“Il 1° giugno 1867 a Verona, sotto la pressione di Propaganda Fide (Roma) che esige garanzie per il futuro della missione dell’Africa Centrale, Luigi Comboni fonda l’Istituto per le Missioni della Nigrizia.

Si tratta di un istituto di diritto diocesano, composto da sacerdoti e “fratelli coadjutori” di diverse nazionalità, senza voti religiosi, ma vincolati da un giuramento di appartenenza e di fedeltà all’Istituto e alla missione. La sua finalità è l’evangelizzazione dell’Africa.

Nel 1872 Comboni fonda a Verona anche l’Istituto delle Pie Madri della Nigrizia. Comboni muore a Khartoum il 10 ottobre 1881, a 50 anni, senza aver potuto consolidare le sue istituzioni che aveva concepito su scala internazionale. I suoi missionari sono solo 35 (14 in Sudan, 5 al Cairo e 16 a Verona), le suore sono 41 , di cui solo 22 professe.

Pochi mesi dopo la morte, la bufera della rivolta mahdista in Sudan sembra spazzare per sempre tutto ciò che è stato costruito in anni di fatiche. Missioni distrutte, padri, fratelli e suore prigionieri del Mahdi, alcuni morti… Umanamente, un disastro. Ma il seme caduto nel solco è buono, e dopo la tempesta rinasce. Proprio come aveva detto il fondatore: “Le opere di Dio nascono e crescono ai piedi della Croce”.

L’istituto maschile nel 1885 si trasforma in congregazione religiosa e assume un nuovo nome: Figli del Sacro Cuore di Gesù. Il riferimento al Cuore di Gesù raccoglie uno degli elementi fondamentali dell’ eredità carismatica di Comboni. Si riaprono le missioni in Sudan, si fondano nuove case in Egitto e ci si spinge più a Sud, verso l’Uganda e il cuore del!’ Africa, realizzando il sogno incompiuto del fondatore.

Nei primi trent’anni di vita della congregazione, fino allo scoppio della prima guerra mondiale, alla casa madre di Verona se ne aggiungono altre: Bressanone (allora in territorio di Vienna), Brescia, Messendorf (Austria) e la rettoria di una chiesa a Roma in Piazza Trevi.

Per alcuni anni c’è anche una prima timida presenza in Inghilterra, a Sidcup, per lo studio dell’inglese, essenziale nella nuova situazione politica della missione in Egitto e Sudan. Dopo la guerra seguiranno le case di Thiene, Ellwangen e Bad Mergentheim (Germania) e il noviziato di Venegono, che sostituisce nel 1921 quello di Savona, aperto in tempo di guerra. Anche le vocazioni aumentano.

I primi decenni del 1900 sono caratterizzati in Europa da nazionalismi spinti e contrapposti, che sfociano nella prima grande guerra mondiale. I missionari non sono esenti da questo fenomeno, e l’ istituto comboniano maschile ne soffre le conseguenze. Nel 1923 Roma accetta la divisione in due istituti distinti, ciascuno con un suo nome e le sue missioni: 148 restano i Figli del Sacro Cuore di Gesù (FSCJ), con casa madre a Verona; 55 diventano i Missionari Figli del Sacro Cuore (MFSC), in prevalenza di lingua tedesca.

Per mezzo secolo i due istituti si sviluppano indipendentemente, mantenendo tuttavia buoni rapporti. Alla fine, il richiamo al comune fondatore e carisma conduce, nella festa del S. Cuore del 1979, alla riunione dei due istituti.

Il nuovo nome dell’Istituto riunito è: Missionari Comboniani del Cuore di Gesù (MCCJ).

Soprattutto dopo la 2° guerra mondiale l’Istituto comboniano ha un notevole sviluppo. Sarebbe troppo lungo scriverne la storia. Ci limitiamo a indicare le date delle diverse aperture di case e missioni a partire dalla Fondazione dell’istituto:

1867 Italia                                                      1966 Centrafrica

1867 Egitto e Sudan                                     1970 Francia

1888 Eritrea                                                  1971 Kenya

1889 Sudan (rientro)                                  1972 Scozia

1908 Austria                                                 1973 Malawi

1908 Inghilterra                                           1974 Benin

1910 Uganda                                                 1974 Ghana

1924 Sudafrica                                              1977 Ciad

1925 Germania                                             1978 Zambia

1936 Etiopia                                                  1979 Costarica

1938 Perù                                                      1982 Colombia

1940 Stati Uniti                                            1984 Cile

1946 Mozambico                                          1986 Polonia

1947 Libano                                                   1987 Irlanda

1947 Portogallo                                             1988 Asia (Filippine)

1948 Messico                                                 volge1989 Guatemala

(Bassa California)                                          1993 El Salvador

1951 Brasile                                                   1994 Sud Sudan

1954 Spagna                                                  1996 Cina

1955 Ecuador                                                 1997 Camerun

1962 Canada                                                  1999 Taiwan

1963 Congo                                                   2000 Nicaragua

1963 Burundi                                                 2012 Vietnam

1964 Togo

Attualmente i missionari comboniani sono 1560 di ben 46 nazionalità e operanti in 41 paesi dei 4 continenti: Africa, America, Asia ed Europa.

I comboniani di origine italiana sono 614: 11 Vescovi, 488 sacerdoti, 111 Fratelli e 4 scolastici . In Italia, compresi gli ammalati sono 279: 1 Vescovo, 22 1 sacerdoti, 53 fratelli, 4 scolastici , 3 novizi.

Pubblicato da | Mag 20, 2017
fonte: http://www.missioitalia.it/