COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

II Domenica di Avvento (A) Testi patristici

Testi patristici sul Vangelo della
II Domenica di Avvento (A)
Matteo 3:1-12

San-Juan-Bautista-Catedral-de-Barcelona.jpg

Coloro che pregano non si presentino a Dio con preghiere spoglie, non accompagnate da frutti. È inefficace la preghiera a Dio se è sterile. Come ogni albero che non dà alcun frutto è tagliato e gettato nel fuoco (Mt 3,10), così pure una preghiera che non ha frutto non può propiziarsi Iddio, non essendo feconda di opere. Appunto la divina Scrittura dice: Buona è la preghiera unita al digiuno e all’elemosina (Tob 12, 8).

(Cipriano di Cartagine, De orat. dom. 32)


Voce di uno che grida nel deserto: «Preparate la via al Signore, appianate nella steppa la strada per il nostro Dio» (Is 40,3).

Dichiara apertamente che le cose riferite nel vaticinio, e cioè l’avvento della gloria del Signore e la manifestazione a tutta l’umanità della salvezza di Dio, avverranno non in Gerusalemme, ma nel deserto. E questo si è realizzato storicamente e letteralmente quando Giovanni Battista predicò il salutare avvento di Dio nel deserto del Giordano, dove appunto si manifestò la salvezza di Dio. Infatti Cristo e la sua gloria apparvero chiaramente a tutti quando, dopo il suo battesimo, si aprirono i cieli e lo Spirito Santo, scendendo in forma di colomba, si posò su di lui e risuonò la voce del Padre che rendeva testimonianza al Figlio: «questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto. Ascoltatelo» (Mt 17,5).

Ma tutto ciò va inteso anche in senso allegorico. Dio stava per vanire in quel deserto, da sempre impervio e inaccessibile, che era l’umanità. Questa infatti era un deserto completamente chiuso alla conoscenza di Dio e sbarrato a ogni giusto e profeta. Quella voce, però, impone di aprire una strada verso di esso al Verbo di Dio; comanda di appianare il terreno accidentato e scosceso che ad esso conduce, perché venendo possa entrarvi: Preparate la via del Signore (Cfr. Ml 3,3).

Preparazione è l’evangelizzazione del mondo, è la grazia confortatrice. Esse comunicano all’umanità la conoscenza della salvezza di Dio. «Sali su un alto monte, tu che rechi liete notizie in Sion; alza la voce con forza, tu che rechi liete notizie in Gerusalemme» (Is 40,9).

Prima si era parlato della voce risuonante nel deserto, ora, con queste espressioni, si fa allusione, in maniera piuttosto pittoresca, agli annunziatori più immediati della venuta di Dio e alla sua venuta stessa. Infatti prima si parla della profezia di Giovanni Battista e poi degli evangelizzatori.

Ma qual è la Sion a cui si riferiscono quelle parole? Certo quella che prima si chiamava Gerusalemme. Anch’essa infatti era un monte, come afferma la Scrittura quando dice: «Il monte Sion, dove hai preso dimora» (Sal 73,2); e l’Apostolo: «Vi siete accostati al monte di Sion» (Eb 12,22). Ma in un senso superiore la Sion, che rende nota la venuta di Cristo, è il coro degli apostoli, scelto di mezzo al popolo della circoncisione.

Sì, questa, infatti, è la Sion e la Gerusalemme che accolse la salvezza di Dio e che è posta sopra il monte di Dio, è fondata, cioè, sull’unigenito Verbo del Padre. A lei comanda di salire prima su un monte sublime, e di annunziare, poi, la salvezza di Dio.

Di chi è figura, infatti, colui che reca liete notizie se non della schiera degli evangelizzatori? E che cosa significa evangelizzare se non portare a tutti gli uomini, e anzitutto alle città di Giuda, il buon annunzio della venuta di Cristo sulla terra? (Dal «Commento sul profeta Isaia»

di Eusébio, vescovo di Cesarèa, Cap. 40 vv. 3.9; PG 24, 366-367)


 Giovanni, il più piccolo e il più grande

Maria si dichiara”la serva del Signore” (Lc 1,38), e san Giovanni “l’amico dello sposo” (Gv 3,29); ora, la tragica brama di Satana è proprio di essere Signore e sposo. La serva e l’amico vivono unicamente per l’Altro. Alle parole: “Ha guardato l’umiltà della sua serva” (Lc 1,48), rispondono le altre “Egli deve crescere e io diminuire” (Gv3,20) e: “Dopo di me viene un uomo che era prima di me …; io non sono degno di curvarmi a sciogliere il legaccio del suo sandalo” (Gv 1,30.27). E ancora: “Il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore” (Lc 1,47) e: “L’amico dello sposo, che sta vicino a lui e l’ascolta, esulta di gioia nell’udire la voce dello sposo: questa mia gioia si è compiuta” (Gv 3,29).

