COMBONIANUM – Formazione e Missione

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XXII Domenica del Tempo Ordinario (A) Lectio

XXII Domenica del Tempo Ordinario (A)
Matteo 16,21-27

 XXIIAA

Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso (Mt 16,21-27) 

Contesto

Ci troviamo al capitolo 16 di Matteo, il quale è inserito nella sezione narrativa (13,53-17,27) che racconta gli episodi di Gesù prima del viaggio a Gerusalemme, cui segue il discorso ecclesiastico del capitolo 18.

La cornice più ampia in cui è inserito il testo è quella della formazione dei discepoli, o detto in altri termini della fondazione della chiesa.

Emerge chiaro il desiderio di Gesù di aiutare i suoi a comprendere più a fondo il mistero della sua identità liberandola da retaggi tradizionalisti, miracolistici e trionfalistici.

La polemica con i farisei e i sadducei immediatamente precedente anticipa l’intento pedagogico di Cristo e il racconto della trasfigurazione, immediatamente successivo, ne rivela la portata.

Con il v. 13 entriamo in una nuova scena come si evince dal cambio di luogo: Cesarea di Filippo. La professione di fede di Pietro e il riconoscimento da parte di Gesù apre la strada al discorso formativo sulla sua messianicità con cui inizia il vangelo di questa domenica.

v.21: “Da allora Gesù cominciò a spiegare …” Dopo aver annunciato e mostrato la bellezza del regno, dopo aver compiuto segni e prodigi, moltiplicato i pani e i pesci, camminato sulle acque, dopo aver rivelato la sua divinità suscitando l’autentica professione di fede di Pietro, Gesù inizia a spiegare quale sia il senso e il compimento di tutto questo. La gloria del Cristo dovrà passare necessariamente dallo scandalo della croce, dal rifiuto e rinnegamento da parte delle autorità, dalla passione e morte. Ma il terzo giorno risorgerà! Questo è l’annuncio cristiano, il kerygma, la buona novella.

v.22: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”: Quanto è duro per i discepoli accettare la proposta di Gesù. Nella ribellione di Pietro che, istintivamente, è l’unico a esporsi (esercitando in modo rovesciato il primato appena conseguito), possiamo scorgere tutta la fatica che, sicuramente, anche gli altri vivevano nel comprendere l’insegnamento del maestro.

v.23: “Mettiti dietro a me, satana!”: Pietro lo aveva preso in disparte per rimproverarlo, Gesù di contro, voltatosi, lo ammonisce apertamente, perché le sue parole possano essere di monito per tutti. Colui che poca prima era stato riconosciuto come fondamento della Chiesa viene ora pubblicamente definito “Satana”. Solo mettendosi dietro al Signore, nel posto che gli spetta, Pietro imparerà cosa vuol dire pensare come Dio e con lui tutta la Chiesa.

v.24: “Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua»”: chi è il discepolo se non colui che segue le orme del maestro? Non basta stargli accanto, ascoltare le sue parole, seguirlo nei suoi spostamenti, assistere ai suoi miracoli ma è necessario mettersi alla sua scuola, condividere la sua sorte, imitare la sua vita. Gesù ci precede in questo cammino verso il Padre e invita ciascuno di noi a seguirlo nella strada stretta che conduce alla vita, al compimento di tutti i nostri desideri, alla vera libertà.

v.25: “Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà”: Solo entrando in questa logica paradossale di apparente sconfitta si può scoprire il mistero del regno nascosto in ogni vita, dove vince chi perde, cioè chi rinuncia al proprio egoismo ed è disposto a giocarsi tutto per amare fino infondo.

v.26: “Cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?”: La cosa più preziosa che un uomo ha, non sono i beni, le ricchezze ma se stesso, la propria vita. Quella stessa vita che gli è stata data gratuitamente ed è chiamato a donare a sua volta, per realizzarla pienamente e mantenerla viva per l’eternità.

v.27: “Il Figlio dell’uomo sta per venire (…) e renderà a ciascuna secondo le sue opere”: partecipare alla passione di Cristo vuol dire partecipare anche alla sua gloria. Il mistero pasquale della salvezza è tutto qui: attraversare la morte con Gesù per giungere con Lui alla risurrezione. Come dice san Paolo “se con Lui moriamo, con Lui anche vivremo” (2Tm 2,11).

http://www.figliedellachiesa.org

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Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 31/08/2017 da in Anno A, Domenica - lectio, ITALIANO, Liturgia, Tempo Ordinario (A).

San Daniele Comboni (1831-1881)

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