COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Lectio divina sulla Lettera agli Ebrei (I-IV settimane del T.O.)

Lettera agli Ebrei
– 1a lettura degli anni dispari –
dalla 1a alla 4a settimana del Tempo Ordinario

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COMMENTO DELLA LETTERA AGLI EBREI

Presentazione

La Lettera agli Ebrei ha un solo cuore: Cristo Gesù, Vita di ogni vita.
Gesù è la vita dalla quale ogni altra vita nasce, nella quale ogni vita produce frutti di verità e di giustizia, per la quale ogni altra vita vive.

Cristo Gesù è vita: della Parola di Dio, della Grazia di Dio, del credente in Dio, della vera fede in Dio, dell’adorazione di Dio, della glorificazione di Dio, dell’obbedienza a Dio, della santità di Dio, del culto verso Dio, della carità di Dio, della speranza in Dio.

Ogni relazione con Dio e con gli uomini è vera, è nella vita, nella santità e nella giustizia se è posta in Cristo. Fuori di Cristo niente ha vita. Fuori di Lui tutto viene avvolto dalla morte, che inesorabilmente consuma ogni cosa, distruggendola e preparandola per la perdizione eterna.

Chi vuole essere nella vita e condurre ogni altro nella verità della sua vita, deve conoscere Cristo Gesù secondo pienezza di verità, di santità, di missione, di opera, di Parola, di annunzio, di testimonianza.

Il grande annunzio della Lettera agli Ebrei è che Cristo non è da Sé. Cristo è da Dio. Cristo Gesù è l’opera di Dio. Cristo Gesù, infatti, è dal Padre.

È dal Padre nell’eternità ed è dal padre nel tempo; è dal Padre nell’Antico Testamento ed è dal Padre nel Nuovo. Fino alla consumazione dei secoli, per tutta l’eternità, prima del tempo, nel tempo e dopo il tempo, Cristo Gesù è dal Padre.

È dal Padre nella sua generazione eterna; è dal Padre nella sua incarnazione nel tempo; è dal Padre nel suo Sacerdozio; è anche dal Padre nella sua missione. Il suo essere eterno è dal Padre. Cristo Gesù è la vita del Padre. Nella sua divinità e nella sua umanità, nel suo essere vero Dio e nel suo essere vero uomo Gesù Signore è sempre dal Padre.

In ogni Parola che Lui proferisce è dal Padre. In ogni opera che compie è dal Padre. In ogni incontro è dal Padre. In ogni decisione è dal Padre. In ogni missione è dal Padre.

Esiste dal Padre, nel tempo e nell’eternità, ma anche esiste per il Padre nel tempo e nell’eternità. Cristo Gesù è sempre dalla volontà del Padre per compiere la volontà del Padre.

In questo suo essere eternamente e temporalmente dal Padre è la nostra salvezza. Lui è dal Padre, vive per il Padre. Dal Padre ha ricevuto ogni vita, al Padre dona tutta la sua vita, in una obbedienza di morte di croce, che diviene per il mondo intero causa di salvezza per tutti coloro che gli obbediscono.

Se la salvezza è in Lui, da Lui, per Lui, con Lui e Lui è dal Padre e per il Padre, non si può dare alla salvezza altro significato se non questo: fare nostro il mistero di Cristo, divenire con Lui una cosa sola: lasciarci anche noi “fare” dal Padre, essere l’opera del Padre come Cristo è l’opera eterna del Padre (Lui per generazione consustanziale nell’oggi dell’eternità) e sempre in Cristo, con Cristo, per Cristo, divenire in Lui sacrificio e oblazione per la consegna dell’intera nostra vita al Padre celeste.

Tutto questo passa però attraverso la Parola, alla quale Cristo ha conferito pienezza di vita eterna. L’uomo accoglie la Parola, dalla Parola si lascia fare da Dio, nella Parola si consegna al Signore e da Lui si lascia trasformare in un’opera di salvezza per il mondo intero.

Questi brevissimi cenni sull’essere di Cristo dal Padre sono sufficienti solo per creare nel cuore del discepolo di Gesù il desiderio di conoscere con ogni sapienza di verità e di dottrina il mistero della Redenzione così come viene presentato da questa Lettera agli Ebrei.

Chi la leggerà con attenzione, con amore, cura, in preghiera, meditando ogni Parola nel cuore, attingerà nuova sapienza, nuova intelligenza, nuova scienza sul mistero di Cristo Gesù e tutta la sua vita avrà una svolta, si rimetterà in cammino, si libererà da un mondo di falsità, o di inesattezze, o semplicemente di quell’ignoranza che quotidianamente ci conduce assai lontano dall’imitazione di Cristo Gesù.

Perché la verità di Cristo emergesse in tutto il suo splendore di sapienza e di dottrina, spesso abbiamo citato per intero i passi scritturistici di riferimento. Si è scelta questa metodologia, perché l’intero passo dell’Antico Testamento, letto nel contesto della verità di Cristo e dell’intelligenza e sapienza che scaturisce dal suo mistero, dona una luce tutta nuova all’Antica Scrittura.

Il mistero di Cristo è così vasto da abbracciare tutta l’estensione dell’eternità e del tempo. In queste pagine c’è solo un approccio. È come se si intravedesse una luce, una stella, un sole scorgendo un piccolo puntino luminoso da una distanza infinita.

A ciascuno di noi l’obbligo e il dovere di far sì che questo puntino luminoso diventi luce accecante e principio unico di verità per la sua spiritualità.

La Vergine Maria, Madre della Redenzione, dalla quale la Luce Eterna, che è Cristo, è nata, ci aiuti a meditare con frutto il mistero del Figlio Suo Gesù, mirabilmente espresso e contenuto in questa Lettera agli Ebrei.

Vedi ampio commercio e excursus in:
http://credenti.freeforumzone.com/COMMENTO-DELLA-LETTERA-AGLI-EBREI/1


Le esortazioni nella Lettera agli Ebrei
Meditazioni bibliche di don Claudio Doglio

Introduzione alla Lettera agli Ebrei

La Lettera di Paolo agli Ebrei – come diceva il mio professore di Roma, ora cardinale, A. Vanhoye – non è una lettera, non è di Paolo e non è agli Ebrei! La sua struttura ha come impostazione generale l’alternanza tra dottrina ed esortazione. Ci sono cioè nella Lettera agli Ebrei notevoli passi esortativi che non trattano il tema teologico del sacerdozio di Cristo e allora ho scelto questi. Leggeremo tutti i brani esortativi che costituiscono l’ossatura di questa grande omelia in cui l’autore affronta il grande problema del sacerdozio di Cristo.
Dico due parole introduttive proprio per chiarire questo contesto letterario. Non sappiamo perché la chiamiamo Lettera agli Ebrei, ci è stato trasmesso questo titolo e lo conserviamo perché effettivamente è indirizzata a dei cristiani, forse di origine giudaica. Inoltre non è una lettera come quelle di Paolo, ma un trattato teologico, un discorso che poi è stato messo per iscritto e spedito a diverse comunità. Questo testo però è nato per essere letto; è come quello che noi oggi chiameremmo un intervento specialistico in un convegno, una conferenza di un teologo. Questo teologo di cui ignoriamo il nome si rivolge però a una comunità che conosce bene ed è una comunità che ha notevoli problemi.

Vedi:
Lettera agli Ebrei – Meditazioni bibliche di don Claudio Doglio


 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 11/01/2017 da in ITALIANO, Lectio della Settimana, Liturgia, Settimanale con tag .

San Daniele Comboni (1831-1881)

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