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Giubileo (10) La tradizione dell’Anno Santo.

La tradizione dell’Anno Santo è cominciata con Papa Bonifacio VIII nel 1300

La tradizione dell’Anno Santo

(Luis Badilla – Francesco Gagliano, “Il sismografo”)  Era il Natale 1499 quando fu aperta per la prima volta la Porta Santa nella Basilica di San Pietro (1)  e quindi da allora sono passati 516 anni. Già oltre mezzo millennio fa la Porta Santa aveva il significato che conserva anche oggi: il simbolo del passaggio che ogni cristiano deve fare dal peccato alla grazia.  Gesù disse: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo“. L’Evangelista Giovanni, nel capitolo 10, dal versetto 1 al 18, riporta le parole di Gesù sulla porta, le pecore e il pastore, e da qui prende corpo e significato il rito della Porta Santa. 

 

Le cronache raccontano che Papa Alessandro VI, nel 1499, stabilì  che la Porta venisse aperta non solamente a San Giovanni in Laterano, dove già era stata aperta 76 anni prima, ma anche nelle altre basiliche romane: San Pietro, Santa Maria Maggiore e San Paolo fuori le Mura.
Il fiorentino domenicano Giovanni Rucellai racconta (nel 1450) che fu Papa Martino V ad aprire nel 1423, per la prima volta nella storia degli anni giubilari, la Porta Santa, e come già detto, ciò accade nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Allora gli Anni Santi o Giubilari si celebravano con scadenze regolari.
La tradizione dell’Anno Santo è cominciata con Papa Bonifacio VIII nel 1300. Bonifacio VIII aveva previsto un giubileo ogni secolo. Dal 1475 – per permettere a ogni generazione di vivere almeno un Anno Santo – il giubileo ordinario fu cadenzato con il ritmo dei 25 anni. Un giubileo straordinario, invece, viene indetto in occasione di un avvenimento di particolare importanza. 

1300: primo Anno Santo.

Uno dei più importanti successi del pontificato di Bonifacio fu senz’altro l’istituzione del Giubileo. Sul finire del 1299 moltissimi pellegrini si erano radunati a Roma, spinti da un vero e proprio moto popolare spontaneo, che rendeva pieno di grandi aspettative il secolo che stava per iniziare. Prendendo così spunto da questa vasta iniziativa spontanea ed ispirandosi sia alla leggenda dell’Indulgenza dei Cent’anni, risalente almeno a Innocenzo III, che alla Perdonanza, voluta dal suo predecessore Celestino V, Bonifacio istituì l’Anno Santo, durante il quale potevano lucrare l’indulgenza plenaria tutti i fedeli che avessero fatto visita alle Basiliche di San Pietro e di San Paolo fuori le mura. L’Anno Santo fu formalmente indetto il 22 febbraio 1300, con la bolla Antiquorum habet fida relatio, ma con indulgenze retroattive al 24 dicembre 1299; nella bolla era anche stabilito che l’Anno Santo si sarebbe ripetuto, in futuro, ogni cento anni.
Il Giubileo ebbe un grande successo e l’afflusso di pellegrini a Roma fu enorme (il Villani parla di 300.000 pellegrini[35]). A parte la diffusa e sentita necessità di indulgenza in quel periodo (anche la partecipazione alle crociate offriva questo stesso beneficio), l’arrivo dei pellegrini a Roma da tutto il mondo, oltre a significare un notevole apporto di denaro, esaltava la magnificenza della Città Eterna e consolidava il primato ed il prestigio del Pontefice.” (3)

Gli Anni Santi ordinari celebrati fino ad oggi sono 26. L’ultimo è stato il Giubileo del 2000. La consuetudine di indire giubilei straordinari risale al XVI secolo. Gli ultimi Anni Santi straordinari, del secolo scorso, sono stati quelli del 1933, indetto da Pio XI per il XIX centenario della Redenzione, e quello del 1983, indetto da Giovanni Paolo II per i 1950 anni della Redenzione. (4)

