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Fatima, mistero e profezia del Novecento

Il 12 e 13 maggio il Papa si reca nel santuario portoghese per celebrare il centenario delle apparizioni e canonizzare due dei veggenti. La storia del segreto custodito per mezzo secolo in Vaticano

La statua della Madonna di Fatima

Pubblicato il 08/05/2017
andrea tornielli
Città del Vaticano
http://www.lastampa.it/2017/05/09/vaticaninsider/ita

Tutto ha inizio nei primi decenni del Novecento, ad Aljustrel, una piccola frazione di Fatima, un paese che porta un nome musulmano, quello della figlia di Maometto e sorge a 120 chilometri da Lisbona, capitale del Portogallo. Sono tempi difficili per la nazione: nel 1908 erano stati uccisi il re Carlo e l’erede al trono Filippo. Il secondogenito, principe Manuel, era stato cacciato da un colpo di stato militare che vide conquistare il potere da parte dei repubblicani. Ha così inizio una serie infinita di rivoluzioni e controrivoluzioni. I nuovi governanti professano un laicismo ateo mentre la gran massa della popolazione, in buona parte contadina, rimane radicata nella fede cattolica.

Nella povera casa di Antonio e Maria Rosa dos Santos, genitori di sei figli, e in quella di Manuel Pedro e Olimpia Marto, genitori di nove figli, la recita serale del rosario è un’abitudine consolidata. Dall’età di sette anni i bambini conducono il gregge al pascolo, quando diventano più grandi toccherà anche a loro il duro lavoro nei campi. È in questo ambiente semplice e poverissimo che sta per accadere qualcosa di inimmaginabile.

Al tempo delle apparizioni della Madonna, avvenute nel 1917, cento anni fa, Lucia dos Santos, Francesco e Giacinta Marto avevano rispettivamente 10, 9 e 7 anni, essendo nati la prima il 22 marzo 1907, il secondo l’11 giugno 1908 e la terza l’11 marzo 1910. I tre sono bambini normali, vivaci. Lucia è «una bravissima animatrice di giochi» e sa intrattenere i più piccoli, Francesco ama giocare a briscola e Giacinta – che ha un carattere un po’ permaloso – è appassionata del gioco dei bottoni. Mentre conducono al pascolo il gregge, i pastorelli dicono il rosario. Le apparizioni avvengono in una piccola proprietà dei genitori di Lucia, chiamata Cova de Iria, a due chilometri e mezzo da Fatima sulla strada verso Leiria, dove i tre bambini portano a pascolare le pecore. La Madonna appare su un elce alto poco più di un metro. Francesco vedrà soltanto la Madonna senza sentirla. Giacinta vedrà e sentirà. Lucia, oltre a vedere e sentire, potrà anche parlare con lei.

13 maggio 1917. La prima apparizione

Verso mezzogiorno del 13 maggio 1917 i tre pastorelli stanno giocando alla Cova de Iria quando notano due lampi, dopo i quali vedono una figura appoggiata sui rami dell’elce. È «una signora tutta vestita di bianco più splendente del sole, che diffondeva una luce più chiara e intensa di un bicchiere di cristallo pieno di acqua pura attraversato dai raggi del sole più ardente», scriverà Lucia. Il suo volto indescrivibilmente bello, non appare «né triste né allegro, ma serio», con un tono di dolce rimprovero. Le mani giunte, come per pregare, appoggiate sul petto e volte verso l’alto. Dalla mano destra pende un rosario. Le vesti sembrano fatte soltanto di luce. La tunica è bianca, e bianco il mantello orlato d’oro, che copre il capo della Vergine e le scende ai piedi. I veggenti si trovano a un metro e mezzo di distanza dall’apparizione.

Il colloquio si svolge in questo modo, secondo il racconto di suor Lucia:
MARIA: «Non abbiate paura, non vi faccio del male».
LUCIA: «Di dove siete?»
MARIA: «Sono del cielo» (e alza la mano per indicare il cielo).
LUCIA: «E che cosa volete da me?».
MARIA: «Sono venuta a chiedervi di venire qui per sei mesi di seguito, il giorno 13, a questa stessa ora. Poi vi dirò chi sono e che cosa voglio. E ritornerò ancora qui una settima volta».
LUCIA: «E anch’io vado in cielo?»
MARIA: «Si, ci vai».
LUCIA: «E Giacinta?»
MARIA: «Anche lei».
LUCIA: «E Francesco?»
MARIA: «Anche lui ma deve recitare molti rosari».

A questo punto Lucia chiede alla Vergine notizie di due ragazze che avevano frequentato la sua casa, morte da poco.

