COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Da Babele a Pentecoste

Riflessione sulla Pentecoste

Pentecoste5.jpg

Quando in una casa entra un raggio di sole, la lampada non attira più gli sguardi, perché domina vittorioso lo splendore del giorno. (Nicola Cabàsilas, De vita in Christo)

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatté impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.

Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo. A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata, perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua. Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: “Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti, abitanti della Mesopotamia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio” (At 2,1-11).

DA BABELE A PENTECOSTE

È un tempo di particolare fatica del nostro paese, e non manca un senso di smarrimento diffuso. Sono molti a dire che il mondo di oggi ricorda l’antica Babele e in essa si ravvede l’icona del fenomeno comunemente definito come globalizzazione, ma che va distinto dalla planetarizzazione-mondialità. Come non vedere in Babele l’immagine della condizione caotica del mondo contemporaneo che non sa darsi un nuovo ordine mondiale, al punto da ricadere in pericolose frantumazioni contrapposte? Babele è il sinonimo della confusione disgregante.

Gli uomini antichi, spinti dal desiderio di autoaffermazione – ci rammenta la pagina della Genesi (11,1-9) – non tardarono a voler progettare una città globale, in cui raccogliere tutto il genere umano: “Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra”.

Dio aveva pensato un giardino, il progetto degli uomini volle trasformarlo in una città caotica e globale. Dio si preoccuperà di Babele, non per considerarla quale minaccia al suo prestigio, ma per le conseguenze negative che tale progetto arrogante potrà avere su chi è più povero o su chi è debole per poter competere con tale logica, per chi sarà costretto a fare “mattoni e cuocerli al fuoco” e portarli sempre più in alto mediante un lavoro schiavizzante.

Dio decide così di intervenire in favore dei poveri, fermando la tracotanza dei grandi. Ma Dio, che non si lascia vincere in amore, ricomincia presto la sua storia d’amore per l’umanità: storia di attenzione e pazienza. Egli saprà adattare sapientemente il progetto del suo giardino a quello della città, col nome nuovo di Regno.

Quando nella pienezza dei tempi, decide di entrare personalmente nella storia umana, inviando il Figlio che si fa carne, Gesù Cristo, con la missione di realizzare il Regno fino a darvi la vita. Ma, ritornato al Padre, nel giorno di Pentecoste manda il suo Spirito ai discepoli perché ne continuino la missione.

IL MIRACOLO DELLA PENTECOSTE

Si realizza così presso le porte del Cenacolo, l’anti-Babele. Là c’era lo spirito di orgoglio ed egoismo, qui c’è lo Spirito Santo. Là le persone non si capivano nonostante ci fosse un solo popolo e una sola lingua, qui si capiscono perfettamente persone di molte etnie e lingue. Là c’era la divisione che discriminava, qui c’è l’unione e la dignità riconosciuta nel rispetto delle diversità. Là c’era il lavoro ridotto a schiavitù per dar vita alla Torre, qui c’è l’entusiasmo attorno all’ideale comune della costruzione del Regno.

L’autore degli Atti degli Apostoli, infatti, nel riportare l’episodio nota che davanti alla porta del Cenacolo vi erano persone provenienti da “ogni nazione che sta sotto il cielo” e rendono Gerusalemme nel giorno di Pentecoste la nuova “metropoli”, non più la città sinonimo di luogo di divisioni, di incomprensioni e di opposizioni. A tutti, pur provenendo “da ogni nazione che sta sotto il cielo”, è dato di poter comprendere lo stesso Vangelo annunciato nelle diverse lingue e, nella chiesa nascente, tutti sono chiamati a stringersi in una solidarietà dove principi di razza, di prestigio personale, di carriera, non costituiscono titolo di distinzione e tanto meno di disprezzo, ma di reciproco sostegno, perché a “ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune” (1Cor 12,7).

Come non scorgere nella Pentecoste quel futuro di unità e pluralità che potrebbe definire le linee dell’impegno per una nuova organizzazione della società? A Babele un progetto comune e un’unica lingua diventarono principio di divisione; a Gerusalemme lo Spirito donato agli apostoli realizza una unità che non annulla la pluralità delle lingue e delle nazioni, essa chiama e abilita a vivere una più profonda e vera comunicazione, uno scambio di linguaggi e tradizioni.

