COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

XIV Domenica del Tempo Ordinario (C) Lectio

Lectio del vangelo
XIV Domenica del Tempo Ordinario (C)
Luca 10, 1-12. 17-20

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. (…)


Regno di Dio è vicino.jpg


Gli evangelisti sono molto liberi non solo nella scelta di nuovi elementi narrativi, ma anche nella creazione di nuove situazioni, scene e discorsi, pur di adattare l’annuncio del messaggio alla nuova situazione che vivono le loro comunità in quanto riflettono i problemi del presente. Non redigono una cronaca di informazione giornalistica. Vogliono comunicare una «buona notizia», una notizia che li ha cambiati profondamente e che si è tradotta in una esperienza di vita.
Per questo Luca, dal momento che la buona notizia di Gesù è stata annunciata a persone che non avevano niente a che vedere con il giudaismo e ha trovato tra i pagani un’accoglienza senza pari, cerca di individuare i motivi che hanno prodotto questo impatto, collocando la scena (mediante il procedimento letterario del raddoppio) ai tempi di Gesù. Viene così anticipata la risposta che egli avrebbe dato, se fosse stato presente, di fronte a quella situazione completamente nuova. In fondo, è una testimonianza della coscienza che la comunità aveva che Gesù fosse vivo e continuasse a parlarle, come scriveva sant’Ignazio, il vescovo di Siria, ai cristiani di Efeso: «Non prestate attenzione a nessuno, se non a Gesù Messia, che continua a parlare realmente» (Ig Ef 6,2).

1 Dopo questi fatti, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.

In parallelo con la scelta (6,12-16) e la missione dei Dodici (9,1-6), Luca, e solo lui, racconta la designazione e la missione dei Settanta(due). Possiamo benissimo affermare che questa seconda chiamata è una creazione catechistica di Luca. Servendosi della missione dei Dodici (9,1-6) come paradigma, Luca ne redige ora un’altra nel segno dell’universalità, per dare un profilo definitivo alla nuova chiamata di discepoli che ha appena compiuto in territorio samaritano (9,57-62). La missione dei Dodici, sia in territorio giudaico (9,1-10), che in territorio samaritano (9,52-53) (anche se, naturalmente, per ragioni opposte), è stato un vero insuccesso. Ma Gesù non si scoraggia. «Dopo questi fatti» (v. 1), cioè la chiamata di nuovi discepoli (9,57-62: tre anch’essi, ma anonimi), a differenza dei primi tre discepoli che avevano un nome proprio, (Lc 5,1-11), il Signore designò altri Settanta(due). Mentre i Dodici rappresentavano il nuovo Israele (le dodici tribù) i Settanta(due) dovevano rappresentare la nuova umanità (secondo il computo giudeo, le nazioni pagane erano settanta). «Il Signore», fa riferimento al Risorto. (La variante «Settantadue», riportata da numerosi manoscritti e adottata da molti traduttori, costituisce un tentativo di ricondurre l’apertura all’universalità, abbozzata nel numero «sette/settanta», al recinto di Israele, indicato dal numero dodici: 6×12=72).
Gesù li manda «a due a due» (10,1b), formando un gruppo o comunità perché dimostrino con i fatti ciò che annunciano a parole.

2 Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il Signore della messe perché mandi operai nella sua messe!

Il raccolto si prevede abbondante, il regno di Dio comincia a produrre frutti per gli altri. Quando si condivide ciò che si ha, ce n’è d’avanzo; questa è l’esperienza del gruppo di Gesù. La presenza della comunità si fa notare per i frutti abbondanti che produce. Ma, mancano operai, persone che coordinino le molteplici e variate attività dei membri della comunità, animatori e responsabili, affinché i più bisognosi possano partecipare ai beni che sovrabbondano. Restringere il senso di “operai” solo a sacerdoti, religiosi o missionari, equivale a impoverire il testo e il pensiero di Gesù. Occorrono persone, laici e no, che abbiano il senso della comunità, vigilino perché il frutto non si perda, ma lo immagazzinino e lo distribuiscano. La comunità deve chiedere che il Signore «mandi operai nella sua messe» (10,2b). La messe in cui si lavora non appartiene ai missionari ma solo al Signore che è l’unico proprietario. Chiedere, significa prendere coscienza dei grandi bisogni che ci circondano e adottare i mezzi necessari, cioè aver fiducia che se si è in linea con il disegno di Dio non ci può essere stasi nelle comunità del regno.

3 Andate: ecco, io vi mando come agnelli in mezzo a lupi;

Ogni comunità dev’essere essenzialmente missionaria (cfr. vv.1 e 3: doppia citazione). La missione, se fatta bene, andrà incontro all’opposizione sistematica della società. Questa, vedendo che viene messa in discussione la sua scala dei valori, ricorrerà a tutte le insidie per mettere a tacere gli inviati, ricorrendo a tutti i possibili mezzi legali. Gli inviati sono indifesi. La difesa verrà assunta da Gesù attraverso lo Spirito Santo, l’avvocato dei poveri.

4 Non portate borsa, né sacca, né sandali, e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
5 In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”.
6 Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi.
7 Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
8 Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto,
9 guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”.

Come nella missione dei Dodici, Gesù insiste che gli inviati non confidino nei mezzi umani. L’urgenza della missione non consente di impiegare del tempo nei saluti, che in Oriente erano particolarmente lunghi, come anche aprire conversazioni interminabili e inutili. L’apostolo deve procedere speditamente (v.4). Devono condividere alloggio e mensa con coloro che li accolgono (casa e città), il cibo è l’unica mercede (mistos) che possono attendersi (v.7); curando (cfr. trad. lett.) gli infermi che trovano, liberando le persone da tutto ciò che le tormenta. La buona notizia deve consistere nell’annuncio che «È vicino a voi il regno di Dio». Una certezza sottolineata dalla ripetizione: cfr. vv.9 e 11.
Inizia un nuovo ordine, la cui piena realizzazione avverrà in un’altra situazione; ma il processo è irreversibile. La comunità l’ha già sperimentato.

10 Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite:
11 “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”.
12 Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città.

Niente vendette né compromessi, niente minacce né giudizi di Dio: “scuotere la polvere dei piedi” significa troncare i rapporti, ma senza conservare odio. C’è molto cammino da percorrere. Gesù prevede che la risposta dei pagani sarà molto superiore a quella del popolo eletto, in quanto c’è un vincolo istituzionale-tradizionale, delle città giudaiche verso il Tempio, che blocca possibili aperture verso il nuovo.

17 I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome».

Luca prepara la distinzione che farà nel secondo volume della sua opera (Atti), tra i Dodici israeliti (“ricostituiti”; cfr. At 1,15-26) e i Sette ellenisti che mostreranno la fase post-pasquale della missione (At 6,1-7).
Il ritorno dei Dodici non fu allegro (9,10ss.), i Settanta(due), disprezzati dai Giudei per il semplice fatto di essere samaritani, hanno sperimentato la gioia che scaturisce da una missione ben assolta. «Anche i demòni…»: si rendono conto di aver liberato molta gente da false ideologie, da tutto ciò che rende fanatici e impedisce di essere uomini liberi. E questo, nonostante che non sia detto (a differenza dei Dodici) che Gesù avesse dato loro «forza e potere su tutti i demoni» (cfr. 9,1). Solo chi è veramente libero, può liberare. Solo nella liberazione da ogni forma di violenza c’è l’affermazione della dignità dell’uomo!

18 Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore.

Gesù interpreta la liberazione prodotta dai Settanta(due) come il principio della fine degli avversari del piano di Dio, personificati dall’avversario per antonomasia: «Vedevo Satana cadere dal cielo…». I Dodici, avidi di vendetta contro i samaritani, gli avevano proposto: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?» (9,54). Gesù li apostrofò come se fossero indemoniati (9,55). La scala dei valori del «mondo», come «sistema» di dominazione e di potere, si impossessa dell’uomo invertendo i piani del disegno di Dio. Le conseguenze sono evidenti: fame, miseria, disoccupazione, guerre, droga, corruzione, terrorismo, insicurezza delle città, violenza diffusa… . Fino a che non ci sarà un cambiamento di valori non potremo che porre qualche rimedio, non risolutivo.

19 Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni, e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi.

Per designare i falsi principi della società, Gesù usa termini secolari: «serpenti e scorpioni», «la potenza del nemico». Nonostante il veleno e il potere distruttivo che contengono, «nulla potrà danneggiarvi», perché «vi ho dato il potere di camminare…» (v. 19). Non c’è forza umana/disumana che possa neutralizzare lo slancio di una autentica teologia liberatrice.

20 Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Gesù non vuole nessuna forma di dipendenza né di compiacimento: la gioia deve consistere nell’esperienza interiore di sentirsi figli amati da Dio. Tutto quello che è esterno, può essere contabilizzato… e sfumare. Ciò che configura e realizza la persona è quello che viene da dentro.

Riflessioni…

  • Ancora una performance divina: allora dodici, ora settantadue, de-signati e inviati: è una garanzia dall’alto, e pertanto gli inviati cominciano a credere nel progetto e si accingono a realizzarlo.
  • Essi entreranno, ligi a un comando quasi rituale, diranno prima e poi, resteranno, mangeranno e berranno, guariranno, e a tutti comunque diranno che il Regno di Dio è vicino, come salvezza e giudizio.
  • Come agnelli sacrificali, disposti alla sconfitta e a insuccessi: ma non si cimenteranno, nella lotta, coi lupi. Tanto questi comunque sono di gran lunga più forti e scaltri.
    Come mendicanti, senza borse/valori, senza assicurazioni per infortuni e vecchiaia, senza sandali per non perdere contatto con la terra. Cioè poveri…, ma ricchi di vita, come il Signore mandante.
  • Ed essi vanno, non come ambasciatori senza pena, ma coscienti, responsabili, gioiosi e vogliosi di annunciare e donare pace in ogni casa. Progetti e destini divini delineati per apostoli, discepoli, per cristiani laici fedeli, per ogni uomo di volontà buona e di pace. Con tale stile può nascere una Comunità vera, testimone, garante di annunci di speranze e di una storia ricca di novità.
  • Anche le Comunità, oggi, riescono a ripercorrere la propria storia fontale, i propri percorsi, trovando gioia piena per quanto vissuto e realizzato. La storia ecclesiale nasce dall’invio, cresce e si sviluppa nella quotidianità testimoniata, negli eventi epocali, come quando le comunità sperimentano coerenze e fedeltà al programma e alla consegna divina, come quando riescono ad instaurare la pace con gli strumenti della povertà e della non-violenza, come quando accantonano stili di potere e proclami millenaristici di vendetta divina, e abbandonano ideologie e prassi cariche di ambiguità e falsità o appesantite da intrecci di malizia e malvagità.
  • E il processo di invio non si esaurisce:
    Il Padre invia il Figlio, e da Lui lo Spirito. Il Signore invia discepoli, di numero illimitato, mostrando compiacenza ad invocazioni supplicanti di eterni ed universali invii. È il Dio dell’invio, che si rallegra quando legge nel vasto suo Cielo i nomi degli inviati, quando svela i suoi desideri, quando condivide con gli agnelli, di ritorno dalle missioni di pace e di salvezza, la gioia piena per le speranze diffuse e conclamate, e riavviate nei solchi inariditi della storia, per gli annunci confermati di discepoli che aspirano a farsi strumenti di pace, promotori di libertà.
  •  In tal caso, davvero il Regno di Dio è vicino.

Associazione “il filo – gruppo laico di ispirazione cristiana” – Napoli http://www.ilfilo.org

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30/06/2016 da in Anno C, Domenica - lectio, ITALIANO, Tempo Ordinario (C) con tag .

San Daniele Comboni (1831-1881)

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 1.612 follower

Follow COMBONIANUM – Formazione Permanente on WordPress.com
giugno: 2016
L M M G V S D
« Mag   Lug »
 12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
27282930  

  • 194,303 visite

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Tag

Advento Africa Ambiente Amore Anthony Bloom Arabia Saudita Arte sacra Bibbia Bible Biblia Boko Haram Book of Genesis Cardinal Newman Carême Chiamate in attesa Chiesa China Chrétiens persécutés Cina Contemplazione Cristianos perseguidos Cuaresma Curia romana Daesh Dal rigattiere di parole Dialogo Diritti umani Economia Enzo Bianchi Eucaristia Europa Famiglia Family Família Fede France Gabrielle Bossis Genesi Gianfranco Ravasi Giovani Giubileo Gregory of Narek Guerra Guglielmo di Saint-Thierry Gênesis Henri Nouwen Iglesia India Iraq ISIS Islam Italia Jacob José Tolentino Mendonça Kenya La bisaccia del mendicante La Cuaresma con Maurice Zundel La preghiera giorno dopo giorno Laudato si' Le Carême avec Maurice Zundel Lectio Lent LENT with Gregory of Narek Libro del Génesis Magnificat Martin Lutero martiri Matrimonio Maurice Zundel Migranti Misericordia Missione Natal Natale Natale (C) Nigeria P. Cantalamessa Pace Padri del Deserto Pakistan Paolo VI Papa Francesco Papa Francisco Pape François Paz Pedofilia Perdono Persecuted Christians Persecution of Christians Persecuzione dei cristiani Pittura Pobreza Pope Francis Poveri Povertà Prayers Profughi Quaresima (C) Quaresima con i Padri del Deserto Quaresma Quaresma com Henri Nouwen Raniero Cantalamessa Rifugiati Sconfinamenti della Missione Silvano Fausti Simone Weil Sinodo Siria Sud Sudan Terrorismo Terrorismo islamico Testimonianza Thomas Merton Tolentino Mendonça Turchia Uganda Vatican Vaticano Venerdì Santo Virgin Mary

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: