COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Paolo VI: Egli è venuto per me!

SOLENNITÀ DEL SANTO NATALE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO
OMELIA DI PAOLO VI
Martedì, 25 dicembre 

natale 3

Ecco, Fratelli di questa Chiesa Romana!
Ecco, Fratelli dell’intera Chiesa cattolica sparsa nell’orbe!
Ecco, Fratelli del mondo intero, che con noi vi qualificate cristiani!
E voi, Fratelli in virtù dell’umanità, che tutti ci uguaglia nella vita presente, cittadini della terra!
Ecco il vaticinio angelico che noi questa notte vi ripetiamo:

È venuto!
È venuto!
È venuto!

Chi è venuto?
È venuto, è nato oggi per noi un Salvatore!
Il Salvatore, Cristo Signore!

Colui che i secoli hanno atteso, e le generazioni tutte, a modo loro, hanno preconizzato! È venuto il primogenito, l’autentico Figlio dell’uomo. È venuto il vero Fratello d’ogni essere umano. Si chiama Gesù, che vuol dire Salvatore. È venuto il Messia, Colui che decide dei destini del mondo. Ecco: «ci è nato un bambino, ci è stato dato un figlio; e il principato è stato posto sulle sue spalle, e sarà chiamato ammirabile, consigliere, Dio, forte, padre del secolo che verrà, principe della pace» (Is. 9, 6). Cosi lo annunciò il Profeta. Tremano le mie labbra; perché il suo vero «nome è Emmanuel, che significa: Dio con noi» (Cfr. Matth. 1, 23-24). Egli non è soltanto il Figlio dell’uomo, per eccellenza; Egli è il Figlio unigenito del Dio vivente (Cfr. Matth. 16, 16; Io. 1, 18). Sì, perché Egli è il Verbo stesso di Dio, Dio lui stesso, il quale si è fatto carne, e sta con noi (Cfr. Io. 1, 14), uomo come noi, uomo-Dio per noi.

Quando è venuto? dove è venuto?

Oh! voi lo sapete. È venuto al tempo del primo Imperatore Romano Cesare Augusto (lo abbiamo appreso adesso dalla lettura del Vangelo) venti secoli fa; è venuto nella storia, è venuto nel tempo, quando l’orologio divino dei destini umani segnava l’ora della pienezza (Gal. 4, 4); è venuto per fissare il punto focale degli avvenimenti religiosi, che danno senso all’esistenza dell’umanità.

Dove? chi non lo sa? a Bethlehem; in un umilissimo ospitale presepio, accanto a quel minimo-grande paese, sul quale già posava la profezia della privilegiata elezione messianica (Matth. 2, 6; 5, 2), e al quale oggi convergono i cuori incantati dei nostri fanciulli, con quelli pensosi di tutti i cristiani con voti di pace.

E come è venuto?

O Donne, esultate, e ammirate fra voi tutte la benedetta!

È venuto per via di generazione umana: il Figlio di Dio è diventato insieme Figlio dell’uomo, perché nato, per virtù dello Spirito Santo, dal seno d’una Donna, una Vergine sempre Vergine, ma eletta alla missione privilegiata della Donna, la maternità; così Maria, la piena di grazia, – inchiniamoci tutti con beata commozione! – è diventata la madre di Cristo, la Madre di Dio!

È venuto bambino; è venuto fanciullo, è venuto operaio; è venuto maestro; è venuto profeta; è venuto re del Popolo di Dio; è venuto Redentore per assumere sopra di sé tutti i peccati del mondo, vittima in nostra vece, agnello di Dio per l’umanità; è venuto per la vita e per la risurrezione dell’uomo, Alfa ed Omega dell’universo; è venuto per fare di noi dei figli di Dio (Cfr. Io. 1, 12).

Fratelli, che ci ascoltate: date riflessione, date importanza all’annuncio che questa notte noi vi facciamo! Due aspetti attraggano la vostra attenzione: il valore universale di questa venuta; essa è come un sole sorgente; lo dice l’Evangelista Giovanni: «luce vera, che illumina ogni uomo» (Io. 1, 9). Ogni popolo, ogni storia, ogni cosa! E poi trasalite di nuova meraviglia e di gioia: il valore personale della venuta di Cristo. Ciascuno di noi può dire, deve dire: «è venuto per me!» (Cfr. Gal. 2, 20). Per me! Che nessuno pensi d’avere celebrato bene il Natale, se non s’è sentito investito e quasi folgorato da questa sempre nuova scoperta: Egli è venuto per me! La carità di Cristo mi colpisce e m’incalza (Cfr. 2 Cor. 5, 14); ciascuno deve dire e sentire in se stesso: io, io sono amato da Cristo!

Chi sperimenta in qualche misura questa inebriante e ormai solare verità natalizia, ritornando alla propria casa e alle proprie cose, sentirà nascere nel proprio cuore un canto spontaneo, il canto di questa festività: Gloria a Dio! e pace in terra! Un canto d’amore divino, il canto di Natale.

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Questa voce è stata pubblicata il 30/12/2017 da in Fede e Spiritualità, ITALIANO con tag , .

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