COMBONIANUM – Formazione Permanente

UNO SGUARDO MISSIONARIO SUL MONDO E LA CHIESA Missionari Comboniani – Formazione Permanente – Comboni Missionaries – Ongoing Formation

IV Domenica del Tempo Ordinario (B) Lectio

IV Domenica del Tempo Ordinario (B) 
Marco 1, 21-28
L’autorità del Santo di Dio

Mc 1, 21-28.png

La giornata inaugurale/tipo di Gesù secondo l’evangelista Marco è iniziata all’alba con la chiamata di quattro uomini ad andare “dietro a Lui” (Mc 1,16-20). E ora, Lui dove va?Marco nel vangelo di oggi ci dice che “subito” Gesù entra “di sabato, nella sinagoga”.

Quindi il giorno/tipo di Gesù, secondo Marco, è un sabato, il “tempio di Dio nel tempo”, lo “spazio santo” nel quale Dio rivela la Sua signoria sui giorni dell’uomo. Davvero “il tempo si è compiuto”: Gesù fa il suo ingresso nel sabato dell’uomo come compimento di ciò che questo tempo significa! Davvero “il regno di Dio si è avvicinato”: Gesù entra nello spazio che l’uomo ha riservato per mettersi sotto la signoria della Parola di Dio (la “sinagoga”).

Qui Gesù si rivela come “il più forte” (Mc 1,7), con l’autorità di una parola nuova: “insegnava”.

Questa è la prima attività di Gesù: “insegnare” (il termine “insegnare, insegnamento” torna quattro volte nel brano di oggi). Si tratta di un “insegnamento nuovo con autorità”, come commentano i presenti nella sinagoga, dopo che Gesù ha scacciato lo spirito impuro dall’uomo che ne era posseduto.

L’evangelista Marco non ci dice mai in che cosa consista questo “insegnamento” (non ha lunghi discorsi come quello della montagna/pianura di Matteo e Luca); tuttavia si tratta di un insegnamento “autorevole”, potente, “diverso”, che opera efficacemente in quanto ciò che Gesù comanda, si compie: “comanda ed essi (gli spiriti) obbediscono”.

Gesù ha una parola“con autorità”, che interviene sulla Scrittura (come avviene nella sinagoga di Nazareth nel vangelo di Luca 4,16-21) con una autorità che non gli viene da un maestro dal quale l’ha ricevuta, ma da Dio stesso, come era avvenuto con Mosè, costituito profeta da Dio che gli ha “posto in bocca le Sue parole” (prima lettura). Anzi potremmo dire che Gesù è la Parola autorevole del Padre, compimento di tutte le Scritture.

E soprattutto la parola di Gesù ha un’autorità sull’“uomo posseduto da uno spirito impuro”. Gesù, “il più forte” irrompe con una potenza (la parola “exousia” significa “autorità”, ma anche “potenza, forza”)  che comanda agli spiriti impuri: la potenza del “Santo di Dio”. Si tratta di uno scontro/lotta fra Gesù che viene “nello Spirito santo” (Mc 1,8) e l’uomo che Gesù nella sinagoga trova “nello spirito impuro”. L’impurità dello spirito è in antitesi con la santità dello Spirito di Gesù e “subito” entrano in un contrasto, in opposizione.

Marco è l’unico evangelista che colloca questo episodio all’inizio dell’attività di Gesù, preludio della vittoria definitiva che Gesù riporterà sulla croce sullo spirito del male.

Colpisce che proprio “il sabato e la sinagoga” siano abitati dallo “spirito impuro”. L’uomo, anche quando si pone davanti a Dio, rischia di andare a Lui con un atteggiamento “impuro”, cioè cercando se stesso e non il vero volto di Dio che si rivelerà a Lui. Allora lo spazio della sinagoga e del sabato diventano luoghi dove la presenza dello spirito impuro non tollera quella della santità di Gesù. Interessanti sono le armi con le quali lo spirito impuro ingaggia questa lotta.

Prima di tutto proclamando la completa estraneità fra Gesù e “loro” (lo spirito fa riferimento a sé alla prima persona plurale, a un “noi”: “se venuto per rovinarci”; e questo non solo perché parla di sé e dell’uomo, ma perché è uno spirito molteplice, è uno spirito caotico, è “Legione”): “che cosa abbiamo in comune con te?” (letteralmente:“che cosa a noi e a te?”). Lo spirito percepisce che Gesù è su un piano alternativo, anzi, “oppositivo” in quanto se c’è Gesù, non ci può essere lo spirito impuro. La distanza che lo spirito percepisce con Gesù viene da una forma di “competizione” su chi abbia veramente “diritto” di abitare quello spazio dell’uomo.

Poi lo spirito impuro “smaschera” il motivo per cui Gesù è venuto e lo legge come una minaccia per sé: “se venuto per rovinarci?”. Quante volte sentiamo Dio come un “nemico” venuto a togliere o ridurre il nostro potere sulla realtà che ci circonda, una minaccia alla nostra pretesa di “onnipotenza”!

Infine lo spirito afferma di “conoscere” l’identità di Gesù e la proclama con forza in mezzo alla sinagoga: “Io so chi tu sei: il santo di Dio!”. Lo spirito impuro è quello che “sa” già in anticipo chi sia Dio, che non si pone davanti a Lui riconoscendone l’assoluta Alterità e libertà: chi può dire di conoscere Dio? Lo potrà dire solo Gesù, il Figlio. Ma l’uomo non può “comprendere” Dio nel senso che non lo può racchiudere una conoscenza “preconfezionata” come se Dio fosse un “oggetto” di cui sappiamo forma e contorni.

