COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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«La fame è scandalo, ingiustizia e peccato»

Nell’udienza al Banco alimentare il Papa denuncia «lo spreco di cibo» e lancia un nuovo appello per l’accoglienza dei rifugiati (Giacomo Galeazzi, Vaticaninsider 3/10/2015)

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«Sprecare cibo e negarlo ai poveri è un’ingiustizia, anzi di più: è un peccato». Carità e misericordia. «La fame oggi ha assunto le dimensioni di un vero scandalo che minaccia la vita e la dignità di tante persone: uomini, donne, bambini e anziani», richiama Jorge Mario Bergoglio che prima di iniziare il suo discorso chiede un po’ d’acqua. «Non si può parlare con la bocca secca», scherza. L’ingresso nell’aula Paolo VI è per Francesco un’interminabile camminata tra due schiere di bambini da baciare e mani da stringere. Il Papa non nega un gesto a nessuno fino al commovente abbraccio con i disabili in prima fila.

Per il Pontefice che contrasta la «cultura dello scarto» l’udienza ai volontari del Banco alimentare non poteva essere un’udienza come le altre. Nel discorso che ha rivolto alla Fondazione nata dall’esperienza solidale di Comunione e Liberazione, Francesco ha lodato «questa significativa rete di carità: da 25 anni siete quotidianamente impegnati sul fronte della povertà e la vostra preoccupazione è quella di contrastare lo spreco di cibo, recuperarlo e distribuirlo alle famiglie in difficoltà e alle persone indigenti». Quindi «vi ringrazio per quello che fate e vi incoraggio a proseguire su questa strada».

Il Papa richiama l’attenzione sulla «ingiustizia, anzi sul peccato» e cioè: «In un mondo ricco di risorse alimentari, grazie anche agli enormi progressi tecnologici, troppi sono coloro che non hanno il necessario per sopravvivere». E questo «non solo nei Paesi poveri, ma sempre più anche nelle società ricche e sviluppate». E, sottolinea il Pontefice, la situazione è aggravata dall’aumento dei flussi migratori, che portano in Europa migliaia di profughi, fuggiti dai loro Paesi e bisognosi di tutto. Perciò, «possiamo educarci all’umanità, a riconoscere l’umanità presente in ogni persona, bisognosa di tutto: forse pensava proprio a questo Danilo Fossati, imprenditore del settore alimentare e fondatore del Banco alimentare, quando confidò a Don Giussani il suo disagio di fronte alla distruzione di prodotti ancora commestibili vedendo quanti in Italia soffrivano la fame».

Don Giussani, prosegue Jorge Mario Bergoglio, ne rimase colpito e disse: «Poche volte mi era capitato di incontrare un potente che scegliesse di dare senza chiedere nulla in cambio e mai avevo conosciuto un uomo che desse senza voler apparire. Il Banco è stata la sua opera. Mai pubblicamente, sempre in punta di piedi, l’ha seguita dal suo nascere».
Il Banco Alimentare, puntualizza Francesco, «ha la sua radice nel cuore di questi due uomini, che non sono rimasti indifferenti al grido dei poveri e hanno compreso che qualcosa doveva cambiare nella mentalità delle persone, che i muri dell’individualismo e dell’egoismo dovevano essere abbattuti. Continuate con fiducia questa opera, attuando la cultura dell’incontro e della condivisione». Un fiume che «alimenta la speranza di milioni di persone: voi incontrate ogni giorno centinaia di persone. Non dimenticate che sono persone e non numeri, ciascuno con il suo fardello di dolore che a volte sembra impossibile da portare». Tenendo sempre presente questo, «saprete guardarli in faccia, stringere loro la mano, scorgere in essi la carne di Cristo e aiutarli anche a riconquistare la loro dignità e a rimettersi in piedi». E le difficoltà «che sicuramente incontrate non vi scoraggino”.