LUCIA: «Maria das Neves è già in cielo?»
MARIA: «Sì, c’è già».
LUCIA: «E Amelia?»
MARIA: «Resterà in Purgatorio fino alla fine del mondo. Volete offrirvi a Dio, per sopportare tutte le sofferenze che vorrà inviarvi, come atto di riparazione per i peccati con cui è offeso e di supplica per la conversione dei peccatori?»
LUCIA: «Sì vogliamo».
MARIA: «Andate, dunque, avrete molto da soffrire ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto».

«Pronunciando queste ultime parole – continua suor Lucia nelle sue memorie – aprì per la prima volta le mani, comunicandoci una luce molto intensa, quasi un riflesso che usciva da esse che ci penetrava nel petto e nel più intimo dell’anima, e faceva vedere noi a noi stessi in Dio, che era questa luce, più chiaramente che se ci vedessimo nel migliore degli specchi. Allora, per un impulso interiore anch’esso comunicatoci, cademmo in ginocchio e ripetemmo interiormente: “O Santissima Trinità, vi adoro mio Dio, mio Dio, vi amo nel Santissimo Sacramento». Passati i primi momenti, la Madonna aggiunse: «Recitate il rosario tutti i giorni per ottenere la pace per il mondo e la fine della guerra». Poi – aggiunge la veggente di Fatima – «cominciò a elevarsi serenamente, salendo verso oriente, fino a scomparire nell’immensità dell’orizzonte. La luce che la circondava sembrava aprire una via in mezzo agli astri».

13 giugno 1917, seconda apparizione

Quel giorno accorrono sul luogo una cinquantina di persone. Alcuni di loro notano che la luce del sole si oscura durante i minuti che seguono l’inizio del colloquio. Altri riferiscono che la cima dell’elce, coperta di germogli era sembrata curvarsi come sotto un peso, un momento prima che Lucia inizi a parlare. Durante il colloquio della Madonna con i veggenti, alcuni sentono provenire dall’albero un sussurro simile al ronzio di un’ape.

LUCIA: «Che cosa volete da me?»
MARIA: «Voglio che veniate qui il 13 del mese prossimo, che diciate il rosario tutti i giorni, che impariate a leggere. Poi vi dirò che cosa voglio».

Lucia allora chiede la guarigione di una persona malata.

MARIA: «Se si converte, guarirà entro l’anno».
LUCIA: «Vorrei chiederle di portarci in cielo».
MARIA: «Sì, Giacinta e Francesco li porto tra poco. Ma tu resti qui ancora qualche tempo. Gesù vuole servirsi di te per farmi conoscere e amare. Vuole stabilire nel mondo la devozione al mio cuore immacolato. A chi la abbraccia, prometto la salvezza, e queste anime saranno amate da Dio come fiori posti da me ad adornare il suo trono».
LUCIA: «Rimango qui sola?»
MARIA: «No, figlia. Soffri molto? Non scoraggiarti. Non ti lascerò mai. Il mio cuore immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio».

«Nel momento in cui disse queste ultime parole – racconta suor Lucia – aprì le mani e ci comunicò per la seconda volta il riflesso di quella immensa luce. In essa eravamo come sommersi in Dio. Giacinta e Francesco sembravano essere nella parte di questa luce che si elevava verso il cielo e io in quella che si diffondeva sulla terra. Di fronte alla palma della mano destra della Madonna stava un cuore circondato da spine che parevano conficcate in esso. Comprendemmo che era il cuore immacolato di Maria oltraggiato dai peccati dell’umanità, che voleva riparazione».

13 luglio 1917, terza apparizione

Nel corso della terza apparizione, una piccola nuvola sembra librarsi sopra il piccolo albero scelto dall’apparizione come piedistallo. Tra i presenti c’è anche Manuel Pedro Marto, padre di Giacinta e Francesco, che lo racconta. Come al solito, prima di vedere la bella Signora, i tre pastorelli scorgono un lampo di luce.

LUCIA: «Che cosa volete da me?»
MARIA: «Voglio che veniate qui il 13 del mese prossimo, che continuiate a recitare tutti i giorni il rosario in onore della Madonna del rosario per ottenere la pace del mondo e la fine della guerra, perché soltanto lei ve la potrà meritare».
LUCIA: «Vorrei chiedervi di dirci chi siete, e di fare un miracolo per cui tutti credano che voi ci apparite».
MARIA: «Continuate a venire qui tutti i mesi. In ottobre dirò chi sono che cosa voglio, e farò il miracolo che tutti vedranno per poter credere».

Lucia dos Santos presenta allora all’apparizione una serie di richieste di conversioni, guarigioni e altre grazie. La Madonna risponde raccomandando sempre la pratica del rosario, con cui otterranno le grazie richieste entro l’anno.

Quindi la visione aggiunge: «Sacrificatevi per i peccatori, e dite molte volte, in modo speciale quando fate qualche sacrificio: o Gesù, è per amor vostro, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il cuore immacolato di Maria».

