COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Gmg 2016 Cracovia (3) Auschwitz e Via Crucis coi giovani

Venerdì, 29 luglio 2016

08.45 Trasferimento in elicottero ad Oswięcim
09.30 Visita ad Auschwitz
10.30 Visita al Campo di Birkenau
11.30 Trasferimento in elicottero all’aeroporto di Balice-Kraków
16.30 Visita all’Ospedale Pediatrico Universitario (UCH) a Prokocim in Kraków
[Francese, Inglese, Italiano, Polacco, Portoghese, Spagnolo]
18.00 Via Crucis con i giovani nel Parco Jordan a Błonia in Kraków
[Francese, Inglese, Italiano, Polacco, Portoghese, Spagnolo]
20.30 Saluto ai fedeli riuniti nella piazza antistante l’Arcivescovado di Kraków
[Francese, Inglese, Italiano, Polacco, Portoghese, Spagnolo]

Via Crucis, il grido degli ultimi


Via Crucis coi giovani

«Nell’accoglienza dell’emarginato che è ferito nel corpo, e nell’accoglienza del peccatore che è ferito nell’anima, si gioca la nostra credibilità come cristiani». Lo ha ripetuto due volte questo passaggio Papa Francesco parlando ai giovani al termine della Via Crucis al parco Blonia. E alla seconda declamazione, ha aggiunto a braccio, e «non nelle idee».
«Se uno che si dice cristiano non vive per servire – ha spiegato – non serve per vivere. Con la sua vita rinnega Gesù Cristo».
Prima Papa Francesco aveva rivolto un caloroso abbraccio «con speciale amore ai fratelli siriani», suscitando applausi e qualche lacrima di commozione le centinaia di migliaia di giovani che si sono riuniti in preghiera sulla spianata di Blonia.

«“Dov’è Dio?”» – aveva esordito il Papa – «Dov’è Dio, se nel mondo c’è il male, se ci sono uomini affamati, assetati, senzatetto, profughi, rifugiati? Dov’è Dio, quando persone innocenti muoiono a causa della violenza, del terrorismo, delle guerre? Dov’è Dio, quando malattie spietate rompono legami di vita e di affetto? O quando i bambini vengono sfruttati, umiliati, e anch’essi soffrono a causa di gravi patologie? Dov’è Dio, di fronte all’inquietudine dei dubbiosi e degli afflitti nell’anima? Esistono domande per le quali non ci sono risposte umane. Possiamo solo guardare a Gesù, e domandare a Lui. E la risposta di Gesù è questa: “Dio è in loro”, Gesù è in loro, soffre in loro, profondamente identificato con ciascuno. Egli è così unito ad essi, quasi da formare “un solo corpo”».

Nel finale del discorso il Papa ha invitato i giovani a seminare speranza e a diventare protagonisti nel servizio: «Oggi l’umanità ha bisogno di uomini e di donne, e in modo particolare di giovani come voi, che non vogliono vivere la propria vita “a metà”, giovani pronti a spendere la vita nel servizio gratuito ai fratelli più poveri e più deboli, a imitazione di Cristo, che ha donato tutto sé stesso per la nostra salvezza. Di fronte al male, alla sofferenza, al peccato, l’unica risposta possibile per il discepolo di Gesù è il dono di sé, anche della vita, a imitazione di Cristo; è l’atteggiamento del servizio».
Le meditazioni della Via Crucis sono state preparate da monsignor Grzegorz Rys, vescovo ausiliare di Cracovia: ognuna delle 14 stazioni riguarda una delle opere di misericordia.

Il Papa è arrivato poco prima delle 18 – con qualche minuto di anticipo rispetto al programma – al Parco Blonia, per la Via Crucis con le centinaia di migliaia di giovani che lo aspettano già da qualche ora. Prima di salire sul palco, Francesco ha salutato i cardinali presenti, a cominciare dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei.

La delegazione internazionale dei giovani di Sant’Egidio anima la prima stazione della Via Crucis presieduta da Papa Francesco, che sarà dedicata all’opera di misericordia “accogliere i forestieri”. Insieme ai rifugiati siriani, la Croce della Gmg verrà portata da una coppia di senza dimora polacchi, che sono riusciti ad abbandonare la vita in strada.

Nel dettaglio la Croce della Gmg viene portata lungo le 14 Stazioni da un gruppo diverso di giovani:

1. Gesù viene condannato a morte – Alloggiare i pellegrini
Comunità di Sant’Egidio

2. Gesù prende la croce – Dare da mangiare agli affamati
Società d’aiuto ai senzatetto di San Fra Albert (Sant’Alberto Chmielowski, famoso apostolo dei poveri. Cracovia 1845-1916. Beatificato nel 1983 e canonizzato nel 1989 da San Giovanni Paolo II)

3. Gesù cade per la prima volta – Ammonire i peccatori.
Aiuto alla Chiesa che soffre (Kirche in Not)

4.Gesù incontra sua Madre – Consolare gli afflitti.
La Casa della Madre Sola – “Finestra della Vita” – (La iniziativa “Finestra della vita” è stata iniziata nel 1999 da una donna pastore tedesca, Strangl, per accogliere i bimbi che le madri sole non potevano tenere con sé, poi si è allargata alla accoglienza delle madri sole e ha molte case in vari Paesi. In Polonia vi sono 58 case, il gruppo che presenta la Stazione viene da Danzica dove ha iniziato nel 2006. La iniziativa ha contribuito a ridurre i numeri degli infanticidi)

5. Gesù è aiutato a portare la croce da Simone di Cirene – Visitare gli ammalati.
Comunità L’Arche (fondata da Jean Vanier per l’accoglienza dei disabili, soprattutto mentali, in comunità).

6. Veronica asciuga il volto di Gesù – Visitare i carcerati.
“Barca” – Association of Mutual Help (Fondata nel 1998 a Poznan nasce per il reinserimento degli ex carcerati, ma poi si sviluppa allargando la sua assistenza a disoccupati e senza tetto).

7. Gesù cade per la seconda volta – Perdonare le offese.
Il progetto “Magdalena” ( Attività della Congregation of the Sisters of Our Lady of Mercy, cioè della comunità in cui ha vissuto Santa Faustina: consiste in case per accogliere giovani ragazze, madri sole…E’ presente in Polonia, ma anche altrove, ad es. a Cuba)

8. Gesù parla alle donne di Gerusalemme – Istruire gli ignoranti.
“La fermata ‘Gesù’” (Iniziativa polacca di evangelizzazione dei giovani, che viene attuata ogni anno dai giovani cattolici a margine di un grande Festival giovanile “Woodstock”, per offrire ai giovani partecipanti, di solito “lontani” dalla Chiesa, una occasione di incontro, preghiera, dialogo spirituale…).

9. Gesù cade per la terza volta – Consigliare i dubbiosi.
Comunità “Cenacolo” (Fondata da Madre Elvira nel 1983 in Italia a Saluzzo, in Piemonte, in particolare per l’accoglienza e il recupero e reinserimento dei tossicodipendenti)

10. Gesù è spogliato delle vesti – Vestire gli ignudi.
L’opera d’aiuto di Padre Pio (Animata da Cappuccini e volontari, si occupa di senzatetto, dando aiuto materiale, psicologico, spirituale, legale…Ha due centri e sette “case famiglia” a Cracovia).

11. Gesù è inchiodato sulla Croce – Sopportare pazientemente le persone moleste.
Suore Missionarie di Carità di Madre Teresa di Calcutta

12. Gesù muore in croce – Dare da bere agli assetati.
La comunità “Il Pane della vita” (Fondata da Suor Chmielewska, una carismatica religiosa polacca che ha adottato alcuni bambini, si occupa dei poveri, di persone handicappate, di borse di studio per aiutare i bimbi poveri…In Polonia vi sono sette case per anziani e senza tetto, con 1000 ospiti circa… )

13. Gesù è deposto dalla Croce e messo fra le braccia della Madre – Pregare per i vivi e per i morti.
“L’ospedale domestico” (Iniziativa di un sacerdote polacco e giovani collaboratori per reagire contro la diffusione della prostituzione e delle forme di propaganda di dissolutezza sessuale nella società attuale. Offre luoghi di riferimento per la preghiera, l’adorazione, il dialogo spirituale e umano nella città, ecc.).

14. Il corpo di Gesù è deposto nel sepolcro – Seppellire i morti.
“L’Ospizio di San Lazzaro” (Hospice per l’ assistenza ai malati terminali)

Lo svolgimento della Via Crucis, che terminerà con il discorso del Papa, prevede presentazioni, filmati, testimonianze, preghiere, canti e collegamenti video.

L’esperienza di fede dei giovani iracheni

Recitano la preghiera del Padre Nostro in lingua aramaica alcuni dei duecento giovani iracheni che parteciperanno alla prossima Giornata mondiale dei Giovani, a Cracovia. «Il portabandiera del gruppo indossa l’abito tradizionale iracheno – ha spiegato il vescovo ausiliare di Baghdad Basel Salim Yaldo –. A Cracovia testimoniamo la nostra fede, quella di un Paese in guerra. Ai giovani del mondo chiediamo preghiere, vogliamo la loro solidarietà. I nostri giovani non devono sentirsi soli, abbiamo bisogno dell’abbraccio spirituale della Chiesa universale. Da Cracovia porteremo questa esperienza di fede che racconteremo in un evento nazionale organizzato al nostro ritorno».

Avvenire 29 luglio 2016  

Ad Auschwitz il silenzio di Francesco
«Signore, abbi pietà del tuo popolo» 


Papa Francesco, di fronte all’orrore di Auschwitz e Birkenau, i due campi di concentramento nazisti visitati nel suo primo viaggio in Polonia, è rimasto fisicamente muto. Ma con il suo silenzio si direbbe che abbia voluto fare spazio al grido che da oltre settant’anni si leva da quelle zolle.

Del resto lo ha trovato scritto in 23 lingue anche sulle lapidi commemorative del monumento alle vittime delle Nazioni, a Birkenau: “Per sempre lasciate che questo posto sia un grido di disperazione e un avvertimento per l’umanità”. Anche il Papa, che davanti a quelle lapidi si è soffermato in lunga, silenziosa preghiera, ha letto quella frase. E viene da pensare che con il suo silenzio proprio quel grido e quell’avvertimento abbia voluto rilanciare.

LA GIORNATA DEL PAPA NEI LAGER 

Nessun suono, se non i saluti a tu per tu con i sopravvissuti e i giusti della memoria, è uscito oggi dalle labbra del Pontefice. Le uniche parole le ha vergate sul libro d’oro del museo del campo: «Signore abbi pietà del tuo popolo. Signore, perdona tanta crudeltà».

Ma i suoi gesti, la maschera del volto nel quale era possibile leggere grande sofferenza e compassione (nel senso letterale del termine), l’appoggiarsi al muro delle fucilazioni, il bacio al palo delle impiccagioni, la discesa agli inferi nelle celle di detenzione e tortura, in particolare quella in cui morì san Massimiliano Kolbe, oltre che la stessa presenza nel luogo simbolo dello sterminio degli ebrei, ha parlato al mondo nell’unica lingua che tutti possono comprendere senza bisogno di traduzioni.

Sì, Papa Francesco, di fronte all’orrore della Shoà è rimasto fisicamente muto, ma in una giornata che sembra un venerdì santo (oltre ad Auschwitz, la visita all’ospedale pediatrico e la via crucis con i giovani) ha fatto suo e rilanciato ai quattro angoli della Terra il grido e l’avvertimento di Auschwitz e di tutti i campi di concentramento. Proprio nel momento in cui il mondo sembra non voler più prestare fede a quell’avvertimento, nel silenzio del Pontefice è possibile sentir risuonare il grido di ogni innocente che sale sul suo personale Golgota, di chi deve abbandonare casa, famiglia e terra perché scacciato da logiche spietate di sopraffazione ideologica o di sfruttamento economico.

Il grido dei perseguitati a motivo della loro fede, delle vittime del terrorismo, dei profughi e delle vittime della terza guerra mondiale a pezzi evocata ancora una volta proprio all’inizio di questo viaggio. E poiché non si tratta di una guerra di religione, il Papa ha confermato ad Auschwitz non solo il mai più alla Shoà, ma anche il grande sì all’amicizia tra ebrei e cristiani, paradigma di una convivenza tra fedeli di diverse religioni che i “nazisti” contemporanei vorrebbero impedire. Avvertimento potente anche questo che sarebbe molto pericoloso ignorare. Alla fine della visita è proprio ciò che rimane più impresso. Insieme al suono del salmo 130, prima cantato in ebraico, poi recitato in polacco. Ancora una volta un grido: “Dal profondo a te grido Signore”. Ma questa volta è un grido di speranza. Rivolto all’Unico che da quel profondo può risollevare il mondo.

Mimmo Muolo, inviato a Cracovia
Avvenire 29 luglio 2016


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Questa voce è stata pubblicata il 29/07/2016 da in Attualità ecclesiale, ITALIANO con tag , , , .
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