COMBONIANUM – Formazione Permanente

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Ecco lo Sposo, andiamogli incontro!

avvento9AVVENTO DEL SIGNORE
Ecco lo Sposo, andiamogli incontro!

Mt 25,1-13 – Parabola delle dieci vergini

“A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, andategli incontro! Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade” (v. 6-7); “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora” (v. 13).

1. SIGNIFICATO E ORIGINI DELL’AVVENTO

1.1    Significato della parola

  • Dal latino ‘adventus’, significa etimologicamente ‘venuta’;
  • Nella Volgata questo termine viene costantemente usato per tradurre il greco ‘parousia’, che indica la venuta gloriosa del Signore alla fine dei tempi (Mt 24,3.27-39; 1 Cor. 15,23; 1 Ts. 2,8);
  • Adventus viene usato anche per tradurre il greco ‘epiphaneía’, e assume quindi il valore di ‘manifestazione’ (1 Tm 6,14; 2 Tm 4,1.8; Tt 2,13).

1.2    Origini

  • Inizialmente sembra che fosse considerato come un tempo de memoriale della ‘parousia’. Forse la vicinanza della solennità della nascita del Signore finisse coll’impregnare del suo contenuto le settimane precedenti.
  • L’avvento nella liturgia romana resterà impregnato da questi due significati: ricordo dell’ultima venuta e preparazione a Natale.
  • La riforma liturgica post-conciliare conservò questo duplice senso dell’Avvento.

Vedi Prefazio della prima domenica di Avvento: “Al suo primo avvento nell’umiltà della nostra natura umana, egli portò a compimento la promessa antica, e ci aprì la via dell’eterna salvezza. Verrà di nuovo nello splendore della gloria, e ci chiamerà a possedere il regno promesso che ora osiamo sperare vigilanti nell’attesa”;

Vedi anche la catechesi di S. Cirillo di Gerusalemme sulle due venute di Cristo (Ufficio della prima domenica): “Noi annunziamo che Cristo verrà. Infatti non è unica la sua venuta, ma ve n’è una seconda, la quale sarà molto più gloriosa della precedente. (…) Perciò non limitiamoci a meditare solo la prima venuta, ma viviamo in attesa della seconda”.

Dai “Discorsi” di San Bernardo (Ufficio del lunedì della 1ª settimana): “Fratelli celebrate come si conviene, con grande fervore di spirito l’Avvento del Signore, con viva gioia per il dono che vi viene fatto e con profonda riconoscenza per il dono che vi viene dimostrato. Non meditate però solo sulla prima venuta del Signore, quando egli entrò nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto, ma anche sulla seconda, quando ritornerà per unirci a sé per sempre. Fate oggetto di contemplazione la doppia visita del Cristo, riflettendo su quanto ci ha donato nella prima e su quanto ci ha promesso per la seconda”.

2. QUESTO AVVENTO/NATALE – ‘VENUTA’ DI CRISTO “OGGI”

In realtà questo tempo liturgico dell’Avvento ci ricorda tre venute:

  • la prima: la venuta storica di Cristo nella carne, venti secoli fa: Gesù VENNE. In questo senso l’Avvento è un memoriale del passato;
  • il suo ritorno glorioso alla fine dei tempi: Gesù VERRA’. In questo senso è un vivere la promessa per il futuro;
  • venuta spirituale nell’Oggi del Natale: Gesù VIENE. In questo senso è una attuazione al presente. Tra il “già” e il “non ancora” esiste lo spazio del “oggi”.

Cristo è al centro di queste tre venute: “Cristo ieri, oggi e sempre” (Ebr 13,8).

Nella terza venuta diventano presenti misticamente per noi sia la prima che la seconda venuta: il passato si attualizza per noi, il futuro viene anticipato profeticamente.

Dai “Discorsi” di San Bernardo (Ufficio del mercoledì della 1ª settimana): “Conosciamo una triplice venuta del Signore. Una venuta occulta si colloca infatti tra le altre due che sono manifeste. Nella prima il Verbo fu visto sulla terra e si intrattenne con gli uomini (…). Nell’ultima venuta “ogni uomo vedrà la salvezza di Dio” (Lc 3,6) e vedranno colui che trafissero (Cf Gv 19,37). Occulta è invece la venuta intermedia, in cui solo gli eletti lo vedono entro se stessi, e le loro anime ne sono salvate. Nella prima venuta dunque egli venne nella debolezza della carne, in questa intermedia viene nella potenza dello Spirito, nell’ultima verrà nella maestà della gloria. Quindi questa venuta intermedia è, per così dire, una via che unisce la prima all’ultima: nella prima Cristo fu nostra redenzione, nell’ultima si manifesterà come nostra vita, in questa è nostro riposo e nostra consolazione”.

La venuta di Cristo in questo Natale è:

  • – una vera venuta nella mia vita (forse Cristo non è ancora penetrato in alcuni settori/stanze oscure della mia vita/cuore);
  • – una venuta sempre diversa, perché ogni Natale ci trova in una situazione differente;
  • – una venuta anche per la comunità, per tutta la Chiesa e per il mondo. L’Avvento è una marcia collettiva: l’Avvento è un tempo di profonda comunione con l’attesa di tutti gli uomini (di ogni epoca, nello spazio e nel tempo, passato, presente e futuro): quindi bisogna vivere l’Avvento accogliendo la realtà di sofferenza di tutti gli uomini, il loro anelito di liberazione nella nostra speranza. Il Signore viene per tutti. Il tempo d’Avvento è quindi un tempo missionario per eccellenza.

3. RIFLESSIONE E PREGHIERA PERSONALE

Quale è il mio atteggiamento davanti alle “visite” di Dio?

  • Gen. 3,8-10: Dio è alla mia ricerca: Dove sei?!… – mi sono io nascosto/a?
  • Apoc. 3,20: il Signore bussa alla mia porta!… – non sarò io distratto/a?
  • Lc 10,38-42: il Signore è a casa mia… – sono forse indaffarato/a con “tante cose”?!
  • Lc 19,41-44: non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata?!… – sono io incurante?

Grazia da chiedere: la vigilanza amorosa nell’attesa dello Sposo!

Preghiamo con S. Anselmo (dal “Proslògion”, ufficio del venerdì della 1ª settimana): “Guarda, Signore, esaudiscici, illuminaci, mostrati a noi. Ridònati a noi perché ne abbiamo bene: senza di te stiamo tanto male. Abbi pietà delle nostre fatiche, dei nostri sforzi verso di te: non valiamo nulla senza te. Insegnaci a cercarti e mostrati quando ti cerco: non posso cercarti se tu non mi insegni, né trovarti se non ti mostri. Che io ti cerchi desiderandoti e ti desideri cercandoti, che io ti trovi amandoti e ti ami trovandoti”.

Manuel João Pereira Correia

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Questa voce è stata pubblicata il 27/11/2016 da in ITALIANO, Liturgia con tag .

San Daniele Comboni (1831-1881)

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