COMBONIANUM – Formazione e Missione

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Un grano di sale, da Lutero (24)

“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.



24. “POICHÉ IL POTENTE MI HA FATTO GRANDI COSE, E SANTO È IL SUO NOME”…
Qui essa canta tutte insieme le opere che Dio ha fatto per lei, rispettando un preciso ordine. Nel versetto precedente ha cantato lo sguardo divino e la volontà misericordiosa verso di lei, come la cosa più grande, come la maggiore di tutte le grazie. Qui canta l’opera e i doni. Dio ricolma di sublimi doni moltissimi, così come ha fatto con Lucifero in cielo, elargisce i suoi doni agli uomini, ma non per questo posa su loro il suo sguardo. I beni sono soltanto doni che durano per un tempo, ma la grazia e lo sguardo divino sono l’eredità che permane in eterno, come dice san Paolo in 1°Romani, VI: “La grazia è la vita eterna”. Nei beni egli dà il suo, nello sguardo e nella grazia dà se stesso; nei beni si riceve la sua mano, ma nello sguardo di grazia si riceve il suo cuore, il suo spirito, il suo animo e la sua volontà.
Perciò la beata Vergine dà la prima e massima considerazione allo sguardo; non dice “tutte le generazioni mi diranno beata, perché egli mi ha concesso cose tanto grandi”, ma, piuttosto, “Egli ha rivolto il suo sguardo alla mia nullità e alla mia bassezza”. Dove c’è una volontà misericordiosa vi sono anche dei doni, mentre, all’inverso, non esiste una volontà misericordiosa dove ci sono dei doni. Perciò a ragione questo versetto segue il precedente. Così leggiamo in Genesi, XXV, che Abramo diede dei doni ai figli delle sue concubine, mentre ad Isacco, suo figlio legittimo della sua legittima moglie Sara, egli diede tutta l’eredità. Perciò, Dio vuole che i suoi veri figli non si consolino con i suoi beni e i suoi doni, per quanto possano essere grandi, spirituali o materiali, ma che si consolino della sua grazia e di lui stesso, pur senza disprezzare i suoi doni.

 


dal Commento al Magnificat di Martin Luther, in italiano Martin Lutero (1483 1546), teologo tedesco e iniziatore della riforma protestante. Il suo Commento al Magnificat, scritto nel 1520, è particolarmente noto ed ha subito delle riletture dopo il Concilio Vaticano II. Oltre il suo interesse mariologico, l’opera testimonia l’intensa spiritualità di Lutero e il suo modo radicalmente nuovo di fare teologia.


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Questa voce è stata pubblicata il 24/05/2017 da in ITALIANO, Un grano di sale, Vergine Maria con tag , .
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