Lo spirito impuro usa un modo molto “sottile” per attaccare Gesù, in quanto non dice il falso, ma nelle sue parole è racchiusa una verità: Gesù è veramente “altro” da lui, è veramente “venuto per rovinarlo”, ed è veramente “il Santo di Dio”! Quante volte ci feriscono le parole dell’altro che dice una verità di noi “difficile da accettare”… Anche se sono parole che mettono in luce una verità, perché Gesù stesso la mette a tacere?

Altri spiriti impuri cercheranno di manifestare l’identità di Gesù prima della sua Pasqua. Addirittura uno spirito impuro proclamerà “Tu sei il Figlio di Dio” (Mc 3,11), usando le stesse parole del centurione sotto la croce: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!” (Mc 15,39).

Ma la verità manifestata da questi spiriti è “impura”. Perché?

Forse perché è ancora troppo presto perché l’identità e la missione di Gesù sia manifestata? Forse perché questa “verità” ancora non ha il volto del Crocifisso?

E, facendo le debite proporzioni con la nostra vita, forse perché quella verità non è passata per la nostra pasqua personale di morte e resurrezione?

Fatto sta che qui Gesù non accetta di scendere in campo per controbattere usando “armi” contrarie a quelle usate dallo spirito impuro. Non risponde alle sue provocazioni smantellandole una per una. Gesù pronuncia una sola parola: “Taci! Esci da lui”.

Gesù riduce al silenzio lo “spirito impuro”, come fa tacere il rimbombare del mare e della tempesta che minaccia la vita degli apostoli sulla barca (cfr. Mc 4,39: “taci, calmati!”). La parola di Gesù impone il silenzio perché dove non c’è silenzio non può esserci spazio per la Parola che è Gesù.

E’ necessario che la Parola autorevole che è Gesù compia il suo cammino fino ad ammutolire nella sua passione (cfr. Mc 14,60.61) perché Gesù accetti che sia manifestata la sua identità. Qui Lui accetterà di essere chiamato “Cristo, Figlio del Benedetto” (Mc 14,62), “il Re dei Giudei” (Mc 15,2) ed infine “Figlio di Dio” dal centurione stesso sotto la croce.

Gesù è veramente il “Santo di Dio”, come dice lo spirito impuro. Ma la Sua santità (nel mondo ebraico il “Santo” è “Colui che è separato da…”) non si manifesta tanto nella sua “separatezza”, alterità, quanto piuttosto nella Sua “compromissione” con l’umanità, nel Suo portare il peso del peccato dell’uomo. E questo avverrà sulla croce.

Ma lo spirito impuro non può tollerare questa verità di Dio. La sua conoscenza di Dio non ammette che Dio possa amare “facendosi peccato” per togliere il peccato dell’uomo. Tuttavia Gesù non ha un’altra via da percorrere. E per farlo, fino alla fine, arriverà perfino ad accettare di essere considerato “posseduto da Beelzebul”, di essere chiamato “impuro”: “E’ posseduto da uno spirito impuro” (cfr. Mc 3,22-30).

Paradosso dell’amore e della santità di Dio!

Clarisse Sant’ Agata
sorellepovere@clarissesantagata.it

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 25/01/2018 da in anno B, Domenica - lectio, ITALIANO, Liturgia, Tempo ordinario (B).

San Daniele Comboni (1831-1881)

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 1.600 follower

Follow COMBONIANUM – Formazione Permanente on WordPress.com
gennaio: 2018
L M M G V S D
« Dic   Feb »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

  • 187,792 visite

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Tag

Advento Africa Afrique Amore Anthony Bloom Arabia Saudita Arte sacra Bibbia Bible Biblia Boko Haram Book of Genesis Cardinal Newman Carême Chiamate in attesa Chiesa China Chrétiens persécutés Cina Contemplazione Cristianos perseguidos Cuaresma Curia romana Daesh Dal rigattiere di parole Dialogo Diritti umani Economia Enzo Bianchi Eucaristia Europa Famiglia Family Família Fede France Gabrielle Bossis Genesi Gianfranco Ravasi Giovani Giubileo Gregory of Narek Guerra Guglielmo di Saint-Thierry Gênesis Henri Nouwen Iglesia India Iraq ISIS Islam Italia Jacob José Tolentino Mendonça Kenya La bisaccia del mendicante La Cuaresma con Maurice Zundel La preghiera giorno dopo giorno Laudato si' Le Carême avec Maurice Zundel Lectio Lent LENT with Gregory of Narek Libro del Génesis Magnificat Martin Lutero martiri Matrimonio Maurice Zundel Migranti Misericordia Missione Natal Natale Natale (C) Nigeria Noël P. Cantalamessa Pace Padri del Deserto Pakistan Paolo VI Papa Francesco Papa Francisco Pape François Paz Pedofilia Perdono Persecuted Christians Persecution of Christians Persecuzione dei cristiani Pittura Pope Francis Poveri Povertà Prayers Profughi Quaresima (C) Quaresima con i Padri del Deserto Quaresma Quaresma com Henri Nouwen Raniero Cantalamessa Rifugiati Sconfinamenti della Missione Silvano Fausti Simone Weil Sinodo Siria Sud Sudan Terrorismo Terrorismo islamico Testimonianza Thomas Merton Tolentino Mendonça Turchia Uganda Vatican Vaticano Venerdì Santo Virgin Mary

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: