COMBONIANUM – Formazione e Missione

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III Domenica del Tempo Ordinario (B) Lectio

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Anno B
Marco 1, 14-20

Terminata l’attività di Giovanni, inizia quella di Gesù: il suo messaggio, che fa appello all’attesa secolare d’Israele, annuncia l’alternativa che Dio offre alla situazione del popolo e dell’umanità (la signoria di Dio). L’annuncio della “buona notizia” comincia dalla Galilea.

E subito lasciarono le reti e lo seguirono2
14 Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio,

Gesù arriva dietro e dopo Giovanni (Gv 1,7), una volta che la missione di quest’ultimo è terminata per la violenza di Erode e della sua corte. La missione è ambientata nella provincia del Nord, la Galilea, lontana dal centro religioso e politico del paese e aperta al mondo pagano/straniero (di diversa religione); Gesù si presenta come profeta che trasmette la “buona notizia” da parte di Dio.

15 e diceva: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”.

La presenza dell’Uomo nella sua pienezza, Gesù, impegnato per amore dell’uomo a realizzare la sua missione salvifica fino alla morte, ha prodotto il cambiamento di epoca e inizia la tappa definitiva della storia (“È arrivato il tempo giusto” oppure “ Il tempo è compiuto”); il passato è superato in maniera irreversibile.

La buona notizia (1,1) annuncia che si apre la possibilità di una società nuova e giusta, degna dell’uomo, l’alternativa che Dio propone all’umanità (aspetto sociale della signoria di Dio, la nuova terra promessa); la buona notizia per essere accolta esige come condizione da parte dell’uomo:

  • la rinuncia all’ingiustizia (punto di partenza: emendatevi/convertitevi);
  • e la fiducia che questa meta può essere raggiunta (punto di arrivo: abbiate fede/credete nella buona notizia).
16 Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.

Per cominciare la sua attività con Israele, Gesù si rivolge ai circoli più inquieti, quelli che, sensibili all’ingiustizia del sistema giudaico, desideravano un cambiamento sociale ed erano disposti a collaborare alla sua realizzazione. Li invita a seguirlo e trova una risposta favorevole.

Il mare di Galilea (non viene chiamato “lago” per allusione all’Esodo), è confine e, nello stesso tempo, collegamento con il mondo pagano/straniero.

Di fronte alla prospettiva della signoria di Dio, Gesù invita a collaborare con lui anzitutto i circoli inquieti di Israele; di fatto, l’insistenza del testo sull’attività e sul mestiere di “pescatori” mostra che la pesca, oltre al suo significato reale, ne ha uno metaforico che nei profeti è ordinariamente quello di conquista militare (Am 4,2; Ger 16,16). In questo modo Marco insinua che l’ideale che può smuovere quegli uomini è la restaurazione e l’egemonia di Israele.

Quelli chiamati da Gesù sono rappresentati da due coppie di fratelli. La duplice menzione di “suo fratello” (16.19) allude a Ezechiele 47,13ss (LXX), che così affermava l’uguaglianza degli israeliti nella ripartizione della terra. Tutti sono chiamati allo stesso modo all’annunciata signoria di Dio. Non ci sono privilegi.

17 Gesù disse loro: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini”.
1
8 E subito lasciarono le reti e lo seguirono.

Venite dietro di me ricorda la chiamata di Eliseo da parte di Elia (1Re 19,20s) e qui allude alla comunicazione dello spirito di Gesù ai suoi seguaci (1,8).

L’espressione pescatori di uomini insinua una missione universale, non limitata al popolo giudaico (cfr. Ez 47,8s). Di fronte all’invito di Gesù, Simone e Andrea abbandonano la loro precedente forma di vita: la speranza di un cambiamento suscita in loro una risposta favorevole, anche se la qualità della loro sequela si manifesterà in seguito nel loro comportamento.

19 Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, mentre anch’essi nella barca riparavano le reti.
20 E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro a lui.

Ogni coppia di fratelli rappresenta un settore diverso della società galilaica; nella prima coppia, formata da Simone e Andrea, il rapporto è di uguaglianza, non di subordinazione (fratelli); non si menziona il patronimico e i loro nomi sono greci, dimostrando minor attaccamento alla tradizione; è un gruppo attivo (lanciavano reti a mano), di umile condizione (pescatori senza una loro barca).

Quelli che formano la seconda coppia, Giacomo e Giovanni, hanno nomi ebraici, dimostrando di appartenere a un settore più conservatore, nel quale inoltre ci sono rapporti di disuguaglianza. Giacomo e Giovanni sono, per un verso, soggetti al padre, figura di autorità e rappresentante della tradizione; per un altro verso, godono di una situazione privilegiata rispetto ai salariati (società gerarchica). I due fratelli non sono ancora attivi, ma desiderosi di agire (riparavano le reti) e, rispetto ai primi due, hanno un livello economico più alto (barca propria, salariati).

Di fronte all’invito di Gesù, Simone e Andrea abbandonano la loro attività; Giacomo e Giovanni si svincolano dalla tradizione (il padre) e dal loro ambiente sociale.

Riflessioni…

  • Il tempo dell’attesa e degli interrogativi finisce, si inaugura il tempo della maturità, e in questo apice s’avverte, con l’irruzione di Dio, la sua presenza definitiva, si percepiscono i suoi passi che si imprimono sulle orme dell’uomo. Così sboccia un’esperienza di fede e si avvia alla maturità.
  • Ma sarà autentica fede? Occorrerà una mente ed un cuore nuovo, occorrerà interpellare il Vangelo, per saperlo.
  • E durante una passeggiata in riva alle acque, sulla spiaggia di quel mare spesso complice, riaffiorano sentimenti, convinzioni, invocazioni e vocazioni. Entrambi riconoscono che sono fatti l’uno per l’altro, Dio e l’uomo, e giocano al gioco delle maree: si attraggono, si respingono, si ricercano, e stanno lì armonicamente insieme.
  • Vieni, ti farò… Subito, ti seguo…(…. magari inseguendo un progetto segreto….). Così nasce una vocazione, un destino, anche senza sapere ancora come e perché. Così ha fatto il Viandante di Galilea, il frequentatore di mari quieti e agitati, per amare chi incontrava, per sedare flutti tempestosi, per aiutare a cogliere nelle tempeste marine il senso del sublime, terrificante ed esaltante, e il valore irrepetibile dell’amore, della donazione spassionata ed incondizionata.
  • Chi lo ha intuito, ha lasciato reti, barche, amici e padri, e lo ha seguito, comprendendo per ora che era l’unica occasione della sua vita. Ed insieme con Lui farà grandi cose: insieme proclameranno il Vangelo, quello di verità, di giustizia, di libertà…(… dopo essere risorto con Lui…).
  • Sperimentano ora, abbandoni che aiutano a crescere. Avvertiranno poi nostalgie di casa e di amori, coltiveranno speranze sulla sua Parola, sostenuti dalla sua fiducia. Solo alla fine riserve da tempo sedimentate nei cuori, svaniranno, dopo la Croce, dopo l’E-vento dello Spirito, e con vibrante coraggio annunceranno i tempi della salvezza per tutti.

http://www.ilfilo.org

 

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