COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Commento al vangelo della II settimana di Pasqua

Commento di Paolo Curtaz
sul vangelo della II settimana di Pasqua

Cristo Risorto31.png

ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE
Is 7,10-14; 8,10   Sal 39   Eb 10,4-10   Lc 1,26-38:
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.

Celebriamo oggi, con qualche settimana di ritardo, la festa dell’annunciazione, convenzionalmente fissata nove mesi prima di Natale. Il richiamo all’inizio dell’avventura di Gesù ci permette di riflettere sulla volontà salvifica che da subito desidera per l’uomo la salvezza. Incarnazione e resurrezione fanno parte della stessa logica: per amore Dio diventa uno di noi, per raccontarsi, per svelarsi e per amore decide di andare fino in fondo, fino alla morte di croce per vincere sulla tenebra. Anche gli apostoli colgono lo stesso disegno ma solo dopo avere ricevuto lo Spirito Santo ed essersi aperti all’intelligenza delle Scritture. Troppo spesso, invece, abbiamo fatto del Natale una specie di festa a sé stante, festa piena di emozioni infantili che solletica i sensi senza convertire i cuori. Bene hanno fatto i fratelli ortodossi a rappresentare il Natale nelle loro icone dipingendo un neonato avvolto dal sudario e deposto nella tomba… Quel bambino è già il crocifisso e risorto, è già colui che è disposto ad andare fino in fondo nel dono assoluto di sé. Viviamo questo richiamo agli inizi con gratitudine e stupore: la volontà salvifica di Dio non si ferma davanti a nulla…      

Martedì della II settimana di Pasqua
At 4,32-37   Sal 92   Gv 3,7-15:
Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.

Ora tutto è chiaro. Ora che il Signore risorto illumina la mente e il cuore dei discepoli, tutto acquista un senso e una dimensione diversa. Così i discepoli riprendono in mano le parole del Maestro e le rileggono alla luce di ciò che è avvenuto. Fra i vari episodi uno in particolare acquista un significato nuovo: l’incontro di Gesù con Nicodemo, capo dei farisei. È Nicodemo stesso, divenuto discepolo, a parlarne. È andato da Gesù di notte per imbarazzo: il Nazareno è un personaggio particolare, è rischioso frequentarlo, meglio farlo di nascosto. E Gesù lo aveva invitato ad uscire dai suoi schemi mentali, a rinascere dall’alto. Nicodemo, allora, aveva tentennato: tutta la sua preparazione teologica non gli era servita davanti all’enigma proposto da Gesù. Alla luce del risorto tutto è chiaro; anche quel curioso riferimento all’episodio dei morsi dei serpenti velenosi aveva un significato: come Mosè aveva fatto fondere un serpente in bronzo per poi innalzarlo, così che gli ebrei morsicati dai serpenti potessero guarire, così Cristo, innalzato sulla croce, libera i discepoli dal morso del peccato e della morte. Anche noi siamo invitati a rileggere la nostra vita alla luce della resurrezione…      

Mercoledì della II settimana di Pasqua
At 5,17-26   Sal 33   Gv 3,16-21:
Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Dio ha talmente amato il mondo da mandare suo figlio a salvare il mondo. Questa affermazione di Gesù raccolta da un tentennante Nicodemo, capo dei farisei, e riconsegnata ai discepoli, diventa la chiave di lettura del progetto divino sull’umanità. Il nostro Dio ama e salva, desidera la nostra felicità più di quanto noi stessi la sappiamo desiderare. Dobbiamo abbandonare la nostra piccina idea di un Dio severo pronto a coglierci in fallo. Gesù ha dimostrato con la sua predicazione e con la sua vita che il suo Dio è un padre/madre pieno di ogni tenerezza e compassione. Ma Dio non è nemmeno un bonaccione, un innocuo Babbo Natale che dà pacche sulle spalle. La vita è una cosa seria e la felicità un percorso che richiede fatica e costanza: la croce di Gesù testimonia, se ancora ce ne fosse bisogno, fino a che punto Dio è disposto ad amarci e a collaborare alla nostra gioia. Prendiamo molto sul serio il messaggio del Vangelo, siamo stati amati a caro prezzo: accogliamo la proposta di conversione del Signore, lasciamo che sia la sua Parola a guidare i nostri passi, ad orientare le nostre scelte. Oggi viviamo da salvati!      