La visione dell’inferno (prima parte del segreto di Fatima)

«Dicendo queste ultime parole – scriverà in seguito suor Lucia – la Madonna aprì di nuovo le mani come nei due mesi passati. Il riflesso parve penetrare la terra e vedemmo come un grande mare di fuoco e immersi in questo fuoco i demoni e le anime come se fossero braci trasparenti e nere o abbronzate di forma umana, che ondeggiavano nell’incendio sollevate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo cadendo da tutte le parti – simili al cadere delle scintille nei grandi incendi – senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e di disperazione che terrorizzavano e facevano tremare di paura. I demoni si distinguevano per la forma orribile e ributtante di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti come neri carboni di brace». La visione dura soltanto un istante, durante il quale Lucia emette un lamento, soltanto un «ah!». E nei suoi scritti noterà che se non fosse stato per la promessa della Madonna di portarli in cielo, i veggenti sarebbero morti per l’emozione e la paura.

I nuovi castighi, la seconda guerra mondiale, la consacrazione della Russia (seconda parte del segreto di Fatima)

Spaventati, e come per chiedere soccorso, i pastorelli alzano gli occhi verso la Madonna.

MARIA: «Avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio cuore immacolato. Se farete quello che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di offendere Dio, nel regno di Pio XI ne comincerà un’altra peggiore. Quando, vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il grande segnale che Dio vi dà del fatto che si appresta a punire il mondo per i suoi delitti, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedire tutto questo, sono venuta a chiedere la consacrazione della Russia al mio cuore immacolato e la comunione riparatrice nei primi sabati. Se ascolterete le mie richieste, la Russia si convertirà e avrete pace; diversamente, diffonderà i suoi errori nel mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa; i buoni saranno martirizzati, il Santo Padre dovrà soffrire molto, diverse nazioni saranno annientate; infine il mio cuore immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà, e sarà concesso al mondo qualche tempo di pace. In Portogallo si conserverà sempre il dogma della fede…».

La visione del martirio dei cristiani e dell’uccisione del Papa (terza parte del segreto di Fatima)

A questo punto l’apparizione fa vedere ai bambini la scena cruciale del segreto, quella del Papa che viene ucciso. «Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti”… un Vescovo vestito di bianco – scrive suor Lucia – abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre. Vari altri vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia: il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce…».

MARIA: «Questo non ditelo a nessuno. A Francesco sì potete dirlo».

Dopo qualche istante aggiunge: «Quando recitate il rosario, dopo ogni mistero dite: “O Gesù mio perdonateci, liberateci dal fuoco dell’inferno, portate in cielo tutte le anime, soprattutto quelle più bisognoseˮ».

LUCIA: «Non volete più nulla da me?»
MARIA: «No, per oggi non voglio più nulla». E come al solito – scrive Lucia nelle sue memorie – cominciò a elevarsi verso oriente, fino a scomparire nell’immensa distanza del firmamento.

19 agosto 1917, quarta apparizione

Il giorno 13 agosto i veggenti non possono essere presenti alla Cova de Iria, perché vengono prelevati contro la loro volontà, con uno stratagemma, dall’amministratore di Ourèm, che cerca di strappare loro il segreto. I bambini rimangono irremovibili, nonostante l’amministratore decida di far trascorrere loro una notte in carcere. Alla solita ora dell’apparizione, alla Cova de Iria, si ode un tuono, al quale segue un lampo, e le centinaia di persone accorse notano una piccola nuvola bianca librarsi qualche minuto sull’elce.

Sei giorni dopo, il 19 agosto, Lucia è con Francesco e un altro cugino, Joao, in una località detta Valinhos, una proprietà di uno dei suoi zii, quando, alle quattro del pomeriggio, cominciano a prodursi le variazioni atmosferiche che precedono le apparizioni della Madonna alla Cova de Iria: un improvviso abbassamento della temperatura e un oscurarsi del sole. Lucia sentendo che qualcosa sta accadendo, manda a chiamare in fretta Giacinta, che giunge in tempo per vedere la Madonna.

LUCIA: «Che cosa volete da me?»
MARIA: «Voglio che continuiate ad andare alla Cova de Iria il 13 e che continuiate a recitare il rosario tutti i giorni. L’ultimo mese farò il miracolo perché tutti credano».
LUCIA: «Che cosa volete che si faccia con il denaro che il popolo lascia alla Cova de Iria?»
MARIA: «Fate due bussole (tipo di portantine usate in quel periodo in Portogallo nelle processioni per raccogliere le offerte, ndr): una portala tu con Giacinta e altre due bambine vestite di bianco, e l’altra la porti Francesco con altri tre bambini. Il denaro delle bussole è per la festa della Madonna del Rosario, e quello che avanza serve per una cappella che mi faranno fare».
LUCIA: «Vorrei chiedervi la guarigione di alcuni malati».
MARIA: «Sì, alcuni li guarirò entro l’anno».

