COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

Lectio sul Primo e Secondo Libro di Samuele (3)

Seconda Settimana del Tempo Ordinario (anno pari) 
Commenti alla Prima Lettura in vista della Lectio
di P. Paolo Berti

Davide

La seconda trasgressione di Saul

(15) (12-23) 12 Al mattino prestoSamuele si alzò per andare incontro a Saul, ma fu annunciato a Samuele: “Saul èandato a Carmel, ed ecco si è fatto costruire un trofeo, poi è tornato passando altrove ed è sceso a Gàlgala”. 13 Samuele raggiunse Saul e Saul gli disse: “Benedetto tu sia dal Signore; ho eseguito gli ordini del Signore”. 14 Rispose Samuele: “Ma che è questo belar di pecore che mi giunge all’orecchio, e questi muggiti d’armento che odo?”. 15 Disse Saul: “Li hanno condotti qui dagli Amaleciti, come il meglio del bestiame grosso e minuto, che il popolo ha risparmiato per sacrificarli al Signore, tuo Dio. Il resto l’abbiamo votato allo sterminio”. 16 Rispose Samuele a Saul: “Lascia che ti annunci ciò che il Signore mi ha detto questa notte”. E Saul gli disse: “Parla!”. 17 Samuele continuò: “Non sei tu capo delle tribù d’Israele, benché piccolo ai tuoi stessi occhi? Il Signore non ti ha forse unto re d’Israele? 18 Il Signore ti aveva mandato per una spedizione e aveva detto: <Va’, vota allo sterminio quei peccatori di Amaleciti, combattili finché non li avrai distrutti>. 19 Perché dunque non hai ascoltato la voce del Signore e ti sei attaccato al bottino e hai fatto il male agli occhi del Signore?”. 20 Saul insisté con Samuele: “Ma io ho obbedito alla parola del Signore, ho fatto la spedizione che il Signore mi ha ordinato, ho condotto Agag, re di Amalèk, e ho sterminato gli Amaleciti. 21 Il popolo poi ha preso dal bottino bestiame minuto e grosso, primizie di ciò che è votato allo sterminio, per sacrificare al Signore, tuo Dio, a Gàlgala”. 22Samuele esclamò:

  “Il Signore gradisce forse gli olocausti e i sacrifici
quanto l’obbedienza alla voce del Signore?
Ecco, obbedire è meglio del sacrificio,
essere docili è meglio del grasso degli arieti.

23 Sì, peccato di divinazione è la ribellione,
e colpa e terafìm l’ostinazione.
Poiché hai rigettato la parola del Signore,
egli ti ha rigettato come re”.

Saul ha disobbedito al Signore che aveva chiesto lo sterminio degli Amaleciti e di ogni loro cosa, poiché avevano tentato di annientare Israele durante il cammino verso il Sinai.
Saul non uccide il re per farne uno schiavo della sua persona, un trofeo. Poi non ha ucciso tutti gli armenti, e li vuole poi offrire al Signore a Gàlgala come mossa di ripiego vistosi scoperto da Samuele, il quale non si lascia ingannare. Dio chiede innanzitutto l’obbedienza. Gli olocausti non sono graditi a Dio se manca l’obbedienza. Del resto le vittime erano intese come in sostituzione dell’uomo peccatore. Saul stravolge tutto e Samuele gli dice che il suo agire è equiparabile a quello di divinazione e del culto degli idoli. I terafim (Gn 31,19.30s; 1Sam 19,13) erano degli idoli posti a protezione delle case. Saul non avrà nessuna protezione e nessuna luce da Dio, così come nessuna luce da Dio hanno coloro che si dedicano alla divinazione, cioè la magia.
Saul cercherà di riavere il favore del Signore senza dipendere da Samuele. Indisse così un digiuno in piena azione bellica (14,24), ma tale digiuno non gli dà la vittoria, la vittoria la dà l’azione di Giònata, che mette in difficoltà decisiva il nemico filisteo (14,13-15). Giònata, che non sapeva del voto di Saul e aveva consumato un po’ di miele, dovrebbe essere messo a morte, ma il popolo riconosce in lui l’autore della disfatta filistea e dunque egli ha agito con il Signore (14,45).
Ancora con il digiuno cercherà di riavere il favore di Dio prima della battaglia nella valle di Esdrelon, ma poi rivelerà con il suo andare da una negromante come ormai era del tutto entrato nel cunicolo di una sistematica adulterazione del vero rapporto con Dio.
La fonte documentale dell’avvenimento pone qui il rigetto di Saul; come l’altra fonte lo pone in 13,13, ma sicuramente Saul ebbe modo di riscattarsi dopo la prima mancanza, ma non lo fece, e il rigetto divenne definitivo.