Giovedì 7 Aprile – San Giovanni Battista de La Salle
At 5,27-33   Sal 33   Gv 3,31-36:
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

Gesù racconta ad uno spaesato Nicodemo il cuore del suo messaggio: egli è venuto per rendere testimonianza al Padre perché lui e Dio sono una cosa sola. Gesù vuole smontare l’idea approssimativa di Dio che l’uomo si è fatta, ma anche l’idea a volte zoppicante che ne ha Israele. Dio non è uno che ti premia se ti comporti osservando scrupolosamente i suoi precetti, come pensavano i farisei, ma colui che desidera salvarti e opera perché questa salvezza si realizzi. Gesù manifesta il vero volto di Dio: siamo talmente abituati a questa affermazione da non sobbalzare più quando la udiamo! La domanda birichina da porci, allora, è sempre la stessa: il Dio in cui credo è il Dio di Gesù? Conosco molti cristiani che hanno una qualche idea religiosa ma che, spesso, di Dio si fanno un’idea davvero orribile! Tutta la nostra vita diventa una conversione dall’idea di Dio che portiamo nel cuore a quella splendida e adulta raccontata da Gesù. Leggere e meditare correttamente la Parola, scrutarne il significato animati dallo Spirito e guidati dall’esperienza millenaria della comunità cristiana ci permette di verificare continuamente la verità della nostra fede.      

Venerdì della II settimana di Pasqua
At 5,34-42   Sal 26   Gv 6,1-15:
Gesù distribuì i pani a quelli che erano seduti, quanto ne volevano.

Ha ragione Filippo, come dargli torto! Sono cinquemila le famiglie presenti, con duecento denari, l’equivalente di duecento giornate di lavoro, si riuscirebbe a malapena a dar loro il necessario per calmare la fame. Fa sorridere il gesto ingenuo e disarmante dell’adolescente che offre a Gesù la propria merenda. Cosa mai si riuscirà a fare con così poco? Eppure Gesù preferisce la folle iniziativa del ragazzo alla ponderata analisi dell’apostolo. Perché lascia spazio alla fantasia di Dio, perché sa che ha a che fare con l’inaudito perenne del Maestro. Perché sa che esiste una dimensione che ci sfugge, che va oltre le nostre analisi corrette. Giovanni è l’unico evangelista a sottolineare questo particolare, a dirci che i famosi pochi pani e pesci che sfameranno la folla provengono da un ragazzo che diventa il modello del nostro agire pastorale, della nostra fede. Invece di passare il tempo a vedere le tante cose che non vanno nella nostra parrocchia e nella Chiesa in generale, mettiamo in gioco quel poco che abbiamo, il resto sarà Dio a farlo. Facciamo nostro quel tocco di follia che ci aiuta ad entrare nel grande sogno di Dio!      

Sabato della II settimana di Pasqua
At 6,1-7   Sal 32   Gv 6,16-21:
Videro Gesù che camminava sul mare.

Prendiamo sulla barca della nostra vita il Signore. Prendiamolo quando siamo in un momento di fatica, di difficoltà, di stordimento. Quando abbiamo l’impressione di affondare con tutto ciò che siamo, con i nostri sogni e le nostre certezze. Quando la Chiesa cui apparteniamo e che amiamo, nonostante i limiti, sembra essere travolta dalle acque minacciose della storia. Quando qualcuno, sulla barca della Chiesa, ci mette impegno a bucare lo scafo, facendolo affondare. È quello il momento di prendere il Signore con noi, di portarlo con noi nelle vicende quotidiane delle nostre piccole vite. I discepoli hanno appena assistito allo strabiliante segno della moltiplicazione dei pani ma ancora non hanno capito. Se Dio è capace di sfamare migliaia di uomini adulti partendo dalla merenda di un adolescente, come non riuscirà a sostenerci nel momento della difficoltà? Ma siamo noi a dover guidare, Dio ci crede capaci di condurre le nostre vite in mezzo alle onde minacciose. Siamo noi, troppo spesso, a non credere di potercela fare… Oggi il Signore risorto ci raggiunge là dove siamo e ci chiede di fidarci, di farlo salire. Facciamolo.      

III DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)
At 5,27-32.40-41   Sal 29   Ap 5,11-14   Gv 21,1-19:
Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro, così pure il pesce.

Pietro è stato il più presente alle apparizioni del Risorto. Ma niente, nulla, deserto, il suo cuore è rimasto duro e arido. Gesù è vivo certo, ma non per lui. Gesù è risorto e glorioso, vivo, ma lui, Pietro, è rimasto in quel cortile.
L’inizio del vangelo di oggi, è uno dei più tristi momenti del cristianesimo: Pietro torna a pescare. L’ultima volta che era andato a pescare, tre anni prima, aveva incontrato sulla riva quel perdigiorno che parlava del Regno di Dio. Torna a pescare: fine dell’avventura, della parentesi mistica, si torna alla dura realtà. Gli altri apostoli – teneri! – lo accompagnano sperando di risollevare il suo morale. E invece nulla, pesca infruttuosa: il sordo dolore di Pietro allontana anche i pesci. Ma Gesù, come spesso accade, aspettava Pietro alla fine della sua notte. Il clima è pesante. Nessuno fiata. Solo quel rompiscatole si avvicina per attaccare bottone e chiede notizie sulla pesca. Nessuno ha voglia di parlare, sono tutti affaccendati a riordinare le reti, la schiena curva, il capo chino, il cuore asciutto e sanguinante. «Riprendete il largo e gettate le reti» Tutti si fermano. Andrea guarda Giovanni che guarda Tommaso che guarda Pietro. Come scusa? Cos’ha detto? Cosa? Nessuno fiata, riprendono il largo, gettano le reti dalla parte debole e accade. È lui. Gesù non vuole che ci perdiamo: ci raggiunge là dove siamo, senza demordere, ci aspetta alla fine di ogni notte.

Lunedì 4 Aprile >
(SOLENNITA’ – Bianco)
ANNUNCIAZIONE DEL SIGNORE
Is 7,10-14; 8,10   Sal 39   Eb 10,4-10   Lc 1,26-38:
Ecco concepirai un figlio e lo darai alla luce.
Martedì 5 Aprile >
(Feria – Bianco)
Martedì della II settimana di Pasqua
At 4,32-37   Sal 92   Gv 3,7-15:
Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo.
Mercoledì 6 Aprile >
(Feria – Bianco)
Mercoledì della II settimana di Pasqua
At 5,17-26   Sal 33   Gv 3,16-21:
Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Giovedì 7 Aprile >
(Memoria – Bianco)
San Giovanni Battista de La Salle
At 5,27-33   Sal 33   Gv 3,31-36:
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.
Venerdì 8 Aprile >
(Feria – Bianco)
Venerdì della II settimana di Pasqua
At 5,34-42   Sal 26   Gv 6,1-15:
Gesù distribuì i pani a quelli che erano seduti, quanto ne volevano.
Sabato 9 Aprile >
(Feria – Bianco)
Sabato della II settimana di Pasqua
At 6,1-7   Sal 32   Gv 6,16-21:
Videro Gesù che camminava sul mare.
Domenica 10 Aprile >
(DOMENICA – Bianco)
III DOMENICA DI PASQUA (ANNO C)
At 5,27-32.40-41   Sal 29   Ap 5,11-14   Gv 21,1-19:
Viene Gesù, prende il pane e lo dà loro, così pure il pesce.
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Questa voce è stata pubblicata il 04/04/2016 da in ITALIANO, Liturgia, Settimana - commento con tag .

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