COMBONIANUM – Spiritualità e Missione

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Un grano di sale, da Lutero (25)

“Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri” (Marco 9,50)
Una parola, un granello di sale al giorno per dare sapore alla tua giornata.



25. Tutto è grande quello che ha fatto per me.
Essa non elenca i doni ricevuti specificandoli, ma con una parola li comprende tutti in una volta e dice: “Egli mi ha fatto cose grandi”, cioè tutto è grande quello che ha fatto per me. Così ci insegna che quanto più la meditazione è spirituale, tanto meno è fatta di molte parole. Si rende conto di non poter assolutamente esprimere ciò che prova con parole, per quanto vi pensi e lo desideri fortemente. Ed ecco perché queste poche parole dello Spirito sono in ogni tempo tanto grandi e profonde che nessuno le può comprendere, se almeno già in parte non le senta lo Spirito. Queste parole appaiono del tutto insignificanti e senza valore a coloro che non hanno lo Spirito e agiscono usando molte parole e grandi schiamazzi. Lo stesso Cristo ci insegna in Matteo VI che non dobbiamo usare molte parole quando preghiamo, in quanto fanno così coloro che non avendo fede, pensano di essere esauditi per le loro molte parole. (…)
Se dunque si pensa di lodare Dio con molte parole, grida e suoni, si agisce come se Egli fosse sordo o non sapesse nulla, come se noi volessimo svegliarlo e informarlo. Una simile opinione di Dio va più a detrimento e disonore che a sua lode. Ma chi medita sulle azioni divine con tutto il cuore e le considera con ammirazione e gratitudine, traboccante d’amore, egli sospira più che parlare, e le parole scorrono (senza essere studiate, né pesate), cosicché lo spirito stesso si manifesta e le parole hanno vita, mani e piedi, anzi è come se tutto il corpo e tutta la vita e tutte le membra volessero parlare: ciò significa lodare Dio veramente in spirito e verità, perché le parole sono puro fuoco, luce e vita, come dice Davide nel Salmo CXVIII: “Signore, le tue parole sono tutte infocate”. E ancora: “Le mie labbra esprimeranno la tua lode”, come dell’acqua bollente trabocca e spuma, e per il gran calore non si può più trattenere nella pentola. Così sono tutte le parole della beata Vergine in questo canto: poche, ma profonde e grandi. Simili persone sono chiamate da san Paolo, in Romani XII, spiritu ferventes, spiritualmente bollenti e spumanti, e ci insegna ad essere così.
Le grandi cose non sono altro che questo, che essa è diventata Madre di Dio; in tale opera le sono dati tanti e sì grandi beni che nessuno li può comprendere. (…) Poiché da ciò le viene ogni onore, ogni beatitudine, e in ogni generazione umana la sua singolare posizione sopra tutti, poiché nessuno come lei ha avuto dal Padre Celeste un bambino e un simile bambino. Ed essa stessa non gli può dare un nome per l’immensa grandezza e non può fare altro che traboccare d’amore, poiché sono cose grandi che non si possono esprimere ne misurare. Perciò con una parola, chiamandola Madre di Dio, si è compreso tutto il suo onore; nessuno può di lei o a lei dire cosa più grande, anche se avesse tante lingue quante sono le foglie e l’erba, le stelle in cielo e la sabbia del mare. Anche il cuore deve riflettere che cosa significhi essere Madre di Dio.

 


dal Commento al Magnificat di Martin Luther, in italiano Martin Lutero (1483 1546), teologo tedesco e iniziatore della riforma protestante. Il suo Commento al Magnificat, scritto nel 1520, è particolarmente noto ed ha subito delle riletture dopo il Concilio Vaticano II. Oltre il suo interesse mariologico, l’opera testimonia l’intensa spiritualità di Lutero e il suo modo radicalmente nuovo di fare teologia.


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Questa voce è stata pubblicata il 25/05/2017 da in ITALIANO, Un grano di sale, Vergine Maria con tag , .

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Combonianum è stata una pubblicazione interna nata tra gli studenti comboniani nel 1935. Ho voluto far rivivere questo titolo, ricco di storia e di patrimonio carismatico.
Sono un comboniano affetto da Sla. Ho aperto e continuo a curare questo blog (tramite il puntatore oculare), animato dal desiderio di rimanere in contatto con la vita del mondo e della Chiesa, e di proseguire così il mio piccolo servizio alla missione.
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