Unzione di Davide a re

(16) (1-13) 1 Il Signore disse a Samuele: “Fino a quando piangerai su Saul, mentre io l’ho ripudiato perché non regni su Israele? Riempi d’olio il tuo corno e parti. Ti mando da Iesse il Betlemmita, perché mi sono scelto tra i suoi figli un re”. 2 Samuele rispose: “Come posso andare? Saul lo verrà a sapere e mi ucciderà”. Il Signore soggiunse: “Prenderai con te una giovenca e dirai: <Sono venuto per sacrificare al Signore>. 3 Inviterai quindi Iesse al sacrificio. Allora io ti farò conoscere quello che dovrai fare e ungerai per me colui che io ti dirò”. 4 Samuele fece quello che il Signore gli aveva comandato e venne a Betlemme; gli anziani della città gli vennero incontro trepidanti e gli chiesero: “È pacifica la tua venuta?”. 5 Rispose: “È pacifica. Sono venuto per sacrificare al Signore. Santificatevi, poi venite con me al sacrificio”. Fece santificare anche Iesse e i suoi figli e li invitò al sacrificio. 6 Quando furono entrati, egli vide Eliàb e disse: “Certo, davanti al Signore sta il suo consacrato!”. 7 Il Signore replicò a Samuele: “Non guardare al suo aspetto né alla sua alta statura. Io l’ho scartato, perché non conta quel che vede l’uomo: infatti l’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore”. 8 Iesse chiamò Abinadàb e lo presentò a Samuele, ma questi disse: “Nemmeno costui il Signore ha scelto”. 9 Iesse fece passare Sammà e quegli disse: “Nemmeno costui il Signore ha scelto”. 10 Iesse fece passare davanti a Samuele i suoi sette figli e Samuele ripeté a Iesse: “Il Signore non ha scelto nessuno di questi”. 11 Samuele chiese a Iesse: “Sono qui tutti i giovani?”. Rispose Iesse: “Rimane ancora il più piccolo, che ora sta a pascolare il gregge”. Samuele disse a Iesse: “Manda a prenderlo, perché non ci metteremo a tavola prima che egli sia venuto qui”. 12 Lo mandò a chiamare e lo fece venire. Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto. Disse il Signore: “Alzati e ungilo: è lui!”. 13 Samuele prese il corno dell’olio e lo unse in mezzo ai suoi fratelli, e lo spirito del Signore irruppe su Davide da quel giorno in poi. Samuele si alzò e andò a Rama.

Samuele non appare come un acido purista nei confronti di Saul. Piange Samuele, vuole credere ancora in lui, è in difficoltà. E’ Dio che sostiene Samuele nella sua posizione di fortezza profetica di fronte a Saul.
Samuele crede di avere acquisito i parametri della scelta di Dio circa il regno. Saul era alto e bello, e dunque egli è attirato da Eliab, ma Dio non guarda all’apparenza. Neppure con Saul aveva guardato all’apparenza.
Davide poi era bello: “Era fulvo, con begli occhi e bello di aspetto”.

