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«Strappata dall’abisso», la storia di Milly Gualteroni.

Una giornalista della carta patinata nella «Milano da bere» soffre di una tremenda depressione e tenta per tre volte di togliersi la vita. Ma nell’abisso della malattia riscopre la fede e guarisce (vaticaninsider, Andrea Tornielli, 7/11/2015)

«Strappata dall'abisso», la storia di Milly Gualteroni

Una profonda depressione che si presenta a ogni anniversario dei suicidi del fratello e del padre. Un’esistenza libertina alla ricerca di un significato. Tre drammatici tentativi di togliersi la vita, grida mute di una donna che chiede disperatamente aiuto. Infine l’affacciarsi della domanda: «E se fosse una chiamata di Dio?», che la conduce alla fede attraverso personalissime esperienze. È la storia appassionatamente raccontata dalla giornalista Milly Gualteroni nel libro, «Strappata dall’abisso. Dagli psicofarmaci alla fede» (Edizioni Ares, pp. 210, 13 euro), che rilegge la depressione con gli occhi della conversione.

La copertina del libroMilly è una ragazza di antica e solida famiglia lombarda: dopo una formazione culturale brillante e internazionale e dopo alcuni anni di insegnamento, diventa giornalista nelle riviste patinate alla moda della «Milano da bere». Sono anni vissuti tra un turbinio di attività e relazioni senza vincoli etici. Ma dietro al volto sicuro della donna in carriera si nasconde un dramma. Una depressione devastante che due volte all’anno la prostra completamente. Non sono date causali. Sono le ricorrenze di due gravi lutti in famiglia, due suicidi. Quello del fratello maggiore e poi quello dell’amatissimo padre, noto medico, che si toglie la vita quando è malato terminale di tumore. Una malattia, quella del padre, che Milly scopre all’improvviso, quando sbarcando dall’aereo di ritorno da un soggiorno di studio negli Usa lo rivede smagrito, sofferente e invecchiato.

La depressione non le dà scampo. Non ci sono medici, esperti, specialisti e farmaci che tengano. Il baratro in cui viene trascinata è sempre più oscuro. I medicinali diventano una schiavitù e non è un caso che Milly cercherà di togliersi la vita iniettandosi nelle vene una mega dose. A leggere le pagine dove vengono descritti questi tentati suicidi, particolarmente drammatico quello in cui si getta in un canale, se ne ricava l’impressione che ognuno di questi gesti disperati fosse in realtà un grido soffocato, una inespressa richiesta di aiuto. La giornalista compie il gesto con determinazione ma c’è sempre qualcosa, un ultimo appiglio, un barlume di consapevolezza, che la trattiene dall’abbandonarsi totalmente al buio.

«E se fosse una chiamata di Dio?». Una domanda che si insinua all’improvviso, macerando lentamente la coscienza. Si insinua con il metodo di Dio, che è quello di sussurrare, di arrivare come una brezza leggera, che sempre rispetta la sacralità del libero arbitrio. A partire da quella domanda, aiutata da segni inspiegabili nei quali l’autrice legge immediatamente la presenza del soprannaturale, Milly Gualteroni comincia la scalata per uscire dal buco nero dov’era scivolata. Ma ora ad aiutarla c’è una luce inattesa che porta con sé la liberazione del corpo e dell’anima.

Il libro-confessione, nelle cui pagine l’autrice non rinuncia a raccontare il suo dramma e la sua intima Via Crucis, è un messaggio positivo per tutti. Per chi cerca e per chi soffre dello stesso male oscuro. Come per chi vuole confrontarsi con i drammi più profondi della vita che hanno a che fare con gli abissi dell’anima.

«Per un’intera vita – ha detto l’autrice presentando il libro – ho tentato di annullare la mia sofferenza nella pacificazione dei sensi, di fuggire al dolore rifugiandomi nella distrazione e nello stordimento del piacere sensuale. Finalmente, ho compreso che Dio ci vuole vivi nelle asprezze, nelle fatiche, nella nostra nudità. Ho sperimentato che più accetti la prova del dolore, più fai esperienza dei suo aiuto, del suo soccorso, del suo potente amore! È questa, nella mia esperienza, la sua Misericordia, quel braccio teso che mi fatto uscire dal fiume dove stavo per annegare, quel balsamo profumato che ha lenito il dolore delle spine dei rovi che, in quell’afoso quattro agosto 1990, mi sfregiarono il viso e il corpo. Non lo compresi subito… A lungo, il mio orgoglio intellettuale si è eretto a ostacolo tra me e il Signore. Ma quando, finalmente, mi sono arresa, quando ho ceduto, sono stata inondata dalla Sua gioia misericordiosa. Sostegno che non sottrae alle fatiche della vita, ma davvero rende il giogo leggero».

Strappata dall’abisso
Dagli psicofarmaci alla fede
Edizioni Ares, pp. 210, 13 euro

Un commento su “«Strappata dall’abisso», la storia di Milly Gualteroni.

  1. DIOS nos habla en cualquier momento, basta saberlo escuchar!

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Questa voce è stata pubblicata il 21/11/2015 da in Attualità sociale, ITALIANO con tag .

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Combonianum è stato una pubblicazione interna di condivisione sul carisma di Comboni. Assegnando questo nome al blog, ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e patrimonio carismatico.
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I am a Comboni missionary with ALS. I opened and continue to curate this blog (through the eye pointer), animated by the desire to stay in touch with the life of the world and of the Church, and thus continue my small service to the mission.
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