“Non sono più che io vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20). Nell’umiltà si ricostruisce la struttura originaria: nel ministero dei servi, degli angeli dell’incarnazione, la Vergine e Giovanni formulano il fiat indispensabile, la risposta della libertà umana al fiat creatore, e costituiscono allora il luogo ontologico dei suoi: il “grembo materno” e il “dito del testimone” che condizionano la venuta del Verbo … “Conviene che non adempiamo così ogni giustizia”, dice il Signore al Battista (Mt 3,15). La recettività e l’apertura, il loro , entrano come elementi umani costitutivi della giustizia divina.

San Giovanni prepara la strada (cf. Lc 1,76); anzi, lui e la Vergine “sono” questa strada: sono la scala di Giacobbe (cf. Gen 28,12) che il Verbo srotola e percorre per lasciare il “vertice del silenzio” e discendere sulla terra. Un elemento caratteristico della composizione del quarto vangelo è l’assenza di ogni descrizione storica: esso esordisce così: “Venne un uomo mandato da Dio, e il suo nome era Giovanni (Gv 1,6). L’archetipo ha assorbito la durata storica, ha mostrato in sintesi il senso unico delle molteplici preparazioni messianiche, e lo esprime nella sua realtà il testimone. “In verità, vi dico: tra i nati di donna non è sorto uno più grande di Giovanni Battista” (Mt 11,11). La dimensione di tale grandezza è precisata nella preghiera della sua commemorazione liturgica: “il più grande nato di donna dopo la Theotokos”: una grandezza che abolisce le frontiere tra le due Alleanze.

La parola del Signore, però, procede per antitesi: “al più grande …”, corrisponde il sorprendente: “tuttavia il più piccolo nel regno dei cieli è il più grande di lui” (Mt 11,11). San Giovanni Crisostomo dà una spiegazione allegorica divenuta classica: “Il più piccolo, qui, è Cristo, il servo sulla terra”. Ma tutto ciò che riguarda san Giovanni è così velato, così misterioso, e appartiene così poco a lui in esclusiva, che questo insieme sembra suggerire un’interpretazione conforme al suo paradosso vivente: San Giovanni è insieme il più piccolo e il più grande: ed è il più grande proprio perchè è il più piccolo. “è necessario che egli (Cristo) cresca e io diminuisca. Nell’udire la voce dello sposo sta la mia gioia perfetta” (Gv 3,29-30). La pura gioia per l’Altro, l’accettare di annullarsi perchè l’Altro cresca, sono così profondi che a quel livello egli è il più piccolo tra i figli del cielo: cioè il più vero, il più conforme alla giustizia. La sua vera grandezza appartiene all’era indicibile del regno, e per questo la sua parola piena di enigma su san Giovanni termina così: “Chi ha orecchi, intenda” (Mt 11,15).

(P.Evdokimov, L’uomo icona di Cristo, pp. 80-81)


Papa Benedetto XVI

L’attesa, l’attendere è una dimensione che attraversa tutta la nostra esistenza personale, familiare e sociale. L’attesa è presente in mille situazioni, da quelle più piccole e banali fino alle più importanti, che ci coinvolgono totalmente e nel profondo. Pensiamo, tra queste, all’attesa di un figlio da parte di due sposi; a quella di un parente o di un amico che viene a visitarci da lontano; pensiamo, per un giovane, all’attesa dell’esito di un esame decisivo, o di un colloquio di lavoro; nelle relazioni affettive, all’attesa dell’incontro con la persona amata, della risposta ad una lettera, o dell’accoglimento di un perdono… Si potrebbe dire che l’uomo è vivo finché attende, finché nel suo cuore è viva la speranza. E dalle sue attese l’uomo si riconosce: la nostra “statura” morale e spirituale si può misurare da ciò che attendiamo, da ciò in cui speriamo.