Davide si presenta a Saul per la sfida contro Golia

(E’ la seconda delle tre narrazioni dell’incontro tra Saul e Davide: 1): 16,14-23; 3) 17,55-58; può essere ritenuta la più probabile perché è difficile che Davide potesse essere educato alla musica fin tanto che era un pastore, o che potesse entrare nel campo di Israele e trovare spazio per la sfida contro Golia prima di avere incontrato Saul, visto anche che gli venne offerta un’armatura di tutto punto).

(17) (32-39) 32 Davide disse a Saul: “Nessuno si perda d’animo a causa di costui. Il tuo servo andrà a combattere con questo Filisteo”. 33 Saul rispose a Davide: “Tu non puoi andare contro questo Filisteo a combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è uomo d’armi fin dalla sua adolescenza”. 34 Ma Davide disse a Saul: “Il tuo servo pascolava il gregge di suo padre e veniva talvolta un leone o un orso a portar via una pecora dal gregge. 35 Allora lo inseguivo, lo abbattevo e strappavo la pecora dalla sua bocca. Se si rivoltava contro di me, l’afferravo per le mascelle, l’abbattevo e lo uccidevo. 36 Il tuo servo ha abbattuto il leone e l’orso. Codesto Filisteo non circonciso farà la stessa fine di quelli, perché ha sfidato le schiere del Dio vivente”. 37 Davide aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle unghie del leone e dalle unghie dell’orso, mi libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul rispose a Davide: “Ebbene va’ e il Signore sia con te”. 38 Saul rivestì Davide della sua armatura, gli mise in capo un elmo di bronzo e lo rivestì della corazza. 39 Poi Davide cinse la spada di lui sopra l’armatura e cercò invano di camminare, perché non aveva mai provato. Allora Davide disse a Saul: “Non posso camminare con tutto questo, perché non sono abituato”. E Davide se ne liberò.

Per Davide non c’è l’esperienza del contatto con un gruppo di profeti come per Saul. Davide prenderà coscienza che lo spirito di Dio è su di lui, dalla forza che saprà esprimere contro leoni e orsi (17,35). Davide non avrà subito il consenso dei gruppi di fervore come ebbe Saul. La sua azione per arrivare al trono sarà difficile, rischiosa, drammatica. La sua guida in tutto questo sarà il rispetto per Saul, il consacrato del Signore. Davide farà questo mosso dal fattore religioso, ma non gli fu estraneo il fatto che uccidendo Saul si sarebbe inimicato parte di Israele e avrebbe fatto di Saul un martire: avrebbe così fallito la sua missione di essere il re di Israele.

Davide prevale su Golia con un sasso lanciato con la fionda

(48-52) 48 Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a Davide, questi corse a prendere posizione in fretta contro il Filisteo. 49Davide cacciò la mano nella sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra. 50 Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la fionda e con la pietra, colpì il Filisteo e l’uccise, benché Davide non avesse spada. 51Davide fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe era morto e si diedero alla fuga.
52 Si levarono allora gli uomini d’Israele e di Giuda, alzando il grido di guerra, e inseguirono i Filistei fin presso Gat e fino alle porte di Ekron. I cadaveri dei Filistei caddero lungo la strada di Saaràim, fino all’ingresso di Gat e fino a Ekron.

L’arte dei frombolieri era molto nota. L’uso delle fionde in guerra procurava una vera pioggia di sassi sul nemico. Davide si affidò a quest’arma che pareva del tutto inefficace rispetto ad un Golia munito di una corazza che lo rende inattaccabile. Ma il sasso lanciato dalla fionda di Davide arrivò nell’unico punto vulnerabile di Golia, la fronte. Il Filisteo cadde a terra tramortito e Davide gli saltò addosso e con la spada del filisteo gli tagliò la testa. Di fronte ad un fatto del genere, che segnava in maniere inequivocabile la presenza del Dio di Israele in campo, i Filistei si sgomentarono e vennero inseguiti dagli Israeliti e fu una strage.

Saul geloso dei successi di Davide

(18) (7-14) 7 Le donne cantavano danzando e dicevano:

Ha ucciso Saul i suoi mille
e Davide i suoi diecimila”.

