COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Commento al Vangelo della III Settimana del Tempo Ordinario

Commento al Vangelo
III Settimana del Tempo Ordinario
di Paolo Curtaz

Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini3

III settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Lunedì 23 Gennaio >
(Feria – Verde)
Lunedì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
Eb 9,15.24-28   Sal 97   Mc 3,22-30: Satana è finito.
Martedì 24 Gennaio >
(Memoria – Bianco)
San Francesco di Sales
Eb 10,1-10   Sal 39   Mc 3,31-35: Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre.
Mercoledì 25 Gennaio >
(FESTA – Bianco)
CONVERSIONE DI SAN PAOLO APOSTOLO
At 22,3-16   Sal 116   Mc 16,15-18: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
Giovedì 26 Gennaio >
(Memoria – Bianco)
Santi Timoteo e Tito
2Tm 1,1-8   Sal 95   Lc 10,1-9: La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.
Venerdì 27 Gennaio >
(Feria – Verde)
Venerdì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
Eb 10,32-39   Sal 36   Mc 4,26-34: L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.
Sabato 28 Gennaio >
(Memoria – Bianco)
San Tommaso d’Aquino
Eb 11,1-2.8-19   Lc 1,68-75   Mc 4,35-41: Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?
Domenica 29 Gennaio >
(DOMENICA – Verde)
IV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
Sof 2,3; 3,12-13   Sal 145   1Cor 1,26-31   Mt 5,1-12: Beati i poveri in spirito.

Lunedì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
Eb 9,15.24-28   Sal 97   Mc 3,22-30: Satana è finito.

 Quanto inchiostro ha fatto versare questo brano! Siamo tutti rassicurati dal fatto che il Dio di Gesù perdona tutti i peccati! Che bello avere a che fare con un Dio che vuole la salvezza di ogni uomo, che non gode della morte del peccatore ma che lo libera e lo innalza! Eccetto in un caso: la bestemmia contro lo Spirito Santo. Ma che significa? La chiave di lettura di Marco ci aiuta: Gesù è accusato di essere indemoniato, di parlare in nome del divisore. Lo accusano perché dice cose nuove, perché destabilizza, perché mette in luce le contraddizioni di una pratica religiosa esteriore e vuota, fatta di leggi e prescrizioni che, invece di avvicinare a Dio, fanno fuggire ogni discepolo! Piuttosto di mettersi in discussione, alcuni farisei lo accusano, senza argomentare, di essere un indemoniato e di guarire gli indemoniati in nome del demonio. Sciocchezza gigantesca che Gesù, con somma pazienza, smonta con un ragionamento. Che non serve. L’ostinazione di chi non vuole credere è quasi invincibile, è dura e insormontabile. Eccolo, a mio avviso, il peccato contro lo Spirito. Apre le menti, lo Spirito, scombina i piani, illumina le tenebre. Ma, per farlo, bisogna accoglierlo.

Martedì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
24 Gennaio (Memoria – Bianco) San Francesco di Sales
Eb 10,1-10   Sal 39   Mc 3,31-35: Chi fa la volontà di Dio, costui per me è fratello, sorella e madre.

Ed ecco il secondo brano “anarchico” di cui vi parlavo qualche giorno fa. Gesù quasi disconosce la sua famiglia, allargata ormai a coloro che accolgono la parola e la conservano. Come già dicevo, il vangelo, e Marco, in particolare, osa proporre un modello famigliare innovativo, che supera i legami tribali e di sangue per proporre delle nuove relazioni fondate sull’affinità spirituale, sulla consapevolezza di essere figli dello stesso padre, fratelli nell’unico Cristo. La condizione per diventare famigliari di Dio, dice Gesù, è quella di essere attenti uditori della Parola e di cercare la volontà salvifica di Dio nella nostra vita. Gesù gira lo sguardo su di noi, ci propone, oggi!, di sentirci davvero suoi fratelli. Amici che vivete situazioni famigliari disperate, o solitudini che, alla fine, vi hanno prosciugato l’anima, sappiate che il Signore ci invita a fare esperienza di lui. Lo so, non è molto per chi vive nella solitudine tutto il giorno, ma conosco fratelli e sorelle che, superato il proprio dolore, hanno allargato la propria vita e hanno accolto nella preghiera tutti i fratelli cristiani sparsi nel mondo, riempiendo il proprio cuore di consolazione. Chiediamo al Signore di sperimentare questa grazia…

25 Gennaio (FESTA – Bianco) CONVERSIONE DI SAN PAOLO APOSTOLO
At 22,3-16   Sal 116   Mc 16,15-18: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

San Paolo è l’unico discepolo di cui ricordiamo la conversione, oltre che la morte. Il suo percorso spirituale è diventato il modello per ogni cercatore di Dio che incontra il Cristo, rivelatore del Padre e dell’uomo.
Non una ma molte conversioni caratterizzano il percorso dell’uomo che cerca se stesso, che incontra Dio. San Paolo ci viene proposto come modello di questo accidentato percorso che siamo chiamati a ripetere con intelligenza e creatività. La conversione è il passaggio da una condizione ad un’altra, un gesto di adesione dell’intelligenza fatto con forza e, spesso, a costo di fatica e di lotta interiore. San Paolo era già credente, fin troppo. Accecato dalla sua passione, non riusciva a vedere che il suo zelo era diventato inaccettabile fanatismo. Quando parliamo di conversione, quindi, non intendiamo anzitutto il passaggio dell’ateo alla fede, ma del credente alla fede corretta. E questa conversione caratterizza la Chiesa, semper reformanda, sempre in riforma per adeguare il proprio stile di vita alle esigenze del Vangelo. Oggi, quindi, celebriamo la fatica della nostra conversione, il cammino che dobbiamo continuamente fare, senza scoraggiarci. La conversione sulla via di Damasco, per Paolo, non fu che l’inizio di una vita nuova in cui dovette affrontare numerosi cambiamenti. Eppure, alla fine del suo entusiasmante, sofferto e tormentato percorso, libero, si consegnò.