Ognuno di noi, dunque, specialmente in questo Tempo che ci prepara al Natale, può domandarsi: io, che cosa attendo? A che cosa, in questo momento della mia vita, è proteso il mio cuore? E questa stessa domanda si può porre a livello di famiglia, di comunità, di nazione. Che cosa attendiamo, insieme? Che cosa unisce le nostre aspirazioni, che cosa le accomuna? Nel tempo precedente la nascita di Gesù, era fortissima in Israele l’attesa del Messia, cioè di un Consacrato, discendente del re Davide, che avrebbe finalmente liberato il popolo da ogni schiavitù morale e politica e instaurato il Regno di Dio. Ma nessuno avrebbe mai immaginato che il Messia potesse nascere da un’umile ragazza quale era Maria, promessa sposa del giusto Giuseppe. Neppure lei lo avrebbe mai pensato, eppure nel suo cuore l’attesa del Salvatore era così grande, la sua fede e la sua speranza erano così ardenti, che Egli poté trovare in lei una madre degna. Del resto, Dio stesso l’aveva preparata, prima dei secoli. C’è una misteriosa corrispondenza tra l’attesa di Dio e quella di Maria, la creatura “piena di grazia”, totalmente trasparente al disegno d’amore dell’Altissimo. Impariamo da Lei, Donna dell’Avvento, a vivere i gesti quotidiani con uno spirito nuovo, con il sentimento di un’attesa profonda, che solo la venuta di Dio può colmare.

(Papa Benedetto XVI, 28 novembre 2010)



Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 02/12/2016 da in Anno A, Avvento, ITALIANO, Liturgia, Prepararsi alla Domenica con tag , , .

San Daniele Comboni (1831-1881)

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 1.347 follower

Follow COMBONIANUM – Formazione Permanente on WordPress.com
dicembre: 2016
L M M G V S D
« Nov   Gen »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031  

  • 135,385 visite

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Tag

Aborto Advent Advento Africa Afrique Alegria Ambiente America Amor Amore Amoris laetitia Anthony Bloom Arabia Saudita Arte Arte cristiana Arte sacra Asia Bibi Ateismo Avent Avvento Bellezza Benedetto XVI Bibbia Bible Biblia Boko Haram Book of Genesis Bruno Forte Capitalismo Cardinal Newman Carême Chiamate in attesa Chiesa China Chrétiens persécutés Church Cibo Cina Cinema Confessione Contemplazione Cristianesimo Cristiani perseguitati Cristianos perseguidos Cristãos perseguidos Cuaresma Cuba Cultura Curia romana Daesh Dialogo Dialogo Interreligioso Dialogue Dio Diritti umani Domenica del Tempo ordinario (A) Domenica del Tempo Ordinario (C) Domenica Tempo ordinario (C) Donna Ecologia Economia Ecumenismo Enciclica Enzo Bianchi Epifania Estados Unidos Eucaristia Europa Evangelizzazione Fame Famiglia Famille Family Família Fede Fondamentalismo France Gabrielle Bossis Gender Genesi Gianfranco Ravasi Giovani Giovedì Santo Giubileo Gregory of Narek Guerra Guglielmo di Saint-Thierry Gênesis Henri Nouwen Iglesia India Iraq ISIS Islam Jacob José Tolentino Mendonça Kenya La bisaccia del mendicante La Cuaresma con Maurice Zundel La Madonna nell’arte La preghiera giorno dopo giorno Laudato si' Le Carême avec Maurice Zundel Lectio Lectio della Domenica - A Lectio Divina Lent LENT with Gregory of Narek Le prediche di Spoleto Libia Libro del Génesis Libro dell'esodo Libro della Genesi Litany of Loreto Litany of Mary Livre de la Genèse Livro do Gênesis Madonna Magnificat Maria Martin Lutero martiri Matrimonio Maurice Zundel Medio Oriente Migranti Misericordia Mission Missione Morte México Natale Navidad Nigeria Noël October Oração Pace Padre nostro Padri del Deserto Paix Pakistan Papa Francesco Papa Francisco Pape François Paraguay Paul VI Paz Pedofilia Perdono Persecuted Christians Persecution of Christians Persecuzione anti-cristiani Persecuzione dei cristiani Pittura Pobres Pobreza Politica Pope Francis Poveri Povertà Prayers Preghiera Profughi Quaresima Quaresima con i Padri del Deserto Quaresma Quaresma com Henri Nouwen Raniero Cantalamessa Rifugiati Rosary Sacramento della Misericordia Santità Scienza Sconfinamenti della Missione Settimana del Tempo Ordinario Silvano Fausti Simone Weil Sinodo Siria Solidarietà Spiritualità Stati Uniti Sud Sudan Synod Terrorismo Terrorismo islamico Testimoni Testimonianza Thomas Merton Tolentino Mendonça Turchia Uganda Vatican Vaticano Venerdì Santo Viaggio apostolico Violenza Virgin Mary Von Balthasar
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: