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A proposito delle apparizioni di Medjugorje: la Madonna non è una Barbie della fede

Un teologo importante apprezza la mossa di papa Francesco. Sui fatti di Medjugorje padre Salvatore Perrella ha già indagato a lungo

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Insegna da oltre 30 anni in una Facoltà Pontificia e viene considerato uno dei maggiori esperti al modo di teologia mariana, quella che studia e approfondisce la figura della Madonna; per questo ha fatto parte della commissione internazionale voluta da Benedetto XVI per valutare la credibilità delle apparizioni a Medjugorje.  Tiscali.it lo ha incontrato alla Facoltà Marianum di Roma dove da alcuni anni è preside della Facoltà teologica. Sulla Madonna dice cose interessanti che solitamente non si sentono, sottolinea che non è difficile parlare della Madonna: c’è tutto nel Vangelo, il suo senso, la sua grandezza, la sua umanità, il suo vivere per Gesù e per gli altri.

Ora, invece, nonostante ci sia stato il concilio Vaticano II che su di Lei ha detto cose importanti più che in tutti gli altri concili della storia cristiana, secondo padre Salvatore Perrella “Maria è vittima del chiacchiericcio popolano che la vuole assolutamente una popolana della fede. Mi fa male vedere come Santa Maria  viene trattata, invischiandola nelle banalità dell’esistenza. Maria è stata chiamata da Dio a vivere lo straordinario nell’ordinario e ciò suppone da Lei oltre che amore, intelligenza, umiltà e fatica”.  Prima di entrare nel merito delle apparizioni di Medjugorje,  Perrella a titolo di premessa generale chiede che “si lasci la tradizione cristiana popolana di considerare la Madonna la Barbie della fede e oggi si esagera proprio. Maria non è una Barbie e neppure una colf della fede”.

La decisione di Papa Francesco di mandare a Medjugorje l’arcivescovo di Varsavia monsignor Henryk Hoser quale inviato della Santa Sede con l’incarico di preparare entro la fine estate un rapporto sulle condizioni pastorali del luogo, ha colto in certa misura di sorpresa tanti che aspettavano ormai una dichiarazione del Papa sulla veridicità sopra-naturale delle apparizioni della Madonna. Padre Perrella ritiene importante la decisione di Francesco che completa il lavoro svolto dalla Commissione voluta da Benedetto XVI. Quella Commissione presieduta dal cardinale Camillo Ruini aveva il compito dottrinale. C’è urgenza nella Chiesa – secondo padre Perrella – di riscoprire la Madonna del Vangelo, in continuità con il concilio Vaticano II e con l’insegnamento dei papi, a cominciare da Paolo VI. Giovanni Paolo II ha richiamato la necessità di mettere la pietà popolare all’interno della Tradizione della Chiesa.

Per Ratzinger, Maria è la donna del Vangelo, semplice umile, straordinaria nel metterlo in pratica. Francesco offre una mariologia popolare non popolana. Nasce dall’affetto. Ratzinger mette insieme ragione e cuore che non sempre si incontrano. Francesco indica un percorso formativo per una educazione integrale alla fede. E il percorso dell’educazione alla fede mette sempre insieme i due aspetti: Vangelo e testimonianza.

Ma non si può fare a meno di chiedere all’esperto perché a questo scopo è necessario definire se le apparizioni della Madonna siano vere o presunte e perché la gente accorre in massa nei luoghi dove si presume che avvengano questi fenomeni straordinari.

“Chiedersi perché ciò accade – risponde Perrella – è un punto importante. Alla gente manca una presenza affettuosa di cui fidarsi, manca una madre, c’è una carenza di affetto, di maternità. Abbiamo bisogno, per dirla con Garimberti, che il cielo ci copra di baci. Questo manca tanto anche nel nostro mondo attuale dove prevalgono sentimenti di aggressione, indifferenza, non ascolto, non considerazione, estraneità. Francesco ci richiama alla dimensione dell’amore, della misericordia, dell’accoglienza, del dono. Ricordiamo tutti l’incoraggiamento da lui dato alla donna che allattava in chiesa. Egli torna all’immagine della pulizia profonda  dove il seno non è vergogna. Noi abbiamo perso il segno della pietà popolare mentre la gente ha bisogno di sapere che c’è una presenza amica in un mondo di indifferenza, di odio. Spiego così questo boom di apparizioni della Madonna che riscuotono tanto interesse e richiamo popolare. Certo bisogna dire che alla Chiesa istituzionale non piacciono le apparizioni, sembra intimidita. Il caso Medjugorje ne è una prova. E’ un grave problema della Chiesa ma anche una riserva di possibilità”. Perciò è necessaria una chiarificazione: il primo passo è stato la commissione voluta da Benedetto XVI. La Chiesa ha il dovere di salvaguardare la vera pietà mariana. E la commissione ha condotto un esame approfondito che ha richiesto una lunga fatica per cogliere ciò che Dio vuole farci conoscere. Discernere ciò che vero, ciò che è falso, ciò che rappresenta  il business, che ruolo hanno i soldi.

Francesco ha aperto un secondo atto. Vuole indagare come l’evento presunto venga celebrato, ricordato, manipolato e come presentarlo alla gente chiedendosi anche cosa vada a fare la gente a Medjugorje. Francesco ha deciso un atto “intelligente che nasce dalla sua esperienza pastorale. E scegliendo un vescovo conservatore rispetto a lui, ha mostrato la piena libertà del suo gesto, manifestando che l’unico suo interesse di pontefice è quello di rispondere alla domanda se Maria mostra il volto di Dio. Il dopo non lo sappiamo quale e come sarà. Sappiamo che soltanto dopo aver accertato come trovare la retta fede, cercando il volto di Cristo, Francesco potrà prendere una decisione guidato dalla sola logica del bene dei fedeli”. Dalla visita dell’inviato papale potrebbero uscire fuori anche le cose negative che “non sono dovute al fenomeno ma all’usufrutto che se ne fa”. Bisognerà riflettere poiché ci si trova di fronte a una tipologia diversa del fenomeno apparizioni rispetto alle apparizioni tradizionali e collaudate come solo Lourdes, Fatima. In definitiva, pensa Perrella “le iniziative di Papa Benedetto e Papa Francesco su Medjugorje sono  salutari per uscire dal chiacchiericcio pagano sulla fede. E a questo fine era necessario accertare la credibilità soprannaturale dell’evento e la pastoralità dell’evento”.

di Carlo Di Cicco
http://notizie.tiscali.it

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Questa voce è stata pubblicata il 19/02/2017 da in Attualità religiosa, ITALIANO con tag , .

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