Papa Alessandro VI “volle inoltre che le norme del Cerimoniale dell’Anno Santo, ancora non definite nei dettagli dai suoi predecessori, fossero più precise, in particolare in relazione ai riti di apertura e chiusura della Porta Santa. La composizione dei riti fu affidata dal Papa al vescovo Johannes Burckardt, Maestro delle Cerimonie Pontificie. La Porta Santa del Giubileo del 1500 venne aperta la notte della vigilia di Natale del 1499 e venne chiusa nella solennità dell’Epifania del 1501. Il Rituale predisposto da Burckardt e approvato dal Papa è quello in uso in tutti i giubilei successivi, salvo per alcune piccole modifiche introdotte nel 1525 dal Maestro di Cerimonie Biagio da Cesena.” (2)

Riti

Apertura:
il Papa si veste in una stanza del Palazzo Apostolico e poi, insieme con i Cardinali, si reca nella Cappella Sistina dove ha luogo l’invio dei Cardinali delegati all’apertura delle altre porte e l’adorazione del Santissimo Sacramento; la processione si dirige verso la Porta Santa accompagnata dai canti Iubilate Deo e Veni Creator Spiritus; il Papa recita la preghiera Deus qui per Moysem; poi riceve il martello, recita i versi Aperite mihi portas iustitiae e percuote tre volte il muro della Porta Santa; il Papa ritorna al suo seggio e recita la preghiera Actiones nostras; i muratori proseguono l’opera di apertura mentre si canta il salmo Iubilate Deo omnis terra; il Pontefice si inginocchia sulla soglia della porta; il Papa passa per primo per la Porta Santa mentre il coro canta il Te Deum laudamus; la processione si dirige verso l’altare per la celebrazione dei Vespri.

Chiusura:
il Papa entra in processione nella Basilica attraverso la Porta Santa e presiede i Vespri; il Pontefice invia quindi i Cardinali delegati alla chiusura delle porte delle altre basiliche; segue la processione prima verso le reliquie e poi verso la Porta Santa accompagnata dai canti secondo quanto previsto dal Cerimoniale, si compie l’ostensione e adorazione delle reliquie del Sudario di Veronica e della Lancia; il Papa esce per ultimo dalla Porta Santa; egli benedice le pietre e i mattoni; con la cazzuola spalma la calce sulla soglia della Porta Santa e vi mette sopra tre mattoni e alcune monete d’oro e d’argento; vengono quindi messi altri mattoni e poi i muratori, fuori e dentro la Basilica, concludono l’opera di chiusura della Porta mentre il coro canta l’inno Caelestis Urbs Ierusalem; il Papa dice la preghiera Deus qui in omni loco e sale sulla Loggia della Basilica per impartire la solenne Benedizione Apostolica.”

La Porta Santa di San Pietro

La Porta Santa attuale è opera dello scultore Vico Consorti (1902-1979), che vinse il concorso per la realizzazione della Porta per il Giubileo del 1950. Eseguita in 11 mesi, la Porta Santa fu inaugurata la vigilia di Natale del 1949 e donata da Mons. Francesco Von Streng, vescovo di Lugano e Basilea e dai suoi fedeli come omaggio al Papa della pace Pio XII, in ringraziamento al Signore per aver preservato la Svizzera dagli orrori della guerra. Il ciclo scultore narra la storia umana dall’alba ai giorni nostri in sedici formelle.
Il Giubileo inizia con l’apertura della Porta Santa di San Pietro e si conclude con la sua chiusura. Per il Giubileo Straordinario della Misericordia le date sono quelle dell’8 dicembre 2015 e del 20 novembre 2016.
Sono state stabilite anche le date di apertura e chiusura in altre basiliche: per le tre basiliche papali, per esempio, l’apertura sarà il 13 dicembre per San Giovanni in Laterano e San Paolo fuori le mura, il 1 gennaio 2016 per Santa Maria Maggiore.

(1) Una piccola porta, probabilmente di servizio, che si trovava nella parte sinistra della facciata della Basilica di San Pietro, fu allora allargata e trasformata in Porta Santa, proprio nel luogo in cui si trova ancora oggi.
(2) Fonte

(3)  Claudio Rendina, La vita segreta dei Papi, Mondadori, Cap 17: “L’invenzione dell’Anno Santo”, p. 87- Del grande afflusso di pellegrini parla anche Dante Alighieri.
(4) Avvenire

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Un commento su “Giubileo (10) La tradizione dell’Anno Santo.

  1. Es siempre el Señor, nuestro Padre, quien nos ofrece su Misericordia!

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Questa voce è stata pubblicata il 08/12/2015 da in Fede e Spiritualità, Giubileo, ITALIANO con tag , , .

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