8 Saul ne fu molto irritato e gli parvero cattive quelle parole. Diceva: “Hanno dato a Davide diecimila, a me ne hanno dati mille. Non gli manca altro che il regno”. 9 Così da quel giorno in poi Saul guardava sospettoso Davide. 10 Il giorno dopo, un cattivo spirito di Dio irruppe su Saul, il quale si mise a fare il profeta in casa. Davide suonava la cetra come ogni giorno e Saul teneva in mano la lancia. 11 Saul impugnò la lancia, pensando: “Inchioderò Davide al muro!”. Ma Davide gli sfuggì per due volte. 12 Saul cominciò a sentire timore di fronte a Davide, perché il Signore era con lui, mentre si era ritirato da Saul. 13 Saul lo allontanò da sé e lo fece comandante di migliaia e Davide andava e veniva al cospetto del popolo. 14 Davide riusciva in tutte le sue imprese, poiché il Signore era con lui.

Davide apparve magnifico davanti agli occhi delle donne di Israele, che non nascosero il loro favore per lui. E fu la gelosia di Saul. Abbandonato da Dio per le trasgressione che aveva fatto, Saul si trovò depresso: “Un cattivo spirito di Dio irruppe su Saul ”. La depressione, la gelosia, aizzata dal demonio lo portavano al furore omicida. Due volte Saul lanciò la lancia con tutta forza contro Davide, che già aveva ricevuto il compito di allietare Saul al suono della cetra, e ci riusciva; ma dopo l’uscita laudante delle donne di Israele Davide si trovò di fronte un Saul cupo delirante che lo voleva uccidere.

Davide risparmia la vita di Saul

(26) (5-12) 5 Allora Davide si alzò e venne al luogo dove si era accampato Saul. Davide notò il posto dove dormivano Saul e Abner, figlio di Ner, capo dell’esercito di lui: Saul dormiva tra i carriaggi e la truppa era accampata all’intorno. 6 Davide si rivolse ad Achimèlec, l’Ittita, e ad Abisài, figlio di Seruià, fratello di Ioab, dicendo: “Chi vuol scendere con me da Saul nell’accampamento?”. Rispose Abisài: “Scenderò io con te”. 7 Davide e Abisài scesero tra quella gente di notte, ed ecco Saul dormiva profondamente tra i carriaggi e la sua lancia era infissa a terra presso il suo capo, mentre Abner con la truppa dormiva all’intorno. 8 Abisài disse a Davide: “Oggi Dio ti ha messo nelle mani il tuo nemico. Lascia dunque che io l’inchiodi a terra con la lancia in un sol colpo e non aggiungerò il secondo”. 9 Ma Davide disse ad Abisài: “Non ucciderlo! Chi mai ha messo la mano sul consacrato del Signore ed è rimasto impunito?”. 10Davide soggiunse: “Per la vita del Signore, solo il Signore lo colpirà o perché arriverà il suo giorno e morirà o perché scenderà in battaglia e sarà tolto di mezzo. 11 Il Signore mi guardi dallo stendere la mano sul consacrato del Signore! Ora prendi la lancia che sta presso il suo capo e la brocca dell’acqua e andiamocene”. 12 Così Davide portò via la lancia e la brocca dell’acqua che era presso il capo di Saul e tutti e due se ne andarono; nessuno vide, nessuno se ne accorse, nessuno si svegliò: tutti dormivano, perché era venuto su di loro un torpore mandato dal Signore.

Poteva dire ad Abner di colpire Saul nel sonno, ma Davide se ne guardò. Uccidendo Saul non solo compiva un gesto contro Dio, perché Saul era il suo consacrato e perciò riservato in tutto a lui, ma avrebbe compromesso la sua missione di diventare il re riconosciuto di Israele. Uccidendo Saul si sarebbe comportato come uno che faceva un colpo di Stato e avrebbe dato motivo ai fedeli di Saul di combatterlo per attuare la vendetta del sangue. Davide si affida del tutto al Signore: “Arriverà il suo giorno e morirà o perché scenderà in battaglia e sarà tolto di mezzo. Il Signore mi guardi dallo stendere la mano sul consacrato del Signore!”. La strada di Davide era tutta in salita, non aveva il minimo spazio per commettere errori. Ma si affidò al Signore, che l’aveva chiamato ad un’impresa apparentemente impossibile.

Saul interpella una negromante

(28) (3-20) 3 Samuele era morto e tutto Israele aveva fatto il lamento su di lui; poi l’avevano seppellito a Rama, sua città. Saul aveva bandito dalla terra i negromanti e gli indovini.
4 I Filistei si radunarono e andarono a porre il campo a Sunem. Saul radunò tutto Israele e si accampò sul Gèlboe. 5 Quando Saul vide il campo dei Filistei, ebbe paura e il suo cuore tremò. 6 Saul consultò il Signore e il Signore non gli rispose, né attraverso i sogni né mediante gli urìm né per mezzo dei profeti.
7 Allora Saul disse ai suoi ministri: “Cercatemi una negromante, perché voglio andare a consultarla”. I suoi ministri gli risposero: “Vi è una negromante a Endor”. 8 Saul si camuffò, si travestì e partì con due uomini. Arrivò da quella donna di notte. Disse: “Pratica per me la divinazione mediante uno spirito. Èvocami colui che ti dirò”. 9 La donna gli rispose: “Tu sai bene quello che ha fatto Saul: ha eliminato dalla terra i negromanti e gli indovini. Perché dunque tendi un tranello alla mia vita per uccidermi?”. 10 Saul le giurò per il Signore: “Per la vita del Signore, non avrai alcuna colpa per questa faccenda”. 11 Ella disse: “Chi devo evocarti?”. Rispose: “Evocami Samuele”.
12 La donna vide Samuele e proruppe in un forte grido e disse a Saul: “Perché mi hai ingannata? Tu sei Saul!”. 13 Le rispose il re: “Non aver paura! Che cosa vedi?”. La donna disse a Saul: “Vedo un essere divino che sale dalla terra”. 14 Le domandò: “Che aspetto ha?”. Rispose: “È un uomo anziano che sale ed è avvolto in un mantello”. Saul comprese che era veramente Samuele e s’inginocchiò con la faccia a terra e si prostrò. 15 Allora Samuele disse a Saul: “Perché mi hai disturbato evocandomi?”. Saul rispose: “Sono in grande angustia. I Filistei mi muovono guerra e Dio si è allontanato da me: non mi ha più risposto, né attraverso i profeti né attraverso i sogni; perciò ti ho chiamato, perché tu mi manifesti quello che devo fare”. 16 Samuele rispose: “Perché mi vuoi consultare, quando il Signore si è allontanato da te ed è divenuto tuo nemico? 17 Il Signore ha fatto quello che ha detto per mezzo mio. Il Signore ha strappato da te il regno e l’ha dato a un altro, a Davide. 18 Poiché non hai ascoltato la voce del Signore e non hai dato corso all’ardore della sua ira contro Amalèk, per questo il Signore ti ha trattato oggi in questo modo. 19 Il Signore metterà Israele insieme con te nelle mani dei Filistei. Domani tu e i tuoi figli sarete con me; il Signore metterà anche le schiere d’Israele in mano ai Filistei”. 20 All’istante Saul cadde a terra lungo disteso, pieno di terrore per le parole di Samuele; inoltre era già senza forze perché non aveva mangiato nulla tutto quel giorno e tutta quella notte.

Gli urim e i tummin coi quali il sacerdote consultava il Signore erano probabilmente diverse pietre sfaccettate, sulle cui facce probabilmente c’era scritto U e T. Le piccole pietre sfaccettate venivano gettate su di un piano. Se davano tutte urim voleva dire una cosa, se tummin il contrario: un si e un no. Quando alcune pietre davano U e le altre T voleva dire che il Signore taceva. Le operazioni con gli urim e i tummin erano lunghe perché si procedeva per singole domande. Gli urim e tummin erano contenuti nel pettorale dell’efod del sacerdote. Saul vede che Dio tace. Tace anche coi sogni. Tacciono anche i profeti già entusiasti di lui, ma che ora non hanno da Dio nessuna parola per lui.
Saul disperato compie l’ultimo suo gesto inconsulto, contraddicendo l’abolizione da lui fatta dei negromanti e degli indovini in tutto il paese, va da una negromante. Per giungere ad Indoor deve di notte passare oltre il monte Moria aggirando il campo filisteo. Possiamo immaginare Saul travestito, con lo sguardo sconvolto, attanagliato dal digiuno che aveva indetto per avere Dio propizio, andare di notte dalla negromante.
Bisogna fare attenzione alle parole di Saul: “Pratica per me la divinazione mediante uno spirito“. E’ un rituale magico con il quale si vuole costringere un defunto a rendersi presente. La negromante ha una visione che viene da Dio e capisce che si trova di fronte a qualcosa di ben diverso dal suo consueto, tanto che subito dice che l’uomo che gli ha chiesto quella evocazione è Saul. Le parole di Samuele sono dure: “Perché mi hai disturbato evocandomi?”. La pratica della negromanzia, condannata dalla Scrittura, non raggiunge l’evocato, ma il demonio, che si presenta come il defunto invocato per ingannare. Nel caso di Samuele l’evocazione raggiunse il profeta per opera di Dio. Samuele non lascia speranza a Saul: Domani Saul morirà in battaglia. Di fronte a queste parole Saul cadde per terra, terrorizzato. Poi il ritorno a Gelboe per una impossibile vittoria.

La battaglia di Gelboe e la morte di Saul

(31) (1-5) 1 I Filistei attaccarono Israele, ma gli uomini d’Israele fuggirono davanti ai Filistei e caddero trafitti sul monte Gèlboe. 2 I Filistei si strinsero attorno a Saul e ai suoi figli e colpirono a morte Giònata, Abinadàb e Malchisùa, figli di Saul. 3 La battaglia si concentrò intorno a Saul: gli arcieri lo presero di mira con gli archi ed egli fu ferito gravemente dagli arcieri. 4 Allora Saul disse al suo scudiero: “Sfodera la spada e trafiggimi, prima che vengano quegli incirconcisi a trafiggermi e a schernirmi”. Ma lo scudiero non volle, perché era troppo spaventato. Allora Saul prese la spada e vi si gettò sopra. 5 Quando lo scudiero vide che Saul era morto, si gettò anche lui sulla sua spada e morì con lui.

Il monte Gelboe è di fronte al monte More, che si trova a nord. In mezzo Isreèl, un corridoio pianeggiante di un tre km, che procede, quale braccio orientale, dalla valle di Esdrelon. La valle di Esdrelon è lunga 30 km e va dal mare (golfo di Haifa, a nord del Monte Carmelo) fino all’avvallamento del Giordano, con un abbassamento di livello di 300 metri lungo 20 km. Saul per andare dalla negromante di Endor, che si trova a nord di More, dovette aggirare il campo Filisteo.
I Filistei si presentarono con forze imponenti per invadere i territori di Israele. L’esercito di Saul si organizzò sul monte Gelboe, secondo quanto già fece Gedeone (Gdc 6,33; 7,1), pronto a a calare con impeto sull’esercito Filisteo.
Saul ordinò l’attacco indubbiamente con la strategia di spezzare a metà l’esercito avversario, attaccandone poi una parte alle spalle, ma la grande mobilità dei Filistei, dotati di numerosissimi carri falcati, creò per viceversa l’accerchiamento di Israele, e fu la disfatta. Gli Israeliti fuggitivi corsero verso il Gelboe, ma furono inseguiti.
Saul preferì togliersi la vita piuttosto che morire straziato dai Filistei.
I Filistei penetrarono così nella valle del Giordano.

http://www.perfettaletizia.it

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Questa voce è stata pubblicata il 14/01/2018 da in ITALIANO, Liturgia, Settimana - lectio con tag .

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