Nel corso del secolo scorso, l’idea di un nuovo ordine mondiale ha rappresentato un motivo ricorrente che ha appassionato gli spiriti più attenti; purtroppo gli eventi di fine secolo hanno come neutralizzato le possibilità di influenza delle grandi organizzazioni sopranazionali.

Tutto appare relegato al solo mercato, e non si trovano contrappesi adeguati; da una parte tutto appare più facilitato, dall’altro diviene più complesso e non privo di pericoli.

In tale contesto il compito dei cristiani si è fatto anch’esso complesso; essi debbono rifuggire dalla tentazione di presentare un programma organico per l’edificazione di un nuovo ordine mondiale, come pure di progetti univoci per la costruzione della città terrestre. Essi sono chiamati a divenire artefici di buona democrazia e artigiani di buona economia in dialogo con gli altri uomini e donne che abitano la terra.

L’AZIONE RINNOVATRICE DELLO SPIRITO

La pagina tratta dagli Atti degli Apostoli, dove si narra della comunità cristiana nascente, ci può aiutare a intraprendere ancora l’operosità dentro un cammino di fraternità e di libertà. Babele e Pentecoste sono due cantieri tuttora aperti nella storia e ognuno di noi è chiamato a scegliere in quale dei due voglia lavorare e impegnarsi.

A Babele, si cerca il cantiere della propria affermazione, a Pentecoste, si cerca quello della gloria di Dio e dell’avvento del suo Regno. Mentre la prima scelta genererà ancora l’incomprensione e la disunione, la seconda potrà generare una profonda unità.

La Gerusalemme dello Spirito continua a intessere relazioni con pazienza dentro la storia, e d’ora in avanti la chiesa, anche se giungerà a parlare le mille lingue degli uomini, proclamerà sempre un unico linguaggio, quello di Cristo e dell’amore, quello suscitato dallo Spirito. La diversità delle culture e dei carismi personali diventerà una sorta di sinfonia in grado di annunciare, con tonalità differenti, l’unica speranza che non delude. I doni di ciascuno, di ciascuno di noi e di ogni gruppo nella chiesa e nella società, sono per l’edificazione del Regno e si autenticano nella carità che è la via migliore di tutte. Così lo Spirito Santo diviene l’anima dell’esistenza cristiana e della chiesa, di una chiesa aperta al mondo e alla storia dell’umanità.

Una responsabilità ci chiama: da cittadini, e da cristiani non ci è lecito disinteressarsi dei programmi e delle proposte che nella “polis” vengono formulate; riuniti nella comunità dei discepoli del Signore, la responsabilità primaria è farsi espressione della voce dello Spirito, per una rinnovata energia spirituale che ispira e sorregge, senza pretese dogmatiche, l’operare dentro il farsi della vita civile.

Questo porta a dire che i cristiani debbono abbandonare arroccamenti e chiusure, e immergersi nella vita della “polis” anche rischiando scelte e mediazioni parziali, ritrovando però, almeno in alcuni ambiti, unità di ispirazione e di intenti che offrano un’anima alla società. Le città moderne, necessariamente pluraliste, debbono trovare nei cristiani, lucidi e vigili operatori di pace e di giustizia, in grado di seminare il dono della Gerusalemme nuova che nasce a Pentecoste. Il giorno di Pentecoste spinge perciò i cristiani a riscoprire la necessità e l’urgenza dell’impegno per la costruzione della società terrena, avendo tuttavia presente il sogno di quella futura.

É questo un evento meraviglioso che possiamo sperimentare anche noi, come tanti uomini di fede che ancora oggi continuano ad annunziare in tutto il mondo: portare a tutti i popoli un annuncio di liberazione e poter suscitare spesso la domanda all’uomo che transita sulle strade della storia “Che significa questo?” Perché fanno tutto questo? Cosa li spinge? O peggio ancora “Si sono ubriacati di vino dolce”. L’uomo inoperoso vede sempre stoltezza in chi opera senza ricompensa, in chi annunzia con tutto se stesso, investendo la sua intera vita, ma lo sguardo ottuso sa solo vedere l’altro come un ubriaco senza accorgersi che l’ubriaco dei propri vizi e delle proprie sicurezze è lui stesso.

É tempo di agire!… Di uscire da quelle forme di inerzia spirituale che non mancano di impoverire il nostro cammino; si tratta di renderci disponibili, saper mettersi in gioco, operare per diffondere una “buona notizia” per far riardere il senso della comunione e dello stare insieme per progettare una società migliore a misura di uomo nella sua dignità. Va nutrita la speranza di poter diventare creatori di futuro; è questa, forse la connotazione che meglio definisce i cristiani, impegnati oggi nell’agone del sociopolitico.

Ai creatori di futuro si richiede capacità di analisi ampia, proposte concrete, interventi sapientemente efficaci.

http://www.acli.it/vita-cristiana


                                  
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 03/06/2017 da in Fede e Spiritualità, ITALIANO con tag , .

San Daniele Comboni (1831-1881)

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 1.347 follower

Follow COMBONIANUM – Formazione Permanente on WordPress.com
giugno: 2017
L M M G V S D
« Mag   Lug »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930  

  • 135,031 visite

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Tag

Aborto Advent Advento Africa Afrique Alegria Ambiente America Amor Amore Amoris laetitia Anthony Bloom Arabia Saudita Arte Arte cristiana Arte sacra Asia Bibi Ateismo Avent Avvento Bellezza Benedetto XVI Bibbia Bible Biblia Boko Haram Book of Genesis Bruno Forte Capitalismo Cardinal Newman Carême Chiamate in attesa Chiesa China Chrétiens persécutés Church Cibo Cina Cinema Confessione Contemplazione Cristianesimo Cristiani perseguitati Cristianos perseguidos Cristãos perseguidos Cuaresma Cuba Cultura Curia romana Daesh Dialogo Dialogo Interreligioso Dialogue Dio Diritti umani Domenica del Tempo ordinario (A) Domenica del Tempo Ordinario (C) Domenica Tempo ordinario (C) Donna Ecologia Economia Ecumenismo Enciclica Enzo Bianchi Epifania Estados Unidos Eucaristia Europa Evangelizzazione Fame Famiglia Famille Family Família Fede Fondamentalismo France Gabrielle Bossis Gender Genesi Gianfranco Ravasi Giovani Giovedì Santo Giubileo Gregory of Narek Guerra Guglielmo di Saint-Thierry Gênesis Henri Nouwen Iglesia India Iraq ISIS Islam Jacob José Tolentino Mendonça Kenya La bisaccia del mendicante La Cuaresma con Maurice Zundel La Madonna nell’arte La preghiera giorno dopo giorno Laudato si' Le Carême avec Maurice Zundel Lectio Lectio della Domenica - A Lectio Divina Lent LENT with Gregory of Narek Le prediche di Spoleto Libia Libro del Génesis Libro dell'esodo Libro della Genesi Litany of Loreto Litany of Mary Livre de la Genèse Livro do Gênesis Madonna Magnificat Maria Martin Lutero martiri Matrimonio Maurice Zundel Medio Oriente Migranti Misericordia Mission Missione Morte México Natale Navidad Nigeria Noël October Oração Pace Padre nostro Padri del Deserto Paix Pakistan Papa Francesco Papa Francisco Pape François Paraguay Paul VI Paz Pedofilia Perdono Persecuted Christians Persecution of Christians Persecuzione anti-cristiani Persecuzione dei cristiani Pittura Pobres Pobreza Politica Pope Francis Poveri Povertà Prayers Preghiera Profughi Quaresima Quaresima con i Padri del Deserto Quaresma Quaresma com Henri Nouwen Raniero Cantalamessa Rifugiati Rosary Sacramento della Misericordia Santità Scienza Sconfinamenti della Missione Settimana del Tempo Ordinario Silvano Fausti Simone Weil Sinodo Siria Solidarietà Spiritualità Stati Uniti Sud Sudan Synod Terrorismo Terrorismo islamico Testimoni Testimonianza Thomas Merton Tolentino Mendonça Turchia Uganda Vatican Vaticano Venerdì Santo Viaggio apostolico Violenza Virgin Mary Von Balthasar
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: