COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Santo del giorno: Madonna del Rosario

7 Ottobre
Festa della Madonna del Rosario

Vi proponiamo la lettura di una bella riflessione su “Maria e la Chiesa”, di Don Divo Barsotti (+ 2006)  sacerdote e monaco italiano, scrittore, predicatore e fondatore della Comunità dei Figli di Dio, uno dei più importanti autori spirituali del secolo scorso.


Maria e la Chiesa.jpg

Maria e la Chiesa

Si è detto e insistito tanto in questi ultimi anni su di un tema della teologia mariana che è tradizionale nella Chiesa, ma mai si è così sviluppato, così arricchito, così esplicitato, come in questi ultimi anni. Si è detto cioè che vi è un rapporto strettissimo fra la Chiesa e Maria Santissima.

Ora, questo rapporto noi lo viviamo prima ancora di intenderlo, prima ancora di saperlo teologicamente chiarire; noi lo viviamo e lo vive ogni cristiano, ogni cattolico, per il fatto che nella Chiesa ognuno di noi è anche nel cuore di Maria. L’azione di Maria Santissima nel cristiano non si identifica chiaramente forse all’azione della Chiesa, perché nemmeno Maria Santissima si identifica alla Chiesa: sotto certi aspetti è di più, sotto certi aspetti è di meno. Non si identifica, ma certamente l’azione di Maria nel cristiano ha un rapporto strettissimo con l’azione che ha la Chiesa, e il rapporto del cristiano con la Chiesa è assai simile al rapporto che ha ogni cristiano con Maria.

Questo rapporto noi lo celebriamo particolarmente, direi, nella liturgia di oggi, festa della Madonna del Santissimo Rosario. In questa devozione ogni cristiano vive la vita cristiana in quanto precisamente entra nel cuore della Vergine, in quanto vive in unione con lei, in quanto dipende dalla sua maternità di grazia. Nelle altre festività della Madonna, noi contempliamo la Vergine in alcuni aspetti della sua vita, in alcuni avvenimenti della sua vita terrestre: in questa festività, noi più che gli aspetti e gli avvenimenti della sua vita, contempliamo e viviamo il rapporto che ella ha con noi in quanto Madre di grazia. Se la grazia in noi è un prolungamento, in qualche modo, dell’Incarnazione del Verbo, è una nascita di Gesù nel cuore dell’uomo finché in ogni uomo Cristo non sia giunto all’età perfetta, di questa nascita di Gesù lo Spirito Santo è l’artefice ma non senza la cooperazione di Maria.

Maternità universale…

Ora, la festa di oggi dice precisamente questa cooperazione della Vergine, causa esemplare di vita cristiana. Questa festa sottolinea la sua maternità universale nei confronti di tutti noi in cui Cristo deve nascere, crescere, fintanto che non giungiamo all’età perfetta, fintanto che non sia piena cioè la nostra partecipazione al suo Mistero.

Nella devozione al Rosario di Maria, noi celebriamo questa attività universale di Maria nei confronti di tutti i cristiani; noi celebriamo questa maternità universale che tende a rifar presenti i Misteri di Gesù in ogni anima che si affidi allo Spirito Santo e che dipenda dalla sua azione materna. Là celebriamo un avvenimento preciso della sua vita storica, che indubbiamente è mistero, che in qualche modo è sempre presente; ma più che l’avvenimento, qui noi celebriamo l’azione incessante di lei che tende a rifar presenti tutti i Misteri nel cuore del cristiano.

L’intercessione di Maria «prega per noi peccatori», tende unicamente a questo: alla contemplazione del Mistero che ci viene proposto, all’imitazione del Cristo, alla nostra trasformazione in Lui, in modo che questo Mistero divenga non più un mistero contemplato, ma il Mistero tradotto in azione, assimilato a colui che contempla.

Ora, dicevo al principio di questa meditazione: non vi è un’altra festa in cui il rapporto strettissimo che vi è tra Maria Santissima e la Chiesa sia più chiaro che in questa. Anche la Chiesa ha una maternità universale riguardo a tutti i cristiani: dice una sua presenza e una sua azione universale. Ma mentre la Chiesa ci appare nel suo aspetto esteriore, visibile, Maria Santissima traduce questa dipendenza nostra dalla Chiesa in una dipendenza interiore di grazia. Quello che è il rapporto nostro esteriore con la Chiesa diviene il nostro rapporto interiore con Maria. Intendiamoci, queste parole non vanno prese totalmente come esclusive, perché certamente il rapporto nostro con la Chiesa non è soltanto esteriore, ma il nostro rapporto interiore anche con la Chiesa si identifica praticamente alla nostra dipendenza da Maria Santissima, perché la Chiesa praticamente, in quello che vi è in lei di mistero, se non si identifica alla Vergine, in gran parte però è lo stesso Mistero.

…che unisce tutta la Chiesa

Allora, vivere nella Chiesa vuol dire per noi vivere nel cuore di Maria; vivere la nostra dipendenza alla Chiesa perciò, vuol dire vivere una dipendenza intima, spirituale, da lei, dalla Vergine.

Per questo, vedete, è una devozione eminentemente cattolica la devozione mariana, una devozione che noi troviamo precisamente là dove la Chiesa vive, là dove la Chiesa è presente. Nel protestantesimo, che non è una Chiesa, ma una comunità, come non esiste una Chiesa così non esiste una dipendenza intima e viva, sperimentata, esplicitata nella fede del cristiano, verso Maria. Là dove il mistero della Chiesa è sentito più profondamente nel suo aspetto di mistero, là ancora la devozione a Maria è viva, e sarebbe viva anche se la Chiesa non fosse quella istituzionalmente piena, non fosse riconosciuta nel suo valore istituzionale, nelle sue forme totali. Quando insomma il cristiano riconosce la mediazione della Chiesa, là è riconosciuta anche la mediazione di Maria, anche se la Chiesa che il cristiano ama non è la Chiesa istituzionale, che il credente cattolico riconosce come sintetizzata e quasi ipostatizzata nel supremo primato di giurisdizione del sovrano Pontefice.

Per dirlo in altre parole: si trova una devozione a Maria vivissima anche nell’Ortodossia, anche nella Chiesa copta, perché veramente è una Chiesa, perché veramente i cristiani anche di queste Chiese sentono che la loro unione al Cristo non avviene che attraverso la mediazione di Lei. La mediazione della Chiesa, anche per questi cristiani, importa una mediazione viva e operante di Maria. Sono due cose che vanno di pari passo, non possono dissociarsi.

Quando tu perderai il senso della tua unione alla Chiesa, perderai prima o poi il senso di dipendenza, di amore e di intimità con Maria Santissima. Ugualmente, nella misura in cui perdi questo senso della tua intimità e della tua dipendenza dalla sua mediazione, tu perdi anche il senso di una dipendenza e di una mediazione della Chiesa. Siccome tu vivi nella Chiesa, non puoi vivere oggi il rapporto con Cristo che in quanto appartieni alla Chiesa e così devi sentire e realizzare nella tua vita interiore la presenza attiva e operante di Maria.

A questo ti chiama la festività di oggi: al sentimento di questa universale mediazione, di questa universale maternità presente di Maria Santissima così come è presente e operante la Chiesa per te. Tutta la tua vita di grazia, tutta la tua partecipazione al Mistero del Cristo implica questa presenza operante di Maria nel tuo cuore. Ecco quello che dice la festa di oggi!

Non solo tu dipendi da Maria nella contemplazione del mistero dell’Annunciazione, ma anche da quella del mistero stesso della Morte del Cristo e del mistero stesso dell’agonia dell’orto. Tutto il Mistero del Cristo in te si fa presente soltanto nella mediazione di Maria, attraverso la sua maternità: non solo per opera dello Spirito Santo, ma per una sua presenza maternamente efficace.

Maria è la Madre

Ed è certo estremamente consolante pensare che il Mistero del Cristo in noi si fa presente proprio attraverso l’intervento di una madre, di una madre che non è come la Chiesa una istituzione o un mistero: “madre” dice un rapporto personale. Un rapporto personale con la Chiesa si può avere fino ad un certo punto, perché la Chiesa non è una persona in senso fisico, non c’è una donna che si chiami la Chiesa. Erma [Erma o Hermas, supposto fratello di Pio I, decimo Papa, autore del Pastore, testo cristiano del Il secolo] vede la Chiesa come una donna anziana, poi come una donna giovane: è una visione, un simbolo, un’immagine. La Chiesa è la Communio Sanctorum, la Chiesa è il Mistico Corpo del Cristo: la persona in cui praticamente questa Chiesa si ipostatizza è Cristo medesimo.

Nel mio rapporto, dunque, con la Chiesa non sento la madre che in quanto la Chiesa, in qualche modo, si ipostatizza per me in una madre, nella Vergine Maria.

Come si fa presente questa sua maternità? Voi non potreste sentire vostra madre l’umanità intera; non potreste sentire un rapporto di maternità nei riguardi di tutta la Chiesa trionfante; la maternità implica un rapporto personale, non soltanto personale da parte vostra, ma personale anche da parte degli altri. Madre vostra non può essere che una, no?

