COMBONIANUM – Formazione e Missione

— Sito di FORMAZIONE PERMANENTE MISSIONARIA — Uno sguardo missionario sul mondo e sulla Chiesa — MISSIONARY ONGOING FORMATION — A missionary look on the world and the Church

Sette parole per un sogno

Le donne e la riforma della Chiesa

3

Il Nuovo Testamento attesta la flessione molteplice della sollecitudine ecclesiale e non fa differenza tra uomini e donne (cf. Rm 16). Purtroppo la lunga storia delle comunità cristiane si è sviluppata nel segno della progressiva veloce perdita di ogni prassi inclusiva. Ma il modello comunionale (e sinodale) avviato dal Vaticano II segna la riacquisizione della soggettualità nel popolo di Dio tutto: uomini e donne che, nello Spirito, riscoprono insieme il loro diritto/dovere circa l’annuncio, la lode, la mutua corresponsabilità, secondo le peculiarità di tempo luogo, cultura.

 Il servizio/diaconia ad intra e ad extra si fa cifra della Chiesa stessa e della sua necessaria riforma. La “Chiesa che verrà” dovrà dunque essere nel segno dell’abbandono di tutto ciò che ha comportato un fraintendimento vuoi delle relazioni di genere, vuoi delle relazioni altre, legate a modelli socio-culturali sacrali piramidali gerarchizzati.
Da qui un “settenario” per la reciproca diaconia (dei fedeli tutti e delle Chiese). Né il mio è un ardimento sostitutivo dello Spirito, ma è semplice espressione di un auspicio. La Chiesa che verrà sarà davvero molto diversa da quella che abbiamo conosciuta. Lo dico con una punta di rammarico perché non ho mai messo in discussione l’attitudine grata verso la comunità che mi ha generata alla fede e a cui devo, nelle contestualità del post-Concilio, l’acquisizione di strumenti critici che me la fanno disegnare e sperare “diversa”.
Amo la Chiesa al di là delle sue contraddizioni e non mi sognerei mai di abbandonarla. Ma, per usare uno slogan felice, “se non ora, quando?”. Le prese di posizione di papa Francesco, la cui ecclesiologia è tutt’altro che ingenua, ci incoraggiano a “sognare”. E il “sogno”, biblicamente parlando è esercizio di profezia.
Il Nuovo Testamento attesta la flessione molteplice della sollecitudine ecclesiale e non fa differenza tra uomini e donne (cf. Rm 16). Purtroppo la lunga storia delle comunità cristiane si è sviluppata nel segno della progressiva veloce perdita di ogni prassi inclusiva. Ma il modello comunionale (e sinodale) avviato dal Vaticano II segna la riacquisizione della soggettualità nel popolo di Dio tutto: uomini e donne che, nello Spirito, riscoprono insieme il loro diritto/dovere circa l’annuncio, la lode, la mutua corresponsabilità, secondo le peculiarità di tempo luogo, cultura.
Il servizio/diaconia ad intra e ad extra si fa cifra della Chiesa stessa e della sua necessaria riforma. La “Chiesa che verrà” dovrà dunque essere nel segno dell’abbandono di tutto ciò che ha comportato un fraintendimento vuoi delle relazioni di genere, vuoi delle relazioni altre, legate a modelli socio-culturali sacrali piramidali gerarchizzati.
Da qui un “settenario” per la reciproca diaconia (dei fedeli tutti e delle Chiese). Né il mio è un ardimento sostitutivo dello Spirito, ma è semplice espressione di un auspicio. La Chiesa che verrà sarà davvero molto diversa da quella che abbiamo conosciuta. Lo dico con una punta di rammarico perché non ho mai messo in discussione l’attitudine grata verso la comunità che mi ha generata alla fede e a cui devo, nelle contestualità del post-Concilio, l’acquisizione di strumenti critici che me la fanno disegnare e sperare “diversa”.
Amo la Chiesa al di là delle sue contraddizioni e non mi sognerei mai di abbandonarla. Ma, per usare uno slogan felice, “se non ora, quando?”. Le prese di posizione di papa Francesco, la cui ecclesiologia è tutt’altro che ingenua, ci incoraggiano a “sognare”. E il “sogno”, biblicamente parlando è esercizio di profezia.
Sì, ho un sogno: quello di una Chiesa non ingessata ma duttile, non autocentrata ma aperta, non apologeticamente impegnata a difendere la sua verità/veridicità ma pronta ad accogliere la verità che lo Spirito effonde anche fuori dei propri confini confortevoli (talora augusti). Sogno la “Chiesa che verrà” sposando con entusiasmo l’immagine del “poliedro”: né piramide né sfera, ma molteplicità sfaccettata che riverbera diversamente e originalmente la luce.
Sogno la Chiesa “declericalizata”, “degerarchizzata”, “decentrata”, “pluriculturata”, “solidale”, “in uscita”, “a servizio”. Biblicamente, “clero” è uno dei sinonimi di “popolo di Dio”; la clericalizzazione parzializzata della Chiesa ha prodotto soggetti prepotenti e invadenti, per privilegio sottratti alla dimensione costitutiva del servizio. La declericalizzazione chiede la dismissione di ogni ipoteca “sacerdotale-sacrale”.
Sogno la Chiesa che verrà “de-gerarchizzata”, popolo di Dio diversificato dai doni che lo Spirito a ciascuno elargisce e che la comunità, nella sua articolazione complessa, discerne e autentica. L’assetto gerarchico è conseguenziale al modello patriarcale che nulla ha a che fare con la fraternità/ sororità, al cui interno certo ci sono funzioni diverse che però non ne inficiano il tratto originario. Degerarchizzare vuol dire restituire al popolo di Dio soggettualità attiva e alle Chiese tutte il loro statuto sinodale.
Sogno la Chiesa che verrà nel segno dell’autonomia e del “decentramento”. Avverto anch’io la necessità d’istituire patriarcati continentali e subcontinentali, così da garantire che di nuovo, in sinodalità permanente, le Chiese locali siano soggetto di prassi consone alla pluralità delle culture che ne sono habitat
La Chiesa che verrà è “pluri-culturata”. Il recente motu proprio Magnum principium ribadisce il criterio dell’adattamento e la soggettualità delle Chiese nell’esercitarlo. Esprime così il rispetto per le culture native che caratterizzano le Chiese, esse stesse “soggetto culturale”. La Chiesa che verrà non può che essere “solidale” con le attese e i bisogni tutti. Il dettato di Gaudium et spes va incrementato e ulteriormente compreso sui temi caldi.
La Chiesa non difende il tripode borghese “Dio Patria Famiglia”; lo mette, anzi, in discussione se incrina il primato dell’amore, in senso stretto e assoluto l’unico comandamento cristiano. La Chiesa che verrà è perciò Chiesa “in uscita” e “a servizio”, che va a cercare quelli che se ne sono andati o che semplicemente hanno smarrito il senso dell’essere al mondo.
È una Chiesa povera e per i poveri, che – per usare l’espressione di don Tonino Bello ‒ mette insieme stola e grembiule. E se la stola è retaggio di autorità imperiale e dunque val la pena di trans-culturarla, il grembiule resta in tutta la sua immediatezza di re-culturazione del servizio. Ecco, sogno una Chiesa “serva” in tutte le sue membra, nelle contestualità diverse del pensarsi e del proporsi al mondo.
Anch’essa mondo e carne, creatura. Sogno una Chiesa finalmente efficace perché ha interiorizzato il servizio, perché ha varcato la “soglia” riconoscendo il proprio “limite” di segno e strumento dell’incontro con Dio e di unità tra gli esseri umani tutti.
Cettina Militello
(articolo tratto da http://www.ilregno.it)
http://www.retesicomoro.it
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 04/02/2018 da in Attualità ecclesiale, ITALIANO con tag , .

San Daniele Comboni (1831-1881)

Inserisci il tuo indirizzo email per seguire questo blog e ricevere notifiche di nuovi messaggi via e-mail.

Segui assieme ad altri 481 follower

Follow COMBONIANUM – Formazione e Missione on WordPress.com
febbraio: 2018
L M M G V S D
« Gen   Mar »
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728  

  • 206.678 visite

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica. Immagini, foto e testi sono spesso scaricati da Internet, pertanto chi si ritenesse leso nel diritto d'autore potrà contattare il curatore del blog, che provvederà all'immediata rimozione del materiale oggetto di controversia. Grazie.

Categorie

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: