COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Commento al vangelo della X settimana del Tempo Ordinario

Commento al vangelo
X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Commento al vangelo della X settimana del Tempo Ordinario.jpg

Lunedì 6 Giugno >
(Feria – Verde)
Lunedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 17,1-6   Sal 120   Mt 5,1-12: Beati i poveri in spirito.
Martedì 7 Giugno >
(Feria – Verde)
Martedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 17,7-16   Sal 4   Mt 5,13-16: Voi siete la luce del mondo.
Mercoledì 8 Giugno >
(Feria – Verde)
Mercoledì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 18,20-39   Sal 15   Mt 5,17-19: Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.
Giovedì 9 Giugno >
(Feria – Verde)
Giovedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 18,41-46   Sal 64   Mt 5,20-26: Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.
Venerdì 10 Giugno >
(Feria – Verde)
Venerdì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 19,9.11-16   Sal 26   Mt 5,27-32: Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.
Sabato 11 Giugno >
(Memoria – Rosso)
San Barnaba
At 11,21-26;13,1-3   Sal 97   Mt 10,7-13: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.
Domenica 12 Giugno >
(DOMENICA – Verde)
XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
2Sam 12,7-10.13   Sal 31   Gal 2,16.19-21   Lc 7,36-8,3: Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.

COMMENTO AL VANGELO DI PAOLO CURTAZ

Lunedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 17,1-6   Sal 120   Mt 5,1-12: Beati i poveri in spirito.

Commento su Mt 5,1-12
Si mette a insegnare, il Signore, come fece Mosè sulla montagna. È una nuova Legge quella che Dio dona al suo popolo: non più dieci parole da mandare a memoria ma otto beatitudini da vivere. Non chiede di fare qualcosa, il Signore, ma di riconoscere che nelle scelte che già abbiamo fatto dimora il segreto della felicità autentica. Siamo beati non perché tristi o perseguitati o sconfitti ma perché, pur essendolo, confidiamo in Dio. E facciamo bene a confidare in lui perché sarà proprio lui a colmare il nostro cuore della sua presenza. Non si è beati perché poveri o piangenti, ma perché capaci di confidare nel Signore. La logica delle beatitudini, così distrattamente e colpevolmente ignorata dai cattolici!, è la chiave di volta che ci aiuta a capire il mondo e noi stessi. Solo confidando totalmente in Dio, solo seguendo la sua strada, che a volte pare insensata e perdente agli occhi del mondo, possiamo vivere la felicità dell’appartenere al Regno. Beati noi, allora, se miti, costruttori di pace, fiduciosi, non arroganti, perché sperimentiamo la presenza del Signore. Gesù per primo è colui che, in pienezza, ha vissuto le beatitudini che propone a noi suoi discepoli.      

Martedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 17,7-16   Sal 4   Mt 5,13-16: Voi siete la luce del mondo.

Commento su Matteo 5,13-16

Come si fa a salare il sale? Se il sale perde il suo sapore e la sua funzione non serve più a niente e viene gettato via, giustamente. Siamo noi discepoli a rendere salato il mondo, ad insaporirlo. E se noi discepoli perdiamo credibilità, se infiacchiamo le nostre vite, se trascuriamo la fedeltà al vangelo, se non compiamo opere buone (e belle, riconoscibili) davanti agli altri, chi può dare speranza al mondo? Siamo sale: sbaglia chi pensa di dover trasformare tutta la realtà in sale! Non importa il numero dei cristiani ma la loro testimonianza credibile. Sbaglia chi vagheggia una società cristiana tutta costruita sulla legge di Dio. Siamo sale: sbaglia chi si accontenta di una fede esteriore, di un’appartenenza fiacca e svilita, di una disciplina vissuta controvoglia. Siamo sale: con i cristiani la vita ha più senso, acquista una maggiore profondità, svela la sua profonda dignità. Stiamo attenti a non lasciarci andare allo scoraggiamento, a credere che la fede è solo affare nostro. Il giorno in cui non bruceremo più d’amore, il mondo morirà di freddo.

Mercoledì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 18,20-39   Sal 15   Mt 5,17-19: Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento.

Commento su Mt 5,17-19
Gesù non è anarchico, un creativo che distrugge tutto ciò che l’ha preceduto, un guru carismatico che pensa di avere sempre ragione. Si pone in profonda e fedele continuità con la più autentica esperienza religiosa di Israele cui si ispira. A chi lo accusa di contraddire la Legge, di porsi al di sopra e al di fuori della tradizione, Gesù risponde con veemenza: sono loro (ad essersi posti fuori dalla Legge, inventandosi precetti che sono frutto della tradizione degli uomini. Gesù sa distinguere molto bene ciò che deriva dalla rivelazione di Dio e ciò che, invece, deriva dall’abitudine degli uomini. Perciò intende riportare alla sua origine la Legge di Dio, lasciando che le opinioni, le consuetudini elaborate col passare dei secoli vengano prese per ciò che sono: abitudini sane e belle da non elevare al rango di Parola divina. Anche nella nostra Chiesa e nelle nostre comunità, troppo spesso, confondiamo i piani: un conto è il Vangelo, un conto l’opinione del parroco! Una cosa l’esperienza bi-millenaria della Chiesa, un’altra lo stile introdotto da questa o quella aggregazione ecclesiale! Sappiamo dare il giusto peso alle cose di Dio e a quelle degli uomini. Anche se sono uomini di Chiesa.      

Giovedì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 18,41-46   Sal 64   Mt 5,20-26: Chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio.

Commento su Matteo 5,20-26
Gesù passa dalla teoria ai fatti. Se ha espresso il suo parere riguardo all’interpretazione della Torah, sconfessando l’equiparazione della Legge scritta con la selva di precetti e indicazioni della Legge orale, adesso entra nel dettaglio. Per tre capitoli, nel cosiddetto “discorso della montagna”, Gesù mette a fuoco delle precise situazioni per uscire dall’asfittica prospettiva rabbinica e osare, volando alto. Ciò che caratterizza l’interpretazione scandalosa di Gesù è la sua volontà di riportare la casistica all’origine del precetto. Il brano di oggi si concentra bene sull’idea di violenza e di omicidio: se i rabbini distinguevano chi bisognava evitare di uccidere (i nemici, ovviamente, si potevano serenamente ammazzare), Gesù giunge a invitare i discepoli a considerare omicidio anche la violenza verbale, il pettegolezzo, la malignità, a prendere l’iniziativa per riconciliarsi col fratello, a mettersi nei panni degli altri, senza sentirsi migliori o speciali. Una pagina dura, intransigente, folle, che ricorda ai discepoli il valore della profezia, della testimonianza, del paradosso. Il Maestro per primo vivrà queste indicazioni, fornendoci un chiaro esempio di come il vangelo possa radicalmente cambiare la prospettiva della vita…      

Venerdì della X settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)
1Re 19,9.11-16   Sal 26   Mt 5,27-32: Chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio.

Commento su Mt 5,27-32
È esigente Gesù. Smonta pezzo per pezzo le nostre interpretazioni annacquate delle sue richieste… Quante volte ci avviciniamo alla fede come se Dio fosse l’Agenzia delle Entrate: le tasse bisogna pur pagarle, ma meno se ne pagano e meglio è! A qualcosa bisogna pur credere, ma se per credere bisogna anche convertirsi, allora contrattiamo il minimo sindacale. Negli affetti, ad esempio: qualche pensiero osceno non fa certo male, qualche fantasia non procura danni, tanto poi resto fedele al mio coniuge… Gesù propone un atteggiamento completamente diverso: Dio ha voluto sin dall’inizio la coppia, un uomo e una donna che si amassero per tutta la vita, compagni di viaggio verso la pienezza. L’interpretazione riduttiva e maschilista del rapporto di coppia non è il sogno di Dio, non è il progetto che egli ha voluto. Gesù ce lo ricorda, dicendo che vale la pena di sacrificare ogni cosa per perseguire questo sogno, per realizzare questo progetto. Prendiamo sul serio le parole del Maestro: la fede può davvero illuminare e cambiare radicalmente la nostra vita, anche quando si tratta della vita affettiva e di coppia. Che bello poterlo dire in questi fragili tempi in cui si ha paura di amare!      

