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Trump di parola: subito meno salute

Stati Uniti. Trump è di parola: subito meno salute. Decreto per limitare l’Obamacare

Il primo atto esecutivo del nuovo presidente riduce la portata della riforma sanitaria. E incoraggia le agenzie federali a smantellarla per un mercato assicurativo sanitario più libero.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump firma il suo primo atto esecutivo alla Casa Bianca (Lapresse)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump firma il suo primo atto esecutivo alla Casa Bianca (Lapresse)

Una notte alla Casa Bianca non ha cambiato le abitudini di Donald Trump, che ieri ha iniziato la sua prima giornata intera come presidente americano con una serie di messaggi via Twitter, inviati dal suo account personale @realDonaldTrump, invece che da quello ufficiale del President of the United States (@POTUS). Il nuovo capo della Casa Bianca si è detto «onorato di servire il grande popolo americano» e ha definito «fantastica la giornata e la serata di ieri a Washington», ringraziando la rete conservatrice Fox News «e molti altri media per i grandi giudizi del discorso d’insediamento».

L’intervento inaugurale di Trump, nel quale ha dipinto un quadro a tinte fosche dell’America e promesso di fermare il «massacro americano» mettendo «l’America prima», è stato in realtà accolto con cautela da molti commentatori tv, inclusi quelli di Fox, che lo hanno definito «il discorso di un insorto, del leader di una rivolta che ha conquistato e preso il controllo di Washington».

Ieri mattina Trump ha partecipato a una tradizionale cerimonia interreligiosa alla National Cathedral, insieme alla moglie Melania e alla famiglia al completo. Al rientro alla Casa Bianca a bordo della sua limousine, ha incrociato l’imponente manifestazione di protesta contro la sua elezione che si snodava per le vie della capitale. Nel pomeriggio il nuovo capo della Casa Bianca ha affrontato un altro fronte di dissenso, visitando la Cia, alla quale ha rivolto pesanti critiche durante il periodo della transizione. A Langley però ieri il miliardario newyorkese ha teso un ramoscello d’ulivo, ringraziando «gli uomini e le donne della comunità dell’intelligence», gli stessi che ha recentemente accusato di aver diffuso alla stampa le notizie riguardo a un possibile dossier compromettente nei suoi confronti recapitato in mano russa.

Trump aveva inoltre paragonato il lavoro dei servizi segreti statunitensi a quanto accadeva nella Germania nazista, un parallelo definito «rivoltante» dall’attuale direttore generale della Cia, John Brennan: «Mi indigna dal momento che non vi è alcuna ragione perché Trump debba puntare il dito contro i servizi segreti rimproverando loro di aver svelato delle informazioni già disponibili pubblicamente», ha detto. Il presidente ha già designato chi debba succedere a Brennan alla guida dell’agenzia, ma la nomina di Mike Pompeo, un repubblicano contrario all’accordo sul nucleare iraniano, non è ancora stata confermata dal Congresso.

Il primo atto esecutivo della presidenza Trump, invece, come promesso in campagna elettorale, è stato un decreto che riduce la portata della riforma sanitaria del suo predecessore, nota come Obamacare.

L’ordine esecutivo del neopresidente mira ad «alleggerire il fardello» della legge e incoraggia le agenzie federali a smantellarlo. L’obiettivo, aggiunge il decreto, è «creare un mercato di assicurazione sanitaria più libero e aperto». Anche se solo il Congresso può abrogare la riforma del 2010, l’ordine in nove paragrafi sostiene che il governo federale deve agire nel modo più incisivo possibile per «allentare il peso» sugli individui, gli Stati e l’industria sanitaria.

La firma non cambia nulla immediatamente, ma manda un messaggio simbolico molto forte perché le agenzie federali potranno usarlo per smettere di obbligare gli americani ad acquistare un’assicurazione. Alcuni parlamentari repubblicani in realtà hanno fatto capire al nuovo presidente che la semplice abolizione della normativa lascerà milioni di persone senza un’assicurazione sanitaria, se non si elabora un’alternativa. Trump ha risposto promettendo «sanità per tutti».

Elena Molinari
Avvenire sabato 21 gennaio 2017


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Questa voce è stata pubblicata il 22/01/2017 da in Attualità, Società, Cultura, ITALIANO con tag , .

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