Spreco

Ogni anno in Italia lungo la filiera agroalimentare, dai campi al consumatore finale, si producono 5,6 milioni di tonnellate di cibo in eccedenza, di cui 5,1 milioni diventano spreco, per un valore di 12,6 miliardi di euro l’anno, 210 euro per persona. Secondo l’indagine «Surplus Food Management Against Food Waste. Il recupero delle eccedenze alimentari. Dalle parole ai fatti», promossa da Politecnico di Milano e Fondazione Banco alimentare, lo spreco alimentare viene generato per il 53% dalle aziende della filiera, ma anche il consumatore fa la sua parte (47%). Il recupero e la ridistribuzione delle eccedenze è però in aumento (si è passati dal 7,5% di 4 anni fa al 9% circa oggi) grazie al diffondersi di best practice e a una maggiore consapevolezza sociale. Anche il recupero ha i suoi costi (da 0,2 a 2 euro al kg in funzione dello stadio della filiera), ma considerando il valore del cibo recuperato si ha un «effetto moltiplicatore» (rapporto tra valore recuperato e costo per il recupero) che varia da 3 a 10 euro. Il costo dello spreco alimentare, però, non è solo sociale ed economico ma anche ambientale: un impatto pari a 13 milioni di tonnellate di Co2, quelle utilizzate per produrre questi alimenti. Manca però un sistema di incentivi alla donazione delle eccedenze; sono previste invece delle agevolazioni fiscali dal punto di vista dell’Iva (esenzione della donazione e possibilità di recupero dell’Iva versata per la produzione o acquisto) e dal punto di vista delle imposte dirette.
Per passare da 500mila a 1 milione di tonnellate di cibo recuperato occorre approvare una legge che sia utilizzabile dai donatori e dai beneficiari, che stimoli le donazioni attraverso procedure certe e semplici. Oggi spesso la decisione di non recuperare cibo è motivata dalla complessità burocratica richiesta alle aziende.

In conclusione, se da un lato il quadro normativo italiano ha dimostrato di essere efficace nel promuovere la donazione di eccedenze, dall’altro si avverte l’esigenza di un’armonizzazione del quadro normativo perché possa efficacemente indirizzare donazione, recupero e distribuzione ai fini di solidarietà sociale, all’interno di un sistema in cui ogni attore possa essere incentivato nel ruolo che gli compete, ivi compresa l’autorità pubblica nella prevenzione dello spreco alimentare e nella lotta alla povertà. Nel 2014, la Rete Banco alimentare ha recuperato circa 40.448 tonnellate di eccedenze alimentari, 1.043.351 porzioni di piatti pronti e 319 tonnellate tra pane, frutta e altri prodotti freschi dalla ristorazione organizzata, dalle mense aziendali e dalle mense scolastiche. Da maggio 2015 a settembre ha recuperato da Expo quasi 20 tonnellate di alimenti, tra cui prodotti freschi (frutta, verdura e latticini), a seguire pane, panini imbottiti e alimenti misti secchi, tra cui pasta, farina e legumi.

Ogni giorno gli alimenti vengono ridistribuiti gratuitamente a 8.669 strutture caritative che aiutano 1.910mila poveri in Italia. Un’attività resa possibile grazie al lavoro quotidiano di 1.869 volontari.Il quadro normativo ha dimostrato di essere efficace nel promuovere la donazione di alimenti e il recupero di eccedenze alimentari ai fini di solidarietà sociale. Nel 2003 è stata approvata la cosiddetta «legge del Buon Samaritano», che considera le onlus «consumatori finali». Nel 2013, poi, la legge 147/2013 ha stabilito che i donatori di alimenti devono garantire un adeguato stato di conservazione, trasporto, deposito e uso dei prodotti alimentari donati, ciascuno per la parte di competenza.

Al termine dell’udienza il Papa ha invitato a pregare la Madonna. E ha recitato con i fedeli un’Ave Maria raccomandando di dedicarla a chi ha fame.

Un commento su “«La fame è scandalo, ingiustizia e peccato»

  1. Las Bienaventuranzas!

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Questa voce è stata pubblicata il 03/10/2015 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag , , .

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