Sabato 11 Giugno (Memoria – Rosso) San Barnaba
At 11,21-26;13,1-3   Sal 97   Mt 10,7-13: Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Commento su Mt 10,7-13
Barnaba, che celebriamo oggi, è una delle figure di riferimento della primitiva comunità cristiana. La sua storia coinvolge e commuove ancora: Barnaba è diventato discepolo, ha venduto un campo per aiutare la comunità, è l’unico ad avere avuto il coraggio di andare a cercare Saulo e a garantire per lui. Lo ha accompagnato durante i suoi primi viaggi missionari e, soprattutto, è passato alla storia per essere un grande incoraggiatore. Figlio dell’esortazione, Barnaba ha saputo sostenere le neonate comunità cristiane pagane guardate con parecchia diffidenza da Gerusalemme. Di quanti “Barnaba” abbiamo bisogno, oggi! Nella Chiesa, anzitutto, dove è frequente incontrare persone severe, censori implacabili, spara sentenze che, in nome dell’ortodossia e della presunta tradizione rilasciano patentini di cattolicità. Ma anche nel mondo, dove lo scoramento sembra prevalere e si fa a gara per distruggere il positivo che riusciamo a costruire. Impegniamoci, oggi, a diventare anche noi “figli dell’esortazione”: a incoraggiare, ad aiutare gli altri a vedere le cose positive, i progressi che fanno, le cose buone che possiedono…      

XI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)
2Sam 12,7-10.13   Sal 31   Gal 2,16.19-21   Lc 7,36-8,3: Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.

Commento su Lc 7,36 – 8,3
Simone il fariseo pensava di avere fatto un gesto nobile nell’invitare il discusso Rabbì di Nazareth alla sua mensa. Ma quando Simone e gli altri invitati vedono entrare “quella”, di colpo tutti tacciono. Gesù sorride: ha di fronte a sé due prostitute. La donna e il fariseo.
La donna è una prostituta, è “quella”, una segnata, una peccatrice, una dannata. Non importa perché è arrivata fino a quel punto di abiezione, non importa al perbenismo ipocrita la ragione di una scelta dolorosa, è condannata da sempre e per sempre. In nome della religione e della moralità che erge i muri per non mettersi in discussione, questa donna è il suo ruolo, il suo mestiere. Nessuna comprensione, nessuna possibilità, solo disprezzo, anche quando viene desiderata e usata. Piange, ora. Piange senza disperazione, piange sentendosi amata da un uomo vero, sentendosi capita e accolta da Dio. Senza giudizio, senza peso, senza ambiguità. Piange tutto il suo dolore, tutta la sua tenebra, tutta la sua rabbia. La bambina che c’è in lei scopre il volto dell’assoluta misericordia. Simone è una prostituta. Si vende a Dio, e si vende bene. Conosce bene la religione, vive fino in fondo i precetti di Israele, non come il popolino ignorante che si danna perché non conosce la Legge. Paga la decima anche sulla ruta e sulla menta, prega con fervore, studia la Torah giorno e notte. È in una posizione di privilegio nella classifica dei meriti. È devoto, ma freddo. Può permettersi di giudicare – la legge è dalla sua parte – può mantenere le distanze. Gesù converte entrambi.

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Questa voce è stata pubblicata il 06/06/2016 da in Fede e Spiritualità, ITALIANO, Liturgia, Settimana - commento con tag .

San Daniele Comboni (1831-1881)

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