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Papa Francesco a Fatima

Seconda giornata.Papa Francesco:
Fatima ci dice che abbiamo una Madre

Nel Santuario mariano, nella Solennità della Beata Vergine di Fatima, il Papa canonizza i due pastorelli, Giacinta e Francesco Marto, sulle cui tombe si era prima raccolto in preghiera.

 (Ansa)

Enrico Lenzi – Ilaria Solaini
avvenire, sabato 13 maggio 2017

(Ansa)

Il Papa dopo aver recitato il Regina Coeli con i fedeli ha sventolato, come tutti i presenti, dall’altare un fazzoletto bianco: si tratta del tradizionale omaggio per salutare la Vergine di Fatima che si avvia in processione verso la Cappellina delle Apparizioni. Anche il Pontefice si congeda dalla Cova da Iria per far ritorno nella Casa “Nossa Senhora do Carmo” per il pranzo con i vescovi del Portogallo.

Alle 16 (ora italiana), l’aereo dell’Alitalia parte dal Portogallo alla volta di Roma. L’atterraggio a Ciampino è previsto per le 19.20 (ora italiana). Durante il volo, il Papa concede la consueta intervista ai giornalisti che lo hanno accompagnato in questo suo 19° viaggio internazionale.

Dopo la Messa il grazie del Papa ai malati

Prima della Benedizione, il Papa ha voluto rivolgere alcune parole particolari agli ammalati: «Cari malati, vivete la vostra vita come un dono e dite alla Madonna, come i Pastorelli, che vi volete offrire a Dio con tutto il cuore. Non ritenetevi soltanto destinatari di solidarietà caritativa, ma sentitevi partecipi a pieno titolo della vita e della missione della Chiesa. La vostra presenza silenziosa ma più eloquente di molte parole, la vostra preghiera, l’offerta quotidiana delle vostre sofferenze in unione con quelle di Gesù crocifisso per la salvezza del mondo, l’accettazione paziente e persino gioiosa della vostra condizione sono una risorsa spirituale, un patrimonio per ogni comunità cristiana. Non vi vergognate di essere un prezioso tesoro della Chiesa».

Il Papa ha salutato il bambino brasiliano miracolato

Durante la Messa sono stati il piccolo Lucas Maeda de Oliveira, con i genitori e la sorellina a portare al Papa i doni dell’Offertorio. Provengono dalla diocesi brasiliana di Campo Mourao, nello Stato di Paraná.

(Ansa)

FRANCESCO E GIACINTA SANTI: ECCO CHI È IL BAMBINO MIRACOLATO SALUTATO DAL PAPA

L’omelia di Francesco: Fatima è un manto di luce e speranza che ci avvolge

“Ci siamo radunati qui per ringraziare delle innumerevoli benedizioni che il Cielo ha concesso lungo questi cento anni, passati sotto quel manto di Luce che la Madonna”. Il Papa si rivolge alle decine di migliaia di pellegrini durante l’omelia della Messa che celebra sul sagrato del Santuario mariano della città portoghese. Qui, proprio cento anni fa, “quel manto di luce” ha avvolto i tre pastorelli, perché – dice papa Francesco– “Fatima è soprattutto questo manto di Luce che ci copre, qui come in qualsiasi altro luogo della Terra quando ci rifugiamo sotto la protezione della Vergine”.

(Ansa)

Una Madre a cui possiamo “aggrapparci” perché così “viviamo della speranza che poggia su Gesù”. Una speranza di cui “il Portogallo è ricco, ma che ha esteso sopra i quattro angoli della Terra”. E “come esempi abbiamo davanti agli occhi sanFrancesco Marta e santa Giacinta Marto, che la Vergine Maria ha introdotto nel mare immenso della Luce di Dio portandoli ad adorarlo. Da ciò veniva loro la forza per superare le contrarietà e le sofferenze” che dopo quelle apparizioni non sono mancate ai due fratellini Marto, così come la loro cugina Lucia dos Santos, che diventerà suora e vivrà fino al 2005, restando custode del messaggio – diviso in tre parti – loro affidato dalla Vergine. E all’inizio della Messa il Papa ha presieduto il rito di canonizzazione dei due fratellini, che proprio il 13 maggio 2000 l’allora pontefice Giovanni Paolo II aveva beatificato sullo stesso sagrato. E questa mattina, a cento anni dalla prima apparizione della Vergine, il Papa li ha iscritti nell’elenco dei santi. “La presenza divina divenne costante nella loro vita – ha sottolineato Francesco nell’omelia -, come chiaramente si manifesta nell’insistente preghiera per i peccatori e nel desiderio permanente di restare presso “Gesù Nascosto” nel Tabernacolo”.

