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Dagli immigrati alla Nato: la rivoluzione di Trump in 8 punti

Il muro con il Messico, la sanità, il commercio, i rapporti con Pechino, la corruzione, la Difesa, le relazioni con Mosca, gli incentivi allo sviluppo

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Il presidente Usa, Donald Trump, con il vicepresidente Mike Pence alla Casa Bianca (Lapresse)

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annuncia azioni drastiche. Poco dopo il giuramento ha firmato un decreto sulla sanità. Si cambia anche su lavoro e politica estera. Ecco i punti principali del programma del presidente Trump.

1) IMMIGRAZIONE Il muro con il Messico sarà «impenetrabile»

«Dal primo giorno cominceremo a lavorare ad un muro fisico alla frontiera meridionale: sarà impenetrabile, alto e bello», ha promesso Trump in un discorso a Phoenix, in Arizona, lo scorso settembre. Sebbene il muro sia rimasto in programma (a spese del Messico, che però non ne vuole sapere), non è noto come stia pensando di iniziare a realizzarlo nel “Day One”, tra il giuramento e il ballo di gala. Ha inoltre promesso di espellere circa due milioni di immigrati irregolari criminali. «Il primo giorno, nella mia prima ora in carica – ha dichiarato – questa gente se ne sarà andata» Sempre sull’immigrazione, Trump ha assicurato di voler subito «cancellare gli ordini esecutivi incostituzionali» del suo predecessore. Ha citato, in particolare, gli atti che garantiscono uno status legale agli irregolari arrivati negli Usa da bambini e ai genitori di cittadini americani o residenti legali. Si è poi impegnato a bloccare l’immigrazione dai Paesi legati al terrorismo e a «sospendere immediatamente» il piano di accoglienza per i rifugiati siriani.

2) OBAMACARE Senza sanità pubblica decine di milioni di cittadini

Nel suo primo giorno da presidente Trump ha firmato il primo ordine esecutivo proprio sull’Obamacare: un provvedimento più simbolico che pratico, che invita le agenzie federali a “congelare” l’Affordable Care Act, la riforma sanitaria voluta da Barack Obama. Il nuovo Congresso a maggioranza repubblicana si è già messo al lavoro, approvando la risoluzione sul budget che rappresenta il primo passo verso l’abrogazione, con la richiesta alle commissioni competenti di redigere il testo per la cancellazione entro il 27 gennaio. «L’Obamacare sarà presto storia», ha sentenziato Trump, facendo un gioco di parole tra «Affordable» (accessibile) Care Act e «Unaffordable» (troppo caro) Care Act. L’abolizione senza una sua immediata sostituzione si tradurrà nella perdita dell’assicurazione sanitaria per 18 milioni di americani solo nel primo anno e 32 milioni nei primi dieci anni, con i premi in aumento del 50%. Trump ha promesso che varerà una nuova riforma: «Tutti saranno coperti da assicurazione e le case farmaceutiche saranno costrette a ridurre i prezzi».

3) REGOLE DEL COMMERCIO Accordi da rinegoziare e basta vincoli sull’energia

Lo scorso settembre, durante un discorso a Greenville, nella Carolina del Sud, Trump ha segnalato di voler impegnare, dal suo primo giorno in carica, «ogni agenzia governativa nell’individuazione di regolamentazioni inutili, responsabili della perdita di posti di lavoro». Il tycoon ha promesso di sbloccare «i progetti infrastrutturali per l’energia, come l’oleodotto Keystone XL», che consentirà di trasportare il petrolio dal Canada al Texas. Inoltre vuole revocare le restrizioni sulla produzione di energie fossili. Ieri la Casa Bianca ha fatto sapere che ci sarà una «immediata notifica» sul ritiro degli Usa dall’accordo Trans-Pacific Partnership Tpp) e che chiederà ai partner (Canada e Messico) di rinegoziare l’accordo Nafta (North American Free Trade Agreement). Il miliardario ha inoltre minacciato l’imposizione di dazi del 35% sulle auto costruite in Messico e destinate al mercato statunitense. Tra gli obiettivi principali della nuova Amministrazione c’è quello di restituire forza alle manifatture Usa, semplificando alcune norme e abbassando le tasse in quei settori.

4) RAPPORTI CON LA CINA Alla «guerra della valuta». E dazi sulle merci da Pechino

Trump ha detto che denuncerà la Cina come Paese che manipola la propria valuta nel suo primo giorno da presidente, una manovra che Pechino avrebbe attuato per sostenere le esportazioni. Ma Trump non ha aspettato l’insediamento. Ha ripetutamente preso di mira Pechino, anche lunedì scorso in un’intervista rilasciata al “Wall Street Journal”. Si preannunciano spinose le dispute commerciali che il nuovo inquilino della Casa Bianca minaccia di intraprendere contro le importazioni di made in China. In campagna elettorale, Trump ha dichiarato più volte l’intenzione di applicare dazi fino al 45% del valore delle importazioni cinesi e ha più volte ribadito che la Cina ha «stuprato» gli Stati Uniti portando via posti di lavoro. Nel commercio si concentrano anche alcuni degli uomini più critici verso la Cina del team di Trump, a cominciare dal nome più noto, quello di Peter Navarro, che sarà a capo del National Trade Council ideato proprio da Trump. Navarro ha spiegato le sue idee in libri in cui non risparmia critiche alla Cina.

5) ETICA E POLITICA «Drenare» la corruzione. Tetto ai parlamentari

Nell’ambito del piano per «drenare la palude» della corruzione a Washington, Trump, durante il discorso di Gettysburg, ha annunciato, sempre per il primo giorno del suo mandato presidenziale, i punti della sua offensiva. Fissare un tetto sul mandato dei parlamentari, emendando la Costituzione; congelare le assunzioni pubbliche (fatta eccezione per militari, sanità e sicurezza); imporre un intervallo di tempo minimo di 5 anni prima che funzionari governativi possano diventare lobbisti; impedire ai lobbisti stranieri di raccogliere fondi per le elezioni Usa. Insomma, per dirla con le parole di Trump, «sarà un primo giorno davvero molto impegnativo». Lo stesso Trump ha peraltro glissato sul fatto che molti noti lobbisti abbiano fatto parte della sua squadra di transizione. Il miliardario ha peraltro fatto compiere una marcia indietro ai suoi colleghi repubblicani del Congresso, che avevano votato in un primo tempo votato a favore della restrizione dei poteri dell’ufficio etico, ente indipendente che indaga su eventuali casi di violazioni commesse dai parlamentari.

6) NATO E DIFESA Una struttura «obsoleta»: deve dimostrare la sua utilità

Forse per la prima volta nella sua storia il ruolo dell’Alleanza Atlantica viene messo in discussione proprio da un presidente americano, che l’ha definita «obsoleta». Il tycoon – nelle cui prospettive potrebbe esserci un’America più isolazionista di quella dei suoi predecessori – aveva chiesto perché gli Stati Uniti debbano impegnarsi nella difesa di Paesi che non spendono abbastanza in sicurezza. Per la Nato la sfida è grande. Deve dimostrare di servire ancora agli Usa del ventunesimo secolo, adattandosi alle sfide poste dalla minaccia terroristica, ma anche di avere il giusto approccio verso una Russia con cui gli Usa potrebbero avviare il disgelo. È già iniziato lo schieramento di 4mila uomini in Polonia e nell’intera Europa orientale, che nei piani dell’Alleanza dovrebbero rafforzare la sicurezza in un’area che soffre l’ingombrante presenza russa. L’unica volta in cui la Nato ha attivato la difesa collettiva è stato per rispondere all’attacco terroristico contro gli Usa dell’11 settembre. Con Trump, però, la sfida è aperta.

7) RELAZIONI CON MOSCA Forse lo stop alle sanzioni e riduzione degli arsenali nucleari

Anche dalle parole del prossimo segretario di Stato Rex Tillerson, sembra che gli Usa di Trump siano disposti a riconoscere alla Russia il ruolo di potenza mondiale di pari grado, traguardo su cui Vladimir Putin ha concentrato tutto il suo terzo mandato. La Russia continua a rimanere prudente su Trump, di cui teme l’imprevedibilità. “Aspettiamo l’insediamento del signor Trump e dopo valuteremo su questa o quest’altra iniziativa”, ha detto nei giorni scorsi il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, evitando così di commentare le dichiarazioni del tycoon, secondo il quale Washington potrebbe abolire le sanzioni, in caso del raggiungimento di un accordo sulla riduzione delle armi nucleari. «Hanno messo le sanzioni alla Russia, vediamo se possiamo fare qualche buon accordo – ha dichiarato Trump –. Credo che le armi nucleari andrebbero ridotte in modo davvero sostanziale. La Russia se la passa parecchio male al momento a causa delle sanzioni, ma credo che possa accadere qualcosa che porterà benefici a molta gente».

8) TASSE E SVILUPPO Tagli alla classe media e imprese e 25 milioni di posti di lavoro

Intende lavorare con il Congresso per un piano economico che consentirà, con tagli alle tasse per la classe media e per le imprese, la creazione di 25 milioni di posti di lavoro in 10 anni. Cin una crescita del 4% all’anno. Nel suo programma per i primi 100 giorni investimenti in infrastrutture per mille miliardi di dollari in dieci anni grazie a partnership tra pubblico e privati e incentivi fiscali per le aziende che investono. Sul fronte fiscale Trump ha proposto una riduzione del numero di aliquote personali dalle attuali sette a tre, con una riduzione dell’aliquota massima dal 39,6% al 33%, per poi scendere al 25% e al 12 come soglia minima. Le imposte sul reddito delle imprese verrebbero più che dimezzate e portate al 15%. I critici calcolano che spese e riduzioni delle imposte farebbero esplodere il deficit, ma secondo Trump questi effetti verrebbero compensati dallo stimolo generato per la crescita. In campo finanziario, il tycoon è fortemente critico delle regolamentazioni bancarie come la legge Dodd-Frank introdotta nel 2008 dopo la grande recessione.

Paolo M. Alfieri
Avvenire domenica 22 gennaio 2017


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Questa voce è stata pubblicata il 23/01/2017 da in ITALIANO con tag , .

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