La Chiesa si ipostatizza per te, sotto l’aspetto giuridico e visibile, nel Papa, sotto l’aspetto mistico in Maria. E dicevo che è estremamente consolante pensare che il nostro rapporto di dipendenza dalla Chiesa si traduca per noi in questo rapporto di intimità filiale con la Vergine santa. Diviene così intimo questo rapporto, se è vissuto in un rapporto personale, che in qualche modo ipostatizza tutta quanta la Chiesa per te.

La dipendenza dalla Chiesa ha un senso un po’ di durezza alle volte, se noi consideriamo la Chiesa soltanto nel suo aspetto visibile, esteriore, giuridico. Se tu poi non la consideri in questo aspetto, se la consideri in un aspetto puramente mistico, rischia di divenire un fatto astratto, vago, indefinito.

Che cosa vuol dire la dipendenza tua dalla Chiesa come mistero? Nulla, fintanto che questo mistero non si ipostatizza per te nella Vergine. La maternità di tutta quanta la Chiesa si ipostatizza per te nella Vergine. Tu vivi il tuo rapporto con la Chiesa giuridica, con la Chiesa visibile, nella tua dipendenza dal Papa, tu vivi il tuo rapporto di dipendenza, di amore filiale, con la Chiesa madre, nel tuo rapporto con la Vergine santa. Il Papa è sempre presente con la Chiesa, perché se il Papa non esistesse più, la Chiesa stessa verrebbe meno, la Chiesa come società. E la Chiesa si fa presente per te, nella tua vita interiore, nella presenza efficace della maternità di Maria. Non è più un fatto puramente esteriore e giuridico la tua dipendenza dalla Chiesa: se tu vivi la devozione a Maria, la Chiesa stessa diviene intima a te, il suo mistero tu lo vivi in un rapporto di amore preciso, non vago, non astratto ma preciso, concreto, in quanto ti mette precisamente in unione, in dipendenza, con una Donna, con un’altra persona che tu puoi chiamare Madre e che è veramente madre tua di una maternità che in qualche modo si identifica, si diceva prima, alla maternità della Chiesa intera.

Maria vuol dire la Chiesa, la Chiesa vuol dire Maria

Mi piace che voi pensiate questo: non solo come Maria e la Chiesa siano intimamente associate nella teologia, ma come debbano essere veramente associate nella nostra devozione personale, nella nostra vita interiore. Maria vuol dire la Chiesa, Chiesa vuol dire Maria. Praticamente, non in senso assoluto, ma praticamente, nella tua vita interiore, nella tua vita spirituale, l’una richiama l’altra, l’una in qualche modo si identifica all’altra, e identificandosi l’una all’altra, Maria si fa presente perché la Chiesa è presente, la Chiesa si fa intima perché Maria è sempre intima a te.

Ecco quello che ci dice la festa della Madonna del Rosario, ecco quale devozione alla Vergine c’impone la festività di oggi: la festività di oggi ci alimenta una devozione intima, personale a Maria come Madre nella nostra vita di grazia, come Madre che fa presente per noi la maternità stessa della Chiesa, che fa intimo a noi il mistero della Chiesa, che ci fa vivere non più in una dipendenza puramente giuridica di obbedienza, ma in un rapporto di dipendenza filiale di amore dalla Chiesa.

Dicevo prima che le due cose non si possono identificare totalmente: la Chiesa è qualche cosa di meno e qualche cosa di più di Maria. Qualche cosa di meno perché la Chiesa non è madre di Dio, non ha generato fisicamente Gesù; ma anche qualche cosa di più perché Maria a sua volta è membro della Chiesa. Non si identifica a tutta la Chiesa, perché la Chiesa in fondo è anche Cristo; mentre Cristo può essere comprensivo di tutta la Chiesa, Maria Santissima non può esserlo. Qualche cosa di più e qualche cosa di meno; pur tuttavia, se anche non si identificano pienamente, un Mistero richiama l’altro, un Mistero sembra l’altro. Per questo nella teologia, spiegando la mariologia si capisce la Chiesa, spiegando la Chiesa si capisce il mistero di Maria: si richiamano vicendevolmente, si illuminano vicendevolmente i due Misteri in sede teologica. Nella vita spirituale, il nostro rapporto con la Chiesa è il rapporto nostro con Maria, il rapporto nostro con Maria è il rapporto nostro con la Chiesa.

Divo Barsotti
Ritiro a Viareggio venerdì 7 ottobre 1960


 

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Questa voce è stata pubblicata il 07/10/2016 da in ITALIANO, Liturgia, Santo del giorno, Vergine Maria.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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