COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Commento al Vangelo della II settimana di Pasqua

Commento al Vangelo
della II settimana di Pasqua

Gesù è Nicodème.jpg

Lunedì 24 Aprile >
(Feria – Bianco)
Lunedì della II settimana di Pasqua
At 4,23-31   Sal 2   Gv 3,1-8: Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.
Martedì 25 Aprile >
(FESTA – Rosso)
SAN MARCO
1Pt 5,5-14   Sal 88   Mc 16,15-20: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.
Mercoledì 26 Aprile >
(Feria – Bianco)
Mercoledì della II settimana di Pasqua
At 5,17-26   Sal 33   Gv 3,16-21: Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
Giovedì 27 Aprile >
(Feria – Bianco)
Giovedì della II settimana di Pasqua
At 5,27-33   Sal 33   Gv 3,31-36: Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.
Venerdì 28 Aprile >
(Feria – Bianco)
Venerdì della II settimana di Pasqua
At 5,34-42   Sal 26   Gv 6,1-15: Gesù distribuì i pani a quelli che erano seduti, quanto ne volevano.
Sabato 29 Aprile >
(FESTA – Bianco)
SANTA CATERINA DA SIENA
1Gv 1,5-2,2   Sal 102   Mt 11,25-30: Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Domenica 30 Aprile >
(DOMENICA – Bianco)
III DOMENICA DI PASQUA (ANNO A)
At 2,14.22-33   Sal 15   1Pt 1,17-21   Lc 24,13-35: Lo riconobbero nello spezzare il pane.

di Pasqua
Commento al Vangelo di Paolo Curtaz

Lunedì della II settimana di Pasqua
At 4,23-31   Sal 2   Gv 3,1-8: Se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio.

Commento su Giovanni 3,1-8
Nicodemo è incuriosito da Gesù, ne è affascinato. È un uomo retto, un uomo di Legge, come potrebbe un peccatore compiere i prodigi che Gesù compie? Ma ha paura, teme il giudizio impietoso dei suoi amici farisei, del Sinedrio, non è opportuno manifestare simpatia per il Galileo: va da Gesù di notte. Quante persone conosco che sono come lui! Spaventate dal giudizio degli altri, intimoriti nel definirsi “credenti” o, peggio del peggio, “cattolici”! Persone che pensano di apparire antiquate rispetto ad una presunta modernità che, bene o male, relega il fattore religioso negli “interessi” personali e soprattutto riservato a persone emotivamente instabili… Ma Gesù lo accoglie ugualmente, non lo respinge, e lo invita a riflettere: per cambiare deve avere il coraggio di rinascere dall’alto, deve avere il coraggio di cambiare mentalità. Sembra impossibile, è vero, ma lo Spirito può davvero convertire chiunque, far cambiare la direzione di una barca a vela. E così sarà per il pavido Nicodemo che, alla fine della sua sofferta ricerca, non avrà paura di schierarsi per chiedere il corpo straziato del Maestro, non temerà più il giudizio di un mondo che ormai sperimenterà come “vecchio”…      

Martedì 25 Aprile (FESTA – Rosso) SAN MARCO
1Pt 5,5-14   Sal 88   Mc 16,15-20: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Commento su Mc 16,15-20
In questo tempo pasquale celebriamo la festa di uno degli evangelisti, Marco, che ha “inventato” il genere letterario del vangelo. Ispirato dallo Spirito Santo, ha permesso a noi di conoscere l’annuncio dopo duemila anni!
Il vangelo di Marco ha avuto una storia piuttosto intricata. Pensate che non è stato considerato per più di cinque secoli! La ragione è molto semplice: con le approssimative conoscenze dei primi secoli si pensava erroneamente che Marco fosse un riassunto mal fatto di Matteo che, in effetti, ancora oggi, nei nostri vangeli è messo per primo. Così, per lunghissimi secoli, fino all’Ottocento, Marco non ha avuto l’onore che gli spetta. Nuovi criteri esegetici hanno permesso di stabilire ciò che ora è certo: Marco è stato il primo a scrivere un vangelo, probabilmente prima dell’anno ’70, destinandolo ad una comunità di pagani convertiti, forse a Roma. La tradizione ci dice che l’autore è quel giovane Giovanni Marco, adolescente, che a Gerusalemme viene coinvolto nella straordinaria avventura del Nazareno. Forse proprio nel podere dei suoi genitori al Getsemani Gesù vive le sue ultime drammatiche ore di vita, certamente casa sua a Gerusalemme diventerà un punto di riferimento per la comunità primitiva. La tradizione ci dice che dietro Marco c’è l’apostolo Pietro, fonte e ispiratore del libretto che tanto ci è diventato prezioso. Grazie Marco!

