San Juan de Brito, S.J..png
Per evangelizzare bisogna saper amare, entrare nel cuore delle persone e accoglierle con la loro cultura per farla dialogare con il messaggio del Risorto. Per questo ai missionari è richiesta una passione speciale, che accompagni la loro vocazione. San Giovanni de Brito visse questa passione fin da giovane: nato a Lisbona nel 1647, entrò tra i Gesuiti nel 1662 e venne ordinato sacerdote nel 1673. Chiese e ottenne di partire missionario per l’India, anche per seguire le orme di san Francesco Saverio. Approdò a Goa, dedicandosi alla missione nei regni di Tangiore e Gingia. Poi seppe che da molto tempo nessun missionario operava nel regno di Marava, a est di Madurai, così portò la sua opera in quel regno nel 1686: le difficoltà furono molte, proprio perché a migliaia si facevano battezzare. Un successo che gli costò la vita: fu ucciso nel 1693.
Altri santi. Sant’Eutichio, martire (I sec.); san Gilberto di Sempringham, sacerdote (1083-1189).
Letture. Eb 12,4-7.11-15; Sal 102; Mc 6,1-6.
Matteo Liut
Avvenire