ecumenico al discorso di Francesco davanti al Congresso. Le comunità battiste hanno in particolare apprezzato la citazione di Martin Luther King (che era appunto pastore battista) ed hanno invitato i loro fedeli a prendere esempio dal Pontefice nell’apprezzare «anche al di fuori della loro chiesa dei modelli di santità per la vita cristiana» (Giuseppe Brienza, vaticaninsider 27.9.2015)

Per la prima volta Papa Francesco ha preso la parola davanti al Congresso degli Stati Uniti. Nella mattina di giovedì 24 settembre, infatti, di fronte ai parlamentari del Paese più importante del mondo, ha richiamato la memoria storica del popolo americano e gli ideali che lo hanno ispirato. Lo ha fatto citando quattro figure di americani, il sedicesimo presidente degli Stati Uniti Abraham Lincoln (1809-1865), il leader anti-razzista Martin Luther King (1929-1968), l’attivista sociale Dorothy Day (1897-1980) e il monaco Trappista Thomas Merton (1915-1968). «Tre figli e una figlia di questa terra – ha detto il Pontefice -, quattro individui e quattro sogni: Lincoln, libertà; Martin Luther King, libertà nella pluralità e non esclusione; Dorothy Day, giustizia sociale e diritti delle persone; e Thomas Merton, capacità di dialogo e di apertura a Dio. Quattro rappresentanti del Popolo americano. […] Una nazione può essere considerata grande quando difende la libertà, come ha fatto Lincoln; quando promuove una cultura che consenta alla gente di “sognare” pieni diritti per tutti i propri fratelli e sorelle, come Martin Luther King ha cercato di fare; quando lotta per la giustizia e la causa degli oppressi, come Dorothy Day ha fatto con il suo instancabile lavoro, frutto di una fede che diventa dialogo e semina pace nello stile contemplativo di Thomas Merton. In queste note ho cercato di presentare alcune delle ricchezze del vostro patrimonio culturale, dello spirito del popolo americano. Il mio auspicio è che questo spirito continui a svilupparsi e a crescere, in modo che il maggior numero possibile di giovani possa ereditare e dimorare in una terra che ha ispirato così tante persone a sognare» (Papa Francesco, “Il nuovo sogno americano”, in “L’Osservatore Romano”, 26 settembre 2015, p. 7).

Martin Luther King è stato un pastore protestante, politico e attivista, leader dei diritti civili. Il suo impegno etico è condensato nella celebre “Letter from Birmingham Jail” e in “Strength to love”, libro che costituisce un’appassionata enunciazione della sua battaglia contro il razzismo, per la quale a 39 anni venne assassinato per mano di un estremista segregazionista. Quando Papa Francesco ha evocato il nome di Martin Luther King davanti al Congresso Usa, ne è seguita una vera e propria ovazione. Le reazioni positive all’intervento del Papa non sono mancate anche da parte di vari esponenti del mondo protestante, soprattutto della confessione Battista, alla quale apparteneva il leader nero. Lo storico battista Steven Harmon, autore del libro “Towards Baptist Catholicity: Essays on Tradition and the Baptist Vision” (2006), si è dichiarato ad esempio ottimista riguardo ai riflessi ecumenici del discorso del Papa. Come riporta la testata “Baptist News Global”, secondo Harmon, che insegna storia della teologia alla Gardner-Webb University School of Divinity, «Francesco ha scelto deliberatamente di mettere l’una accanto all’altra nel suo discorso le figure di tre Cristiani Americani esemplari [non considera Lincoln], e penso questo sia significativo a livello ecumenico. […] La loro menzione da parte del papa costituisce un forte passaggio nello tentativo di creare armonia fra tutte le tradizioni Cristiane. Le tre personalità citate, compreso King, sono ad esempio commemorate nel calendario dei santi della Chiesa Episcopale ed in quello di altre confessioni. Il papa non li ha additati come santi, ma come modelli da imitare fra tutti i Cristiani».

Riferendosi in particolare alla citazione di Martin Luther King, Harmon ha aggiunto: «Il papa ha elogiato un Battista come esempio di una vita cristiana vissuta. I Battisti possono imparare da questo comportamento a riconoscere anche al di fuori della loro chiesa dei modelli di santità per la vita cristiana» (cit. in Jeff Brumley, “Pope invokes MLK, a Baptist, as a Christian life to emulate, in Baptist News Global”, September 25, 2015).

Anche un altro noto esponente del mondo Battista, Curtis Freeman, che è “research professor” di teologia e studi battisti alla Duke University, è intervenuto dopo il discorso del Papa elogiandolo e, in particolare, definendo i cattolici Dorothy Day e Thomas Merton «santi nel servizio ai poveri e nella costruzione di una spiritualità di pace». «Abbiamo bisogno delle storie di santi come questi, perché illuminano le nostre vite e ci dimostrano, “in carne e sangue”, cosa sia la bontà e la generosità» (art. cit.).

Papa Francesco ha fatto anche riferimento a una frase del famoso discorso di M. L. King “I have a dream”, pronunciato il 28 agosto 1963 davanti al Lincoln Memorial di Washington. «Riprendendo le sagge parole del reverendo Martin Luther King – ha detto Bergoglio – possiamo dire che siamo stati inadempienti in alcuni impegni, e ora è giunto il momento di onorarli» (nel discorso originale del Papa: «We have defaulted on a promissory note and now is the time to honor it»).

Nel famoso intervento citato dal Pontefice, Martin Luther King richiamava gli obblighi e gli impegni per l’eguaglianza sanciti nella Costituzione e nella Dichiarazione di indipendenza americane. Pronunciando parole rivocate moltissime volte in discorsi, canzoni e film di quest’ultimo mezzo secolo, il leader nero rivendicava di fronte a tutta l’opinione pubblica degli Stati Uniti: «È ovvio che oggi l’America è venuta meno a questo “pagherò” per quel che riguarda i suoi cittadini di colore, che sono preoccupati. Invece di onorare questo suo sacro obbligo l’America ha consegnato al popolo dei neri un assegno fasullo, un assegno che è stato marcato con la scritta “fondi insufficienti”».

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Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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