E assumendo un aspetto più triste, aggiunge: «Pregate, pregate molto e fate sacrifici per i peccatori, perché molte anime vanno all’inferno perché non vi è chi si sacrifichi e preghi per loro».

Alla fine dell’apparizione, i veggenti tagliano i rami della pianta su cui si è appena posata la Madonna, e li portano a casa. I rami diffondevano profumo.

13 settembre 1917, quinta apparizione

Questa volta il numero dei presenti oscilla tra le 15 e le 20 mila persone, che possono osservare i soliti fenomeni atmosferici che precedono l’apparizione come l’improvviso abbassamento della temperatura e l’impallidire del sole. In particolare, questa volta, viene notato un globo luminoso che si muove lentamente in cielo da oriente verso occidente, e verso la fine dell’apparizione, in senso contrario.

MARIA: «Continuate a recitare il rosario per ottenere la fine della guerra. In ottobre verranno anche nostro Signore, la Madonna addolorata e quella del Carmelo, san Giuseppe con Gesù Bambino, per benedire il mondo. Dio è contento dei vostri sacrifici, ma non vuole che dormiate con la corda, portatela soltanto di giorno».

L’apparizione fa qui riferimento a una specie di cilicio che i tre pastorelli si erano costruiti tagliando un pezzo di ruvida corda trovato sui campi. Si erano accorti che la corda stretta attorno alla vita provocava dolore e avevano cominciato a portarla di giorno e di notte offrendo quella sofferenza per le anime dei peccatori.

LUCIA: «Mi hanno chiesto di chiedervi molte cose: guarigione di malati, di un sordomuto».
MARIA: «Sì, ne guarirò alcuni, altri no. In ottobre farò un miracolo perché tutti credano».

13 ottobre 1917, sesta e ultima apparizione

All’ultimo appuntamento con la Madonna alla Cova de Iria accorrono ben settantamila persone da tutto il Portogallo. Molti sono fedeli devoti di Maria, molti altri increduli, altri ancora sono lì per smascherare il presunto inganno. Ci sono anche dei giornalisti scettici, inviati dai rispettivi quotidiani. Quel giorno piove a dirotto e la folla è costretta ad avanzare in mezzo all’acqua e al fango. Come le altre volte, i veggenti notano il riflesso di una luce e poi la Madonna sull’elce. Poco prima Lucia aveva chiesto che venissero chiusi gli ombrelli.

LUCIA: «Che cosa volete da me?»
MARIA: «Voglio dirti di fare in questo luogo una cappella in mio onore, che io sono la Regina del Rosario, di continuare sempre a recitare il rosario tutti i giorni. La guerra terminerà e i militari ritorneranno presto alle loro case».
LUCIA: «Io avevo molte cose da chiedervi. Se guarite alcuni malati e se convertite alcuni peccatori…».
MARIA: «Alcuni sì, altri no; bisogna che si pentano, che chiedano perdono dei loro peccati». E assumendo un aspetto più triste: «che non offendano più Dio nostro Signore che è già molto offeso».

«Quindi, aprendo le mani – racconta suor Lucia – la Madonna le fece riflettere sul sole, e mentre si elevava, il riflesso della sua luce continuava a proiettarsi sul sole». La veggente a quel punto, esclama: «Guardate il sole!». La pioggia era caduta per tutto il tempo dell’apparizione ma nel momento in cui Lucia invita a guardare in alto le nuvole si aprono, lasciando vedere il sole come un immenso disco d’argento, che brilla con un’intensità mai vista, ma non acceca coloro che lo guardano. L’immensa palla di fuoco comincia a roteare, quasi a ballare girando velocemente davanti agli sguardi attoniti dei presenti. Quindi i suoi bordi diventano scarlatti e l’astro sembra allontanarsi, come un turbine, spargendo rosse fiamme di fuoco. Questa luce si riflette sul suolo, sulle piante, sugli arbusti, sui volti stessi delle persone e sulle vesti, assumendo tonalità scintillanti e colori diversi. Animato per tre volte da un movimento folle, il globo di fuoco sembra precipitare zigzagando sulla folla terrorizzata. Il tutto dura circa dieci minuti, come riferiranno i numerosissimi testimoni e come raccontano le cronache dell’epoca. Finalmente il sole torna al punto da cui era precipitato e riprende lo stesso fulgore di tutti i giorni. Il ciclo delle apparizioni è terminato con il miracolo promesso dalla Madonna. Molte persone notano che le loro vesti, che erano inzuppate dalla pioggia, si sono improvvisamente asciugate. Il miracolo del sole viene osservato anche da numerosi testimoni distanti dal luogo delle apparizioni.

(1/ continua)

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San Daniele Comboni (1831-1881)

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