(Ansa)

“Grazie, fratelli e sorelle, di avermi accompagnato – ha continuato papa Francesco rivolgendosi ai fedeli presenti sul sagrato -. Non potevo non venire qui per venerare la Vergine Madre e affidarLe i suoi figli e figlie. Sotto il suo manto non si perdono; dalle sue braccia verrà la speranza e la pace di cui hanno bisogno e che io supplico per tutti i miei fratelli nel Battesimo e in umanità, in particolare per i malati e i disabili, i detenuti e i disoccupati, i poveri e gli abbandonati. Carissimi fratelli, preghiamo Dio con la speranza che ci ascoltino gli uomini; e rivolgiamoci agli uomini con la certezza che ci soccorre Dio”.
E tornando al tema della speranza, nella conclusione dell’omelia, papa Bergoglio ha detto con forza: “Non vogliamo essere una speranza abortita. La vita può sopravvivere solo grazie alla generosità di un’altra vita”, citando la frase di Gesù i cui si parla del chicco di grano che muore per dare frutto.

“Sotto la protezione di Maria, siamo nel mondo sentinelle del mattino che sanno contemplare il vero volto di Gesù Salvatore, quello che brilla a Pasqua, e riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è missionaria, accogliente, libera, fedele, povera di mezzi e ricca di amore”.

IL VIDEO DELL’OMELIA DI PAPA FRANCESCO

(Ansa)

I due pastorelli Francesco e Giacinta Marto sono santi

Papa Francesco ha proclamato santi i due pastorelli ai quali cento anni fa era apparsa la Vergine: la memoria liturgica di Francesco e Giacinta Marto si celebrerà il 20 febbraio, giorno della morte di Giacinta. Sono i primi bambini santi, non martiri, della storia della Chiesa.

A cento anni dalla prima apparizione della Vergine a Fatima, viene celebrata da papa Francesco la liturgia, nella Solennità della Beata Vergine di Fatima, al Santuario di Fatima e tutti i pellegrini che vi partecipano possono ottenere l’indulgenza plenaria.

Poco prima dell’inizio della Messa il Papa aveva sostato in preghiera davanti alle tombe dei due pastorelli.

(Ansa)

(Ansa)

L’incontro con la famiglia di profuga da quattro generazioni

Papa Francesco, prima dell’incontro con il primo ministro portoghese Antonio Da Costa, aveva incontrato nella Casa “Nossa Senhora do Carmo”, dove alloggia in questo soggiorno portoghese, una famiglia di profughi di origine palestinese, che aveva incontrato due anni fa quandò celebrò il rito della lavanda dei piedi nel Giovedì santo al Cara di Castelnuovo di Porto.
La famiglia Dardir, che tutti chiamano famiglia “Amina” dal nome della bisnonna che fuggì dalla Palestina nel 1950 , è da un anno in Portogallo e aveva chiesto di incontrare papa Francesco pellegrino a Fatima.

“È già la seconda volta che ci incontriamo, non c’è due senza tre, ma la terza non sarà qui, ma a Gerusalemme”, ha detto Amina a papa Francesco, che quando ha sentito queste parole si è portato le mani al cuore e le ha risposto: “Sì, sì, ma dobbiamo pregare molto per reincontrarci a Gerusalemme”.

Il Papa si è mostrato molto contento di rivederli, li ha riconosciuti, ha chiesto loro come stavano e li ha incoraggiati ad andare avanti. Ha inoltre baciato con affetto i bimbi, alcuni dei quali indossavano un bel cappellino rosso, e ha scherzato con loro.
La famiglia Dardir ha una storia emblematica del dramma delle migrazioni: è profuga dal 1950, quindi da quattro generazioni. Nel 1950 ha lasciato la Palestina per l’Iraq; è stata costretta a fuggire da Baghdad nel 2003, rifugiandosi in Libia, dove ha sopportato violenze di vario tipo, fino a viaggio in barcone verso Lampedusa. Da Lampedusa la famiglia è giunta al Cara di Castelnuovo di Poeto e ora in Portogallo. Ad accompagnare la famiglia Dardir dal Papa c’erano anche padre Enzo Fortunato e il presidente della Cooperativa Auxilium, Angelo Chiorazzo.