26 Gennaio – Santi Timoteo e Tito (Memoria – Bianco)
2Tm 1,1-8   Sal 95   Lc 10,1-9: La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

Ieri abbiamo celebrato la conversione di Paolo, oggi celebriamo i frutti di quella conversione: la santità di due suoi discepoli, Timoteo e Tito, destinatari di alcuni suoi scritti.
 È frizzante la prima esperienza cristiana, colma di entusiasmi, di luci, di conversioni, di passione. Così la fede di Paolo contagia le comunità che incontra, le rianima, le orienta, le motiva. Dalle sue lettere impariamo a conoscere una Chiesa dinamica, in continua evoluzione, embrionale ma già definita, ancora in movimento ma già basata su alcuni principi che, bene o male, ritroviamo ancora oggi. Il “sì” di Paolo alla chiamata del Signore ha prodotto molti frutti, molta santità, molte conversioni. Il “sì” di Paolo ha suscitato il “sì” di molti altri, fra cui Tito e Timoteo. Il “sì” di questi due discepoli ha permesso al vangelo di giungere ad altri cuori, di convertire numerose altre vite. Se la nostra vita diventa un “no” all’azione di Dio, molti uomini e donne, attorno a noi, dopo di noi, non sentiranno parlare del Signore Gesù. Celebrare, oggi, il “sì” di due discepoli vissuti così lontani nel tempo, ci ricorda che la catena della fede è fatta di tanti piccoli anelli che si uniscono per giungere fino a noi. Facciamo diventare la nostra giornata, la nostra vita, un grande “sì” al Signore, perché molti altri, un giorno possano conoscere la gioia dell’appartenere a Cristo.

Venerdì della III settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
Eb 10,32-39   Sal 36   Mc 4,26-34: L’uomo getta il seme e dorme; il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa.

Si parla di semi, oggi, per parlare di Dio e di Regno, di vita interiore e di dinamiche spirituali. Grande Gesù: di fronte a sé aveva uomini e donne abituati a veder crescere una spiga, un arbusto, che sapevano bene la fatica di arare la dura terra della Giudea o ammirare la terra feconda di Galilea. Più difficile per noi, abituati all’asfalto e al bitume, a timidi e depressi alberi a segnare i grandi viali delle nostre città. E l’invito di Gesù, oggi, è quello, dopo avere accolto il seme della Parola che il seminatore semina a piene mani, a lasciar fare alla Parola il proprio corso, senza ansie, senza fretta, senza eccessive preoccupazioni. Difficile a farsi, in questi nostri giorni segnati dal tempo incalzante. Difficile non cedere alla tentazione di monitorare continuamente la nostra vita, di valutarla, di porci degli obiettivi e fare dei business plan anche in parrocchia o in Diocesi. L’invito di Gesù è chiaro: guardate alla pazienza del contadino. E, contro il rischio sempre serpeggiante del trionfalismo e del gigantismo, Gesù invita noi, la sua Chiesa a entrare nella logica dei piccoli gesti, dei piccoli numeri, come sa fare l’albero di senapa. E come ha fatto san Paolo che, occupandosi di poche comunità e scrivendo loro dei consigli, ha nutrito generazioni e generazioni di credenti…

Sabato della III settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)
28 Gennaio – San Tommaso d’Aquino (Memoria – Bianco)
Eb 11,1-2.8-19; Mc 4,35-41 Chi è costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?

Prendiamolo così com’è, il Signore, anche se non lo capiamo, anche se ci mette continuamente in crisi, anche se le sue parole sono troppo taglienti. Prendiamolo a bordo, come hanno saputo fare i discepoli e così, durante le tempeste della nostra vita, ci accorgeremo di quanto egli sia presente, anche se pare che dorma. Quanto è doloroso il sonno di Dio! Quanto ci spaventa e ci inquieta! Eppure, nella vita, interiore, succede di passare dei tempi, e dei lunghi tempi, talvolta, senza percepire la sua presenza, afflitti, scoraggiati persi, con la barca ormai piena d’acqua. Animo, fratello che sperimenti il silenzio di Dio! Coraggio, sorella che sperimenti l’abbandono e la disperazione! Anche se Dio pare lontano, anche se sembra indifferente o, peggio, cinico e crudele, egli è il presente. Discreto, silenzioso, immobile, ma presente. Paolo stesso sperimenterà, alla fine della sua vita, il silenzio di Dio. Attraverso il rifiuto e l’abbandono della comunità di Roma, che Paolo raggiunge nel momento della persecuzione, Paolo sperimenta in sé la spogliazione interiore e si dichiara pronto a morire come il suo Gesù, nella dimenticanza di tutti.


 

 

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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 23/01/2017 da in ITALIANO, Liturgia, Settimana - commento.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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