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Atti di coraggio e tolleranza nel mondo islamico

sheikh-hasina

(di Anna Bono, 7.1.2017) Solo i musulmani possono screditare l’islam di Medina, che impone il jihad, e isolarlo. Ogni segno, ogni atto, per quanto piccolo, che mostri di prenderne le distanze, è prezioso tanto più se intrapreso dai governi dei paesi islamici più esposti all’influenza jihadista e in cui le minoranze cristiane sono perseguitate.

Quest’anno il primo ministro del Bangladesh, la signora Sheikh Hasina, ha festeggiato il Natale con la comunità cristiana della capitale Dhaka partecipando a una cerimonia che ha riunito per lo scambio degli auguri circa 1.500 cristiani, in maggioranza cattolici, insieme a molti islamici, indù e buddisti. Prendendo la parola, la premier, dopo aver intonato un canto di Natale insieme ai cristiani, si è rivolta al cardinale Patrick D’Rozario, di recente nomina, chiedendogli “di non lavorare solo per i cristiani, ma per il benessere di tutto il paese, come già in passato”. Ha poi affermato che il suo governo sostiene l’uguaglianza di tutte le religioni: “in quanto musulmana – ha detto – io seguo la mia religione e confido in essa. Ma la religione corre il pericolo che si tenti di usarla in modo negativo. Perciò è responsabilità di tutti mantenere la dignità della propria fede in un contesto pacifico in cui tutti possano praticare il proprio credo. Il mio governo sostiene fermamente l’uguaglianza di tutte le religioni in Bangladesh”. Il cardinale D’Rozario ha risposto assicurando il proprio impegno e quello di tutti i cristiani a lavorare per il paese con il sostegno del governo.

All’incontro ha partecipato anche il  ministro degli affari religiosi Motiur Rahman il quale ha sottolineato il contributo positivo della comunità cristiana e ha lodato “la Chiesa cattolica per il ruolo che essa svolge nello sviluppo dell’educazione e della situazione socio-economica del nostro paese”. Il Bangladesh – ha aggiunto – è una nazione dove per tradizione esiste l’armonia religiosa anche se persone male intenzionate tentano di distruggere le relazioni di fratellanza tra persone di fede diversa”.

Sono parole e gesti importanti perché invece l’intolleranza rischia di radicarsi nella popolazione, istigata dagli integralisti. Fonti locali dicono di temere un rafforzamento degli integralisti grazie al fatto che decine di madrasse (scuole islamiche) non sono soggette a controlli e supervisioni.

L’ordinazione di 13 nuovi sacerdoti il 30 dicembre ha esaltato il clima positivo che ha contrassegnato il Natale 2016. Negli ultimi anni il Bangladesh ha visto aumentare le vocazioni. I seminari – conferma padre Emmanuel Kanon Rozario, rettore del seminario maggiore del Santo Spirito – sono pieni di giovani e un numero sempre maggiore di ragazzi si accosta alla vita religiosa”.

Il Bangladesh è 35° nell’elenco 2016 dei paesi che più perseguitano i cristiani redatto dall’ong Open Doors. In sesta posizione nello stesso elenco si trova il Pakistan, uno dei nove stati in cui la persecuzione è tale da essere definita estrema, teatro di alcuni dei più gravi attentati ai cristiani degli ultimi anni. È il paese della “legge nera”, così detta perché punisce il reato di blasfemia anche con la morte, è il paese di Asia Bibi, condannata alla pena capitale proprio per blasfemia, in carcere dal 2009. Il 30 dicembre un altro cristiano, evangelico, Shahbaz Babu, è stato arrestato con l’accusa di aver dissacrato il Corano scrivendo il proprio nome su alcune pagine che avrebbe poi fatto a pezzi e gettato per strada.

È dunque un gesto di grande significato quello del governo che quest’anno ha voluto celebrare il Natale con un evento inteso a promuovere tolleranza ed esprimere vicinanza alla minoranza cristiana. Per iniziativa del Ministro dei diritti umani, Kamran Michael, e del Ministro delle ferrovie, Khawaja Saad Rafique, è stato allestito un treno speciale composto da carrozze decorate con messaggi di tolleranza religiosa, fratellanza e amore e che illustravano il contributo dei cristiani alla vita del paese. Il treno è partito il 22 dicembre da Islamabad, ha fatto tappa a Peshawar e a Rawalpindi e ha terminato il viaggio il 24 dicembre a Lahore. Già altre volte si sono allestiti dei treni speciali in Pakistan, ha spiegato padre Qaiser Feroz, segretario della commissione per le comunicazioni sociali dei vescovi pakistani, ma sempre in occasione di ricorrenze religiose islamiche. Perciò – ha detto – questa è un’occasione unica per promuove una campagna di armonia e di pace, un messaggio forte rivolto agli estremisti che non tollerano i seguaci delle altre religioni”.

Nei giorni scorsi dei gruppi estremisti hanno emesso una fatwa, una sentenza di morte contro Shaan Taseer, figlio del governatore del Punjab Salman Taseer, assassinato nel 2011 per aver difeso Asia Bibi e aver criticato la legge sulla blasfemia. La colpa di Shaan, musulmano, è di aver pubblicato sui social network un messaggio di Natale in cui ha chiesto ai suoi connazionali di rivolgere una preghiera speciale per chi soffre a causa di persecuzioni religiose in Pakistan. Il 4 gennaio, anniversario della morte del padre, la polizia di Lahore ha arrestato 110 imam che festeggiavano l’omicidio di Salman Taseer e tentavano di impedire la veglia funebre organizzata per ricordarne il sacrificio e per manifestare contro il terrorismo e il fondamentalismo islamico.

http://www.lanuovabq.it


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Questa voce è stata pubblicata il 07/01/2017 da in Attualità sociale, Dialogo Interreligioso, ITALIANO con tag , .

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