Prima giornata. Il Papa a Fatima:
«Maria madre degli esclusi e dei diseredati»


I.Sol. AVVENIRE venerdì 12 maggio 2017
Si è conclusa la prima giornata di Francesco al Santuario di Fatima dove si celebra il centenario dell’apparizione della Vergine. Prima di partire ha incontrato sei mamme in situazioni difficili

Il Papa a Fatima: «Maria madre degli esclusi e dei diseredati»

La benedizione delle candele

Al termine della giornata Papa Francesco ha presieduto il rito della benedizione delle candele alla Cappellina delle Apparizioni. Tutto intorno il popolo, con decine di migliaia di candele spendenti nell’oscurità. La luce di Cristo. E il Papa ha infatti acceso il cero pasquale.

«Se vogliamo essere cristiani dobbiamo essere mariani, cioè dobbiamo riconoscere il rapporto essenziale, vitale e provvidenziale che unisce la Madonna a Gesù, e che apre a noi la via che a Lui ci conduce», ha detto Francesco, citando Paolo VI.

«Vi porto tutti nel cuore – ha anche detto -. Sento che Gesù vi ha affidati a me (cfr Gv 21,15-17), e abbraccio e affido a Gesù tutti, “specialmente quelli che più ne hanno bisogno” – come la Madonna ci ha insegnato a pregare (Apparizione di luglio 1917). Ella, Madre dolce e premurosa di tutti i bisognosi, ottenga loro la benedizione del Signore! Su ciascuno dei diseredati e infelici ai quali è stato rubato il presente, su ciascuno degli esclusi e abbandonati ai quali viene negato il futuro, su ciascuno degli orfani e vittime di ingiustizia ai quali non è permesso avere un passato, scenda la benedizione di Dio incarnata in Gesù
Cristo: «Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia r\isplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace» (Nm 6,24-26). »

«Ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto – ha aggiunto -. In Lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti».

E ha concluso: «L’unica possibilità di esaltazione che ho è questa: che la Tua Madre mi prenda in braccio, mi copra con il suo mantello e mi collochi accanto al Tuo Cuore». Perché Maria ci porta e ci affida a Cristo.

Infine la recita del Rosario, con la contemplazione dei Misteri gaudiosi.

IL VIDEO DELLA BENEDIZIONE DELLE CANDELE

La preghiera alla Vergine

Dopo un lungo giro in papamobile tra i fedeli, il Papa ha sostato in preghiera nella Cappellina delle Apparizioni, in un silenzio assoluto e quasi surreale, vista la moltitudine di persone presenti nel piazzale. Poi, dopo aver deposto un omaggio floreale ai piedi della statua, il Papa ha recitato la preghiera alla Vergine.

«Imploro per il mondo la concordia tra tutti i popoli», recita la prima strofa, e poi: «Come vescovo vestito di bianco, ricordo tutti coloro che, vestiti di candore battesimale, vogliono vivere in Dio e recitano i misteri di Cristo per ottenere la pace».

IL TESTO COMPLETO DELLA PREGHIERA DEL PAPA

L’arrivo a Fatima: le campane, la folla in festa

Alle 17.50 il Papa è arrivato in elicottero a Fatima, acclamato da decine di migliaia di fedeli raccolti nel santuario nel centenario delle apparizioni mariane a tre pastorelli e accolto dal suono festoso delle campane. Fatima è stata già visitata da molti Papi:
Paolo VI (1967), Giovanni Paolo II (1982, un anno esatto dopo l`attentato in piazza San Pietro, e poi 1991, 2000) e Benedetto XVI (2010).

Prima di trasferirsi in elicottero a Fatima, il Papa era arrivato alle 17.20 (ora italiana) nella base militare di Monte Real, dove già atterrò Paolo VI nel 1967, accolto dal presidente della Repubblica portoghese, Marcelo Rebelo de Sousa, con il quale è stato a colloquio privato prima di visitare la cappella dello scalo.

Fatima in attesa: il Papa è in volo verso il Portogallo

L’aereo – un airbus A321 dell’Alitalia – è decollato puntualmente alle 14 dall’aeroporto di Fiumicino. Inizia il 19° viaggio apostolico fuori dall’Italia del Pontefice argentino. Durante il viaggio Francesco ha salutato uno a uno i giornalisti, ringraziandoli per averlo accompagnato in questo “viaggio un po’ speciale, un viaggio di preghiera e di incontro col Signore e la Santa Madre di Dio”. All’inviato della Tass che ricordava la richiesta della Vergine ai veggenti per la consacrazione della Russia, il Papa ha risposto “i russi sono buoni”. Al Pontefice è stato anche consegnato il volumetto Una lettera per Papa Francesco. Per non dimenticare padre Viroche ucciso dai narcos, con gli atti della Giornata Viroche che si è tenuta alla Lumsa per chiedere al governo argentino che non sia archiviata come suicidio, contro ogni evidenza, ma diventi oggetto di un’inchiesta federale, la morte del sacerdote.

LEGGI LA STORIA DI PADRE VIROCHE

«Chiedo a tutti di unirsi a me, come pellegrini di speranza e di pace: le vostre mani in preghiera continuino a sostenere le mie» ha scritto Papa Francesco su Twitter, dall’account Pontifex, prima di raggiungere l’aeroporto.

L’incontro con sei mamme in situazione difficile

Come di consueto prima di ogni viaggio apostolico papa Francesco aveva pregato nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, davanti all’icona della Salus Populi Romani affidando alla Vergine il suo pellegrinaggio a Fatima. Prima di lasciare il Vaticano, il Papa aveva anche salutato sei donne con alle spalle storie difficili, due delle quali in dolce attese e altre accompagnate dai figli. Assieme alle donne – ha riferito il portavoce della sala stampa vaticana Greg Burke – c’era l’elemosiniere pontificio Konrad Krajewski.

L’attesa a Fatima

Una marea umana, fatta da fedeli che pregano e intonano canti religiosi, è in attesa da ore nel santuario portoghese di Fatima, per festeggiare con papa Francesco il centenario dell’apparizione della Vergine Maria ai tre pastorelli. Molti fedeli sono arrivati a piedi a Fatima da diverse regioni del Portogallo per incontrare il Pontefice nello storico viaggio apostolico: alcuni hanno percorso in ginocchio gli ultimi metri fino alla Cappella delle Apparizioni per pregare dinanzi alla statua di Nostra Signora di Fatima.

Nel corso della visita alla Cappellina dell’Apparizioni papa Francesco reciterà una lunga preghiera in portoghese dinanzi alla statua di Nostra Signora di Fatima. Ricalcherà in qualche modo l’atto di consacrazione del mondo a Fatima che lo stesso papa Francesco fece all’inizio del suo Pontificato, al termine della giornata mariana indetta nell’Anno della Fede.

Il cuore delle celebrazioni è previsto per sabato 13 maggio, quando sarà celebrato il centenario delle apparizioni e saranno canonizzati i due pastorelli Francesco e Giacinta Marto, beatificati da Giovanni Paolo II nel 2000. Otto cardinali, tra cui il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, e il cardinale di Boston, Sean O’Malley, e 135 vescovi parteciperanno alle celebrazioni. Oltre al presidente della Repubblica portoghese, Rebelo de Sousa saranno presenti anche il presidente del Paraguay, Horacio Cartes e quello di Sao Tome e Principe, Evaristo do Espirito Santo Carvalho; presente anche il premier portoghese, Antonio Costa oltre a 11 membri del governo.

Enormi le misure di sicurezza in vista della visita papale e la concentrazione enorme di folla: le autorità si aspettano l’arrivo a Fatima in questi giorni di un milione di persone, molte delle quali dovranno accontentarsi di vedere Francesco solo sui grandi schermi. Le autorità hanno mobilitato circa 6mila agenti, oltre a proibire la circolazione nel santuario, chiudere lo spazio aereo sopra il santuario e attivare un dispositivo che impedisce il volo dei droni.

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Questa voce è stata pubblicata il 13/05/2017 da in ITALIANO.

San Daniele Comboni (1831-1881)

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