Mercoledì della II settimana di Pasqua
At 5,17-26   Sal 33   Gv 3,16-21: Dio ha mandato il Figlio nel mondo, perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Commento su Gv 3,16-21
Dio ha talmente amato il mondo da mandare suo figlio a salvare il mondo. Questa affermazione di Gesù raccolta da un tentennante Nicodemo, capo dei farisei, e riconsegnata ai discepoli, diventa la chiave di lettura del progetto divino sull’umanità. Il nostro Dio ama e salva, desidera la nostra felicità più di quanto noi stessi la sappiamo desiderare. Dobbiamo abbandonare la nostra piccina idea di un Dio severo pronto a coglierci in fallo. Gesù ha dimostrato con la sua predicazione e con la sua vita che il suo Dio è un padre/madre pieno di ogni tenerezza e compassione. Ma Dio non è nemmeno un bonaccione, un innocuo Babbo Natale che dà pacche sulle spalle. La vita è una cosa seria e la felicità un percorso che richiede fatica e costanza: la croce di Gesù testimonia, se ancora ce ne fosse bisogno, fino a che punto Dio è disposto ad amarci e a collaborare alla nostra gioia. Prendiamo molto sul serio il messaggio del Vangelo, siamo stati amati a caro prezzo: accogliamo la proposta di conversione del Signore, lasciamo che sia la sua Parola a guidare i nostri passi, ad orientare le nostre scelte. Oggi viviamo da salvati!

Giovedì della II settimana di Pasqua
At 5,27-33   Sal 33   Gv 3,31-36: Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa.

Commento su Gv 3,31-36
Gesù racconta ad uno spaesato Nicodemo il cuore del suo messaggio: egli è venuto per rendere testimonianza al Padre perché lui e Dio sono una cosa sola. Gesù vuole smontare l’idea approssimativa di Dio che l’uomo si è fatta, ma anche l’idea a volte zoppicante che ne ha Israele. Dio non è uno che ti premia se ti comporti osservando scrupolosamente i suoi precetti, come pensavano i farisei, ma colui che desidera salvarti e opera perché questa salvezza si realizzi. Gesù manifesta il vero volto di Dio: siamo talmente abituati a questa affermazione da non sobbalzare più quando la udiamo! La domanda birichina da porci, allora, è sempre la stessa: il Dio in cui credo è il Dio di Gesù? Conosco molti cristiani che hanno una qualche idea religiosa ma che, spesso, di Dio si fanno un’idea davvero orribile! Tutta la nostra vita diventa una conversione dall’idea di Dio che portiamo nel cuore a quella splendida e adulta raccontata da Gesù. Leggere e meditare correttamente la Parola, scrutarne il significato animati dallo Spirito e guidati dall’esperienza millenaria della comunità cristiana ci permette di verificare continuamente la verità della nostra fede.

Venerdì della II settimana di Pasqua
At 5,34-42   Sal 26   Gv 6,1-15: Gesù distribuì i pani a quelli che erano seduti, quanto ne volevano.

Commento su Gv 6,1-15
Ha ragione Filippo, come dargli torto! Sono cinquemila le famiglie presenti, con duecento denari, l’equivalente di duecento giornate di lavoro, si riuscirebbe a malapena a dar loro il necessario per calmare la fame. Fa sorridere il gesto ingenuo e disarmante dell’adolescente che offre a Gesù la propria merenda. Cosa mai si riuscirà a fare con così poco? Eppure Gesù preferisce la folle iniziativa del ragazzo alla ponderata analisi dell’apostolo. Perché lascia spazio alla fantasia di Dio, perché sa che ha a che fare con l’inaudito perenne del Maestro. Perché sa che esiste una dimensione che ci sfugge, che va oltre le nostre analisi corrette. Giovanni è l’unico evangelista a sottolineare questo particolare, a dirci che i famosi pochi pani e pesci che sfameranno la folla provengono da un ragazzo che diventa il modello del nostro agire pastorale, della nostra fede. Invece di passare il tempo a vedere le tante cose che non vanno nella nostra parrocchia e nella Chiesa in generale, mettiamo in gioco quel poco che abbiamo, il resto sarà Dio a farlo. Facciamo nostro quel tocco di follia che ci aiuta ad entrare nel grande sogno di Dio!      

Sabato 29 Aprile (FESTA – Bianco) SANTA CATERINA DA SIENA
1Gv 1,5-2,2   Sal 102   Mt 11,25-30: Hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.

Commento su Mt 11,25-30
Prega con noi oggi Caterina la senese che, insieme a frate Francesco poverello veglia sulla nostra Italia sbiadita e corrotta, finché torni ad essere quella terra di santi che tanto bene ha fatto all’umanità.

Caterina emerge come un gigante nella rissosa Chiesa del Trecento, dilaniata da scismi e da guerre fra principi sé-dicenti cristiani. Lo Spirito Santo, non riuscendo a influenzare nemmeno i papi, secondo il suo stile invia i suoi abbondanti doni ad un ragazzina di Siena, una dei venticinque figli di un buon uomo, gran lavoratore. Caterina è determinata fin dalla sua fanciullezza: dotata di un forte temperamento riesce ad evitare i matrimoni combinati dai famigliari e ad entrare nel neonato ordine domenicano ma da terziaria, cioè restando nel mondo. La piccola Caterina, in un mondo di maschi, alza forte la sua voce: le sue lettere al papa sono ancora oggi un punto di riferimento per chi voglia conoscere le cose di Dio. Lei, illetterata e analfabeta, diventa punto di riferimento per tutti i regnanti d’Europa e grande fustigatrice delle incoerenze cristiane e papali. Chiediamo al Signore, oggi, di continuare a mandare donne di questa tempra, nel mondo e nella Chiesa, che sappiano rinvigorire la nostra fede annacquata e impoverita. Che il fuoco dell’amore di Cristo torni a divampare nei cuori dei cristiani italiani!


 

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Questa voce è stata pubblicata il 24/04/2017 da in ITALIANO, Lectio della Settimana, Liturgia